Intervista al presidente della Lega volley serie A, Massimo Righi

 

"Taranto è una piazza importante per la pallavolo italiana e siamo felice di riabbracciarla in A/2"
pubblicato il 14 Luglio 2020, 14:24
8 mins

Da venticinque anni è ai vertici della Lega Pallavolo Italiana di serie A (5 nella femminile, e 20 nella maschile) e non ha mai mostrato segni di stanchezza, anzi ogni anno ha sempre cercato di innovare, assieme ai suoi collaboratori ed ai rappresentanti dei club, contribuendo a rendere il campionato italiano di serie A, ora Superlega, un modello da esportare all’estero e non a caso Giappone, Corea e Brasile cercano di “rubare” i segreti dell’italico successo.

“La passione per la pallavolo supera ogni difficoltà e ogni accenno di stanchezza. Il nostro è un mondo meraviglioso dal quale è difficile staccarsi” – afferma Massimo Righi, dal maggio scorso presidente della Lega Pallavolo Italiana di serie A ma precedentemente direttore generale di lungo corso, il quale non nasconde la soddisfazione di poter riabbracciare Taranto dopo oltre dieci anni di assenza dal mondo del volley di vertice.

“Il filo che mi lega a Tonio Bongiovanni ed Elisabetta Zelatore, in tutti questi anni non si è mai spezzato. Siamo sempre stati in contatto e ci siamo sempre tenuti aggiornati sulle nostre reciproche esperienze” – afferma il manager bolognese – “ Ogni volta che ricordavamo i trascorsi di Taranto in serie A, lo facevamo con grande tenerezza. L’emozione dei bei trascorsi superava di gran lunga il dispiacere di non collaborare più assieme. Quando poi, specie negli ultimi due anni, con maggiore decisione, si è palesato il loro desiderio di tornare nella nostra grande famiglia, l’idea di poterli riaccogliere, mi ha regalato belle sensazioni”.

Il concetto di tornare in una famiglia, di sentirsi a casa, è proprio quello espresso dal presidente Bongiovanni nelle sue interviste….

Mi fa davvero piacere che vedano la nostra Lega come effettivamente è, ossia un ambiente familiare, in cui sentirsi a proprio agio. Il nostro è un mondo speciale, composto da persone speciali. Si sta bene, si condividono valori importanti che vanno anche oltre lo sport. Valori da preservare tutti i giorni come un tesoro. Il nostro è un mondo in cui non si alzano mai i toni, in cui al litigio si preferisce il confronto aperto e leale, dove le tifoserie sono corrette e le famiglie siedono tranquillamente sugli spalti dei palazzetti.

Che ricordi ha lei di Taranto nel campionato di serie A di volley?

Taranto è stata una piazza importante per la pallavolo ed i ricordi non possono che essere belli. Ha sempre avuto squadre competitive, è cresciuta stagione dopo stagione. Ha avuto tra le sue fila giocatori importanti che hanno vinto medaglie d’oro alle Olimpiadi o ai Campionati del Mondo. Posso affermare con certezza che nessuno di questi giocatori è andato via da Taranto scontento e questo è merito della credibilità acquisita nel nostro mondo da Tonio ed Elisabetta. L’immagine che più mi fa piacere ricordare ed alla quale sono più legato, è quella emozionante dei bambini della Comunità Prisma impegnati a dare una mano nell’organizzazione della partita domenicale. A tal proposito una volta la Gazzetta dello Sport titolò: “Taranto il muro dei bimbi” e credo che fosse un bellissimo modo per rappresentare un aspetto del nostro sport e soprattutto l’attività meritoria che conducono nella loro vita di imprenditori Tonio ed Elisabetta.

Quanto è cambiata la pallavolo da quando Taranto ha giocato il suo ultimo campionato di serie A?

Il nostro è uno sport in continua evoluzione. Sul campo è diventato più fisico mentre fuori dal campo è stato intensificato il processo di evoluzione tecnologica. L’utilizzo del video-check ad esempio ha azzerato le proteste, gli errori arbitrali rasentano lo zero e ciò fa sì che i giocatori siano più concentrati sul gioco e che non possano appellarsi a fine partita sul risultato della stessa.

Il campionato italiano di pallavolo è tornato ad essere il migliore al mondo negli ultimi anni, dopo che aveva perso un po’ di appeal a causa della concorrenza, fatta a suon di denari, dal campionato russo e polacco che ci hanno portato via tanti campioni. E’ così?

Non abbiamo mai perso appeal. Il valore tecnico del nostro campionato non è mai stato in discussione. Dalla metà degli anni novanta ad oggi siamo stati sempre leader mondiali dei tornei per club. La concorrenza non ci spaventa, anzi ci stimola. Nel nostro campionato puoi perdere anche con l’ultima in classifica mentre nei tornei che lei ha citato ci sono sicuramente tre-quattro squadre di club molto forti ma che vincono spesso a mani basse  contro le squadre di medio-bassa caratura. Detto ciò, facendo parte dell’Associazione  delle leghe mondiali (ne è il Segretario Generale, ndc), stiamo cercando di far crescere il livello di tutti gli altri campionati e siamo ben felici di mettere a disposizione tutto il nostro know how per contribuire all’evoluzione dell’intero movimento pallavolistico mondiale.

sRispetto a come ce la ricordavamo noi a Taranto, la serie A/2, ora con la regola di un solo straniero in campo,  resta un torneo competitivo?

Assolutamente sì. Avendo cambiato il format del campionato, portandolo da sedici a dodici squadre, si sono liberati tanti giocatori italiani, potenziali titolari. Riteniamo questo torneo di livello altissimo, gli stranieri che vi partecipano sono pochi ma molto forti e poi è un campionato che rappresenta davvero un banco di prova per quelle società e quei giocatori che hanno come obiettivo quello di affacciarsi alla Superlega. E’ un torneo destinato ai nuovi talenti e dove si mettono alla prova i Juantorena e gli Zaytsev del futuro. La prossima, con il rientro di Taranto e Cuneo, sarà una A/2 molto competitiva perché già ci sono club come Siena, Bergamo, Castellana Grotte, Santa Croce che hanno squadre abituate a giocare ai vertici di questo torneo.

Quando potremo rivedere il pubblico sugli spalti?

Questa è una domanda da rivolgere al ministro dello sport Spadafora. Noi come Lega Pallavolo ci stiamo attrezzando con le dirette delle nostre web tv per non far perdere ai tanti appassionati nemmeno una partita. Però è chiaro che uno sport, qualsiasi esso sia, senza pubblico, non è per niente bello.

*credit foto: www.legavolley.it (1,3), giuseppe leva (foto 2)

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