Yard Belleli: Ferretti chiede concessione per 40 anni

 

Inviata all'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio la manifestazione d'interesse e la concessione demaniale di una parte del compendio
pubblicato il 15 Luglio 2020, 18:14
12 mins

La manifestazione di interesse del gruppo Ferretti Spa per occupare una porzione dell’ex Yard Belleli, è arrivata all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio lo scorso 04.06.2020 (in realtà si tratta della seconda manifestazione, dopo la prima giunta il 4 maggio scorso). Qualche settimana dopo, è arrivata anche la domanda di concessione, in data 01.07.2020 ed integrata in data 10.07.2020, con la quale l’azienda ha chiesto la concessione demaniale marittima ex art. 36 Cod. Nav., per la durata di 40 anni, per l’occupazione e l’uso di una porzione del compendio demaniale marittimo denominato “ex Yard Belleli”, allo scopo di realizzare un polo produttivo per la realizzazione di stampi, la costruzione di scafi, coperte e sovrastrutture in materiale composito e la realizzazione di un centro di ricerca e sviluppo, teso all’ottimizzazione di prodotto e di processo (l’attività che verrà svolta è identificata con il codice Ateco 30.12.00 “Costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive).

Il progetto di investimento attiene alla realizzazione di uno sito produttivo che si estenderà su un’area di circa 220.043 mq. su cui insisteranno strutture di facile rimozione/tettoie per mq. 1.516,95, edifici e capannoni produttivi della superficie complessiva di circa 64394 mq. in parte da realizzarsi direttamente dalla società (mq. 13.166) ed in parte con richiesta di realizzazione a carico dell’AdSP (mq. 51.228), tutti gli impianti e reti. 

Il progetto prevede, altresì, l’utilizzo in via esclusivo o preferenziale di 50 metri di banchina per l’attracco di chiatte da trasporto. 

Secondo le prime previsioni, a regime il progetto Ferretti potrebbe creare 200 nuovi posti di lavoro più quelli generati dall’indotto con i così detti lavoratori stagionali. L’investimento previsto è pari ad 85,3 milioni di euro.

La bonifica del sito

Ricordiamo che il compendio “Yard Ex Belleli” è di circa 38 ettari ed è situato nel Porto fuori rada di Taranto tra il canale di scarico dello stabilimento siderurgico ed il V sporgente, ed è identificato nel Piano regolatore Portuale come PRO-2 e prevede quale destinazione d’uso “attività di lavorazioni varie (produttive, di trasformazione, di assemblaggio, ecc.) e di magazzinaggio e di logistica almeno in parte funzionalmente collegate ed integrate alle merci containerizzate movimentate nell’area CON-2”.

Tutte le aree a terra del Porto di Taranto sono comprese nel Sito di Interesse Nazionale ai fini della bonifica ambientale (SIN). In tale contesto, con Protocollo d’Intesa del 5.11.2009 tra Ministero dell’Ambiente del Territorio e della Tutela del Mare, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Puglia, Provincia di Taranto, APT e SOGESID S.p.A., è stato avviato il procedimento di bonifica di tale area. La progettazione degli interventi di bonifica è stata affidata alla Sogesid SpA, società in house al Ministero dell’Ambiente. 

L’intervento di bonifica e messa in sicurezza è stato suddiviso in due stralci funzionali:

I Stralcio funzionale: è stato ultimato recentemente ed ha riguardato in estrema sintesi la realizzazione di una parte del marginamento della falda, la relativa captazione e la realizzazione dell’impianto di trattamento delle acque emunte.

II Stralcio funzionale: riguarderà il completamento del marginamento della falda e la realizzazione della copertura dell’intera area mediante capping anche ai fini della successiva rifunzionalizzazione dell’area.

Il Tavolo istituzionale permanente per l’area di Taranto, con Verbale di riunione (in videoconferenza) del 22 maggio 2020, presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri, ha proposto di approvare l’inserimento nel CIS di nuovi interventi tra i quali proprio la “Bonifica e reindustrializzazione dell’area ex «Yard Belleli”. 

Lo scorso 3 giugno, con una convenzione dal valore di 45,5 milioni di euro (l’area individuata per l’investimento è pari a 15 ettari, ed il costo della bonifica per l’area è di 15 milioni), il Commissario Straordinario del Porto di Taranto Sergio Prete ha dato incarico alla Sogesid, società “in house” dei ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture, di completare le attività di messa in sicurezza permanente della falda.

La Società pubblica di proprietà del Ministero dell’Economia sarà il Soggetto attuatore e avrà, in stretto raccordo con l’Autorità, il compito di adeguare la progettazione definitiva e realizzare quella esecutiva,bandire e portare a termine la gara per l’affidamento dei lavori, dirigerli e collaudarli, gestire inoltre l’impianto di trattamento acque di falda (TAF) già in esercizio per i successivi cinque anni.

I dati sulla contaminazione dell’area dellex Yard Belleli

Il 15 aprile 2011 la Commissione tecnica di verifica dell’impiatto ambientale VIA – VAS del ministero dell’Ambiente emise il proprio parere sulla non assoggetabilità alla VIA per il progetto in questione.

In quel decreto venivano riportate le indagini geognostiche e l’elaborazione dell’analisi di rischio realizzata nel primo decennio degli anni duemila, accertarono una contaminazione del sito dovuta alla presenza di sostanze cancerogene e non cancerogene nel sottosuolo e nelle acque di falda, e che in particolare i risultati delle simulazioni evidenziarono che i valori di rischio cancerogeno totale e del non rischio cancerogeno totale fossero maggiori dei limiti di accettabilità imposti dalla normativa.

Relativamente al non rischio cancerogeno totale i contributi più significativi derivano dal percorso inalazione di vapori da suolo insaturo e da falda, mentre per il rischio cancerogeno totale i contributi determinanti sono l’inalazione da vapori da suolo insaturo e il contatto dermico e l’ingestione di suolo superficiale.

Le sostanze responsabili del rischio non cancerogeno per inalazione outdoor e indoor di vapori da falda vennero individuate “negli idrocarburi pesanti (rispettivamente HI=29 e HI=260), presenti in maniera diffusa nella falda con concentrazioni elevate, mentre quelle responsabili del rischio non cancerogeno per inalazione outdoor e indoor di vapori da terreno insaturo furono invidividuati negli IPA e il mercurio, diffusi nell’area nord del Sito. Le sostanze responsabili del rischio cancerogeno per inalazione outdoor e indoor di vapori da terreno insaturo sono gli IPA, mentre quelle responsabili del rischio cancerogeno per contatto dermico e ingestione di terreno superficiale sono gli IPA e i metalli”.

Il progetto del primo stralcio della messa in sicurezza della falda

Il secondo lotto di attività segue in realtà il primo stralcio attuato da Sogesid e rivolto alla messa in sicurezza dei trentasei ettari di falda superficiale: un lavoro considerato funzionale al progetto della realizzazione della cassa di colmata che dovrà circoscrivere nel quinto sporgente portuale un piazzale per il deposito e la movimentazione delle merci, consentendo allo stesso tempo – con l’abbassamento del fondale e il riutilizzo dei sedimenti caratterizzati e dragati per creare la cassa di colmata – il passaggio di navi superportacontainer. Sono responsabili delle attività previste dalla convenzione l’ing. Gaetano Internò per l’Autorità di Sistema Portuale e l’ing. Enrico Brugiotti per la Sogesid.

In merito al progetto di Bonifica falda superficiale in area ex Yard Belleli (1° stralcio), i committenti erano Ministero dell’Ambiente – Regione Puglia – Autorità Portuale di Taranto, per un valore d’intervento pari a 6,4 milioni di euro, Le attività iniziarono il 16/12/2009 con la conclusione prevista il 27/11/2018.

Nel settembre del 2018 è stato avviato l’impianto di trattamento delle acque di falda (TAF), che sarà gestito in via provvisoria dalla Sogesid SpA nel periodo compreso tra il 18.10.2018 ed il 30.1.2019. A novembre sono partite le attività di collaudo che si sono concluse tra marzo e aprile.

Il progetto in questione, denominato “I° Lotto degli interventi di messa in sicurezza e bonifica della falda in area ex Yard Belleli, funzionale alla realizzazione della cassa di colmata “ampliamento V Sporgente“, ha come obiettivo finale la “bonifica e protezione dell’acqua di falda presente nell’area mediante il trattamento nell’impianto di Trattamento delle Acque di Falda (TAF) e il marginamento laterale e capping superficiale; riutilizzo industriale dell’area mediante pavimentazione; rimozione del prodotto in fase libera; trattamento delle acque della falda a monte dell’area”.

yard belleli.png

La realizzazione del marginamento della falda è avvenuto con tecnologia CSM lungo l’intero sviluppo del fronte mare arretrato rispetto alla linea di costa, lungo l’intero lato dei canali di scarico ILVA e su una porzione di 100 m lungo il lato del V sporgente ILVA; la trincea drenante è stata realizzata parallelamente al V sporgente, in prosecuzione al marginamento sopracitato, calibrata per l’assetto idrogeologico a quota 0,00 mt. s.l.m.; l’impianto TAF ha invece una capacità di trattamento di 100 m3/h, su due linee da 50 m3/h cadauna; si è anche proceduto con la formazione di piazzole di stoccaggio temporanee per l’abbancamento provvisorio dei terreni provenienti dagli scavi; oltre alla rimozione di 50 metri cubi di surnatante(mediante n. 2 skimmer attivi e n. 1 passivo); il sistema di monitoraggio della falda è invece costituito da una rete di controllo piezometrico; infine sono state realizzate opere accessorie di viabilità, elettriche, impiantistiche.

Nel corso dell’esecuzione dei lavori è stato però necessario procedere ad alcune variazioni al fine di risolvere aspetti di dettaglio.

Come specificato precedentemente, la bonifica dell’area sarà tutta a carico dello Stato, come previsto dall’accordo del 2009 e dalla delibera CIS dello scorso maggio e dall’accordo tra Autorità Portuale e Sogesid.

Speriamo che ora proceda tutto per il meglio e nel più breve tempo possibile.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/06/03/yard-belleli-accordo-per-la-bonifica-totale/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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