Discariche ex Ilva, contrasti tra Provincia e Commissari

 

L'ente ha rifiutato la polizza fideiussoria per la discarica ex cava Due Mari tra le aree escluse dal perimetro ArcelroMittal ed in capo ai commissari
pubblicato il 17 Luglio 2020, 18:19
15 mins

Proseguono gli intoppi in merito al complesso problema della gestione delle discariche dell’ex Ilva, tra la Provincia di Taranto e i Commissari Straordinari di Ilva in AS.

Come si ricorderà, più volte nel corso degli ultimi anni, durante la riunioni dell’Osseratorio Ilva, è stato posto dal ministero dell’Ambiente anche il nodo relativo alla problematica delle garanzie finanziarie per la gestione dei rifiuti per lo stabilimento siderurgico, chiedendo all’ente istituzionale ed alla società di velocizzare le pratiche, anche nei confronti sia di ArcelorMittal che della Provincia stessa, nel porre in essere ogni attività necessaria volta a consentire un’accelerazione delle procedure per il rilascio delle autorizzazioni al trasporto transfrontaliero di rifiuti per garantire ad esempio l’attuazione delle prescrizioni UP2 (rimozione cumulo polveri e scaglie in area Parco Minerale) e UP3 (Gestione di fanghi acciaieria, fanghi d’altoforno e polverino d’altofarno) nei tempi previsti dall’art. 9 del DPCM del 29/9/2017.

(leggi tutti gli articoli sull’Osservatorio Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=osservatorio+ilva&submit=Go)

Breve storia dell’iter di gestione della discarica ex Cava Due Mari

Tornando all’ultimo intoppo in ordine di tempo, questa volta tra Ilva in AS e Provincia di Taranto, il tutto ha orgine dalla prescrizione UA5 è riferita alla: chiusura, bonifica e gestione post-operativa della discarica ex cava Due Mari, ed alle relative garanzie finanziarie stabilite da depositarsi, individuando la Provincia quale beneficiaria. 

Ricordiamo che con l‘art. 4, comma 2 del D.L. n. 1 del 05/01/2015, così come convertito in legge n. 20 del 04/03/2015, furono approvate le modalità di gestione e smaltimento dei rifiuti del ciclo produttivo dell’ILVA di Taranto presentate in data 11/12/2014 dal sub-commissario di cui all’art. 1, comma 1, del D.L. 61/2013 … ”.

Il Gruppo di Lavoro ministeriale per la garanzie finanziarie (Decreto Dirigenziale n.426 del 19/11/2018) che ha visto anche la partecipazione anche dei rappresentanti di ILVA spa in A.S., nel verbale della riunione del 07/03/2018, dopo una prima disamina della problematica, si rinviava il tema complessivo delle garanzie finanziarie, da affrontarsi entro luglio 2019 in vista del primo rinnovo; nonché, in particolare per le discariche “ex due Mari” ed “ex Cava Cementir”, si precisava che le stesse dovevano essere relative alla chiusura e alla gestione post-operativa, individuando anche la scadenza del periodo da garantirsi in 30 anni decorrenti dalla chiusura, fermo restando la possibilità di ricorrere al frazionamento in piani quinquennali.

Il progetto di messa in sicurezza permanente ex Cementir

La Conferenza dei Servizi del 17 maggio 2018, approvava invece il progetto di messa in sicurezza permanente dell’area della discarica ex Cementir: in realtà si trattava di un secondo progetto, realizzato dalla società Desmos, che prevedeva la realizzazione di un diaframma continuo perimetrale alla discarica lo scopo di isolare la discarica dalla falda superficiale ed andava a rivedere il primo precedentemente approvato che prevedeva il capping, ovvero la copertura definitiva dell’area.

Il costo dell’intervento è pari a 7,5 milioni di euro. L’anno scorso, durante la riunione del mese di giugno del CIS Taranto, in merito al tema delle bonifiche di competenza dell’Ilva in amministrazione straordinaria, venen evidenziato come fossero al vaglio due opzioni per il trattamento del percolato: la prima prevede la sua estrazione e lo smaltimento in una struttura abilitata che avrebbe un costo di 200mila euro per 4 anni; la seconda – che l’Ilva in amministrazione straordinaria sottolinerò di preferire – contempla la realizzazione ex novo di un impianto di trattamento del percolato del costo di 500mila euro.

L’impianto, lo specifichiamo per i lettori, è una discarica realizzata, precedentemente all’entrata in vigore della prima normativa nazionale (D.P.R. 915/82 e relativa Delibera del Comitato interministeriale del 27/07/1984) che regolamentava lo smaltimento dei rifiuti ed anche le caratteristiche tecniche delle discariche controllate, all’interno di una ex cava di argilla. E che si trova all’interno dell’area centrale del siderurgico (le altre due macro arree dell’ex Ilva sono la zone Ovest e la zona Cava), che ricade interamente nel comune di Taranto e comprende la maggior parte degli impianti tra i quali quelli di produzione ghisa, le acciaierie, i treni di laminazione nastri a caldo e a freddo e impianti di produzione tubi.

Il capping dell’ex cava Due Mari

Anche per l’ex Cava Due Mari si è deciso di procedere attraverso un intervento di capping. Nel giugno del 2019 l’avanzamento dei lavori risultava pari al 50%. La prima metà ha visto l’esecuzione delle opere di sbancamento e impermeabilizzazione tramite argilla. Per l’altra metà dei lavori rimanenti si è stimato un costo di 805mila euro annui.

Tra l’altra, proprio queste aree sono tra quelle così dette “escluse” dal perimetro di ArcelorMittal ed in particolare all’area delle collinette ecologiche, alle ex discariche Cementir e Cava due mari, e all’area dei fanghi, dove dovranno essere avviati i primi cantieri per le operazioni di bonifica nelle quali dovrebbero essere impegnati i primi 50 lavoratori dei 1.600 attualmente in cig rimasti in capo ad Ilva in AS dopo l’avvio della gestione di affitto del siderurgico di Taranto da parte di ArcelorMittal, il 1 novembre 2018.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/01/15/bonifiche-aree-ex-ilva-al-via-primi-cantieri/)

La querelle con la Provincia sulle garanzie finanziarie

Nalla riunione del Gruppo di Lavoro ministeriale per la garanzie finanziarie del 22/01/2019 la struttura commissariale (ILVA spa in A.S.) si impegnava a procedere nei tempi previsti per il rinnovo delle garanzie finanziarie.

Il 17/12/2019 la Provincia, non avendo ricevuto notizie circa il rinnovo delle garanzie per l’impianto di cui in epigrafe, sollecitava la società ILVA spa in A.S. – informando anche il Ministero dell’Ambiente quale Autorità Competente circa l’adempimento della presentazione della garanzia per il prosieguo del periodo da garantirsi (almeno un ulteriore quinquennio). Lo scorso 07/05/2020 sempre la Provincia informava l’Autorità Competente – Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – circa il mancato deposito per la prescrizione UA5 della garanzia per il quinquennio successivo, a fronte della scadenza del 12/05/2020 delle precedenti garanzie.

Lo scorso 01/06/2020, è pervenuta alla Provincia la seguente polizza fideiussoria rilasciata da Generali Italia spa – Mogliano Veneto, emessa in Roma il 12/05/2020; attività garantita: Attività D1, prescrizione UA5 – gestione post operativa della discarica “ex Cava due Mari”; importo garantito € 8.388.000,00 (importo già ridotto del 40%); periodo garantito dal 12/05/2020 al 12/05/2025 più sei mesi senza estensione dell’efficacia fino al 12/11/2025, con perdita di validità ed efficacia alla scadenza e con espressa limitazione ….che l’eventuale mancato rinnovo/proroga – o comunque la mancata presentazione da parte del contraente della garanzia per il quinquennio successivo – non potrà in alcun modo costituire motivo di incameramento della polizza stessa….”.

Polizza fideiussoria che la Provincia ha però rifiutato. Per diversi motivi ostativi.

I motivi del rifiuto della polizza fideiussoria

Il primo riguarda la parziale indicazione delle attività da garantirsi riportate nel titolo di garanzia (…attività di gestione post operativa di discariche ai sensi del decreto legislativo 152/06 e successive modifiche ed integrazioni…). Infatti, come anche chiarito nei tavoli del GdL per la verifica delle garanzie finanziarie, la garanzia richiesta – come specificato nella nota del Sub Commissario ILVA del 11/12/2014 (prot. 4/U/11-12-2014), espressamente richiamata dall’art. 4, comma 2 del D.L. n. 1 del 05/01/2015 – deve coprire sia la fase di chiusura, sia la bonifica, sia la gestione post-operativa della discarica ex cava Due Mari. 

Ilva in AS ha indicato di aver già ridotto l’importo da garantirsi del 40% per certificazione ISO14001. Tuttavia, la Provincia evidenzia come non sia allegato il certificato corrispondente, necessario per assentire la riduzione dell’importo da garantirsi, né la condizione si rileva dalla consultazione della banca dati di Accredia.

In merito alle “condizioni generali di assicurazione” il Garante limita espressamente la garanzia al periodo dal 12/05/2020 al 12/05/2025, con perdita di validità ed efficacia alla scadenza, e con espressa limitazione che …l’eventuale mancato rinnovo/proroga – o comunque la mancata presentazione da parte del contraente della garanzia per il quinquennio successivo – non potrà in alcun modo costituire motivo di incameramento della polizza stessa….
“Tali riserve e limitazioni sono incompatibili con il principio di continuità nell’assicurare il rinnovo della garanzia senza soluzione di continuità nell’espletamento dell’obbligo di garanzia per tutta la durata richiesta e non consente inoltre nessuna misura di contrasto a tutela dell’interesse pubblico sotteso al deposito delle chieste garanzie qualora il garantito non ottemperi per il quinquennio successivo. Pertanto, vanno rimosse” sentenzia la Provincia.

La società ILVA spa in A.S., con nota del 02/07/2020, pur con riferimento alla sola garanzia depositata per la discarica “ex cava Cementir” – oggetto di separato procedimento – ha formulato le proprie deduzioni che però non hanno superato le criticità sollevate dalla Provincia. 

Pertanto il dirigente del settore ha deciso di non accettare le garanzie finanziarie per la gestione di rifiuti, così come depositate dal gestore società ILVA spa in Amministrazione Straordinaria.  

L’importo garantito è insufficiente: il prospetto di compunto della norma speciale di riferimento (di cui alla tabella II del punto B della nota del Sub-Commissario ILVA del 11/12/2014 (prot. 4/U/11-12-2014), riporta per detto impianto l’importo delle garanzie da depositarsi in € 13.980.000,00 non essendo applicabile la riduzione per oggettiva mancanza del requisito;

Non è garantita la continuità nella garanzia: in assenza di schemi applicativi per il deposito di garanzia in modalità frazionata è necessario che con congruo anticipo prima della scadenza del quinquennio sia assicurato il rinnovo o il deposito di altra valida garanzia, senza soluzioni di continuità, fino alla concorrenza del periodo richiesto, in linea con il disposto dalla norma speciale di riferimento, ove al punto A della nota del Sub-Commissario ILVA del 11/12/2014 (prot. 4/U/11-12-2014), espressamente si stabilisce che il gestore è tenuto a prestare …le necessarie garanzie finanziarie per la durata del rischio ovvero rinnovabili…, e che gli effetti del mancato rinnovo/presentazione di idonea garanzia per il prosieguo del periodo da garantirsi, ad ogni piano quinquennale, siano indicati quale condizione espressa di escutibilità.

Pertanto, la limitazione delle garanzie al periodo dal 12/05/2020 al 12/05/2025, con la specifica che …l’eventuale mancato rinnovo/proroga – o comunque la mancata presentazione da parte del contraente della garanzia per il quinquennio successivo – non potrà in alcun modo costituire motivo di incameramento della polizza stessa…., non garantisce e non assolve agli obblighi del principio di continuità nell’assicurare la prosecuzione della garanzia – senza soluzione di continuità – nell’espletamento dell’obbligo di garanzia per tutta la durata richiesta e non consente inoltre nessuna misura di contrasto a tutela dell’interesse pubblico sotteso al deposito delle chieste garanzie qualora il garantito non ottemperi per il quinquennio successivo. 

Pertanto, per la Provincia costituisce preclusione incompatibile e in contrasto con il disposto della norma speciale di riferimento, del punto A della nota del Sub-Commissario ILVA del 11/12/2014 (prot. 4/U/11-12-2014). 

Mancato adeguamento dei rimedi propri delle garanzie a prima richiesta: la riscrittura dei rimedi propri delle garanzie a prima richiesta – già in altra formulazione presenti in parte nel testo di garanzia – è necessaria per evitare possibili contenziosi interpretativi a tutela dell’interesse pubblico, ed è in linea con la norma speciale di riferimento, ove al punto A della nota del Sub-Commissario ILVA del 11/12/2014 (prot. 4/U/11-12-2014), espressamente si stabilisce che … la polizza o fideiussione dovrà prevedere che il pagamento dell’importo garantito sia eseguito dal fideiussore entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento che dispone, motivandola, l’escussione della garanzia e la misura della stessa, fermo restando che, ai sensi dell’art. 1944 del codice civile, l’agenzia di credito/società di assicurazione non godrà del beneficio della preventiva escussione della ditta autorizzata…. ; 

Mancato adeguamento dell’oggetto garantitonon è stato depositato l’adeguamento dell’oggetto della garanzia. 

Il provvedimento di non accettazione è trasmesso all’Autorità Competente – Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: adesso si attende di conoscere se la struttura commissariale si adeguerà alle disposizioni della Provincia oppure, come consentito dalla legge, farà ricorso al Tar.

Staremo a vedere.

(leggi tutti gli articoli sull’Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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