ArcelorMittal, assemblea USB: dal 20 luglio sciopero e presidio ad oltranza

 

Lo ha deciso l’assemblea indetta da USB dei lavoratori diretti, lavoratori in AS e lavoratori appalto dell'ex Ilva
pubblicato il 14 Luglio 2020, 17:22
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Si è svolta questa mattina l’assemblea indetta da USB dei lavoratori diretti, lavoratori in AS e lavoratori appalto dell’ex Ilva. L’organizzazione sindacale ha annunciato uno sciopero e un presidio ad oltranza dalle 7 di lunedì 20 luglio davanti alla Direzione dello stabilimento.

“Indietro non si può tornare. Ora è il tempo delle scelte e dell’unità – afferma Franco Rizzo, segretario Usb Taranto -.La situazione attuale vede: 8.200 unità in totale delle quali 3000 in attività, 3000 in cassa integrazione e restante parte tra ferie, malattia e infortuni. Le 3000 unità al lavoro sono destinate a scendere tra la fine di luglio e l’inizio di agosto con la fermata di altri due reparti Pla/2 e Laf. Ovviamente a questo si aggiunge lo stato attuale degli impianti. Manutenzione zero e rischio costante per chi continua ad operare in fabbrica”.

“Lo Stato negli ultimi 11 anni ha speso 1 miliardo di euro per gli ammortizzatori sociali; con risorse di questo tipo sarebbe stato possibile intervenire seriamente sugli impianti e discutere di una fabbrica sicura – prosegue Rizzo -. In uno Stato serio una trattativa con una multinazionale del genere non sarebbe stata mai avviata. Sicuramente anche il Governo è consapevole del fatto che siamo di fronte ad un tentativo di  fallimento indotto perché Mittal va in perdita a Taranto pur essendo il colosso dell’acciaio nel mondo”.

“Non secondario l’aspetto psicologico dei lavoratori. In uno degli ultimi incontri con il nostro collega che si è tolto la vita di recente, abbiamo compreso il suo malessere nel vivere l’azienda, ed è inaccettabile l’idea che possa esser stato mosso da questo nel compiere l’estremo gesto” dichiara Rizzo.

“Oggi tutto il territorio chiede un cambio di passo: anche i sindaci dei 5 Comuni dell’area ad elevato rischio di crisi ambientale hanno preso una posizione chiara, vicina alla nostra. Anche per dignità va assunta una posizione netta. Noi dobbiamo intervenire per modificare il percorso delle cose e dire la nostra. E la nostra è: fuori ArcelorMittal, dentro i commissari e discussione sul futuro. I quasi 2 miliardi li deve gestire la città, non sicuramente il gruppo franco-indiano dopo tutto ciò che ha fatto. Per i lavoratori in AS ex Ilva il cantiere della bonifica dei fanghi dovrebbe partire a settembre tenteremo di recuperare un centinaio di lavoratori che sono stati esclusi al primo giro” conclude Rizzo.

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