Parco eolico off shore, variante al progetto

 

La società ha chiesto ed ottenuto di cambiare gli aerogeneratori: ok dal ministero dell'Ambiente
pubblicato il 13 Luglio 2020, 21:29
8 mins

La società Beleolico srl, ha chiesto ed ottenuto dal ministero dell’Ambiente una variante al progetto di realizzazione dell’impianto eolico off-shore, in costruzione nella rada esterna del porto di Taranto. La richiesta ha riguardato il cambio di modello di aerogeneratore.

Lo scorso maggio la società ha chiesto l’espletamento di una valutazione preliminare, ai sensi dell’art. 6, comma 9, del D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii., per la realizzazione di alcune modifiche da apportare al progetto. In realtà, la Beleolico aveva già presentato al ministero dell’Ambiente, una istanza di valutazione preliminare sempre per lo stesso progetto, con oggetto una variante del modello degli aerogeneratori.

Come si ricorderà, il Ministro dell’ambiente del territorio e del mare, con decreto VIA n. 391 del 24.07.2012 ha espresso, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, giudizio positivo di compatibilità ambientale con prescrizioni per un progetto di parco eolico offshore composto da 10 aerogeneratori di potenza totale pari a 30 MW e relative opere di allacciamento alla rete elettrica, da realizzare nella rada esterna del porto ionico. I termini di validità di tale decreto sono poi stati prorogati con decreto n. 7 del 17.01.2018. L’autorizzazione alla costruzione ed esercizio per il parco eolico in esame è stata rilasciata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con Decreto AU n. 1 del 27/06/2013: tale autorizzazione è stata poi prorogata con decreto n. 1 del 01.12.2014. 

Il progetto in oggetto è stato inoltre, come sopra menzionato, già oggetto di una valutazione preliminare ai sensi dell’art. 6 comma 9 del D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii. conclusasi positivamente, ove quindi si è ritenuto di non procedere ad ulteriori valutazioni.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/01/27/parco-eolico-off-shore-i-lavori-procedono/)

Il progetto autorizzato con decreto VIA n. 391 del 24.07.2012 consiste nei seguenti interventi da realizzare nella rada esterna del porto di Taranto, a circa 175 metri di distanza dalla banchina del porto: 

–  10 aerogeneratori da 3 MW per una potenza complessiva pari a 30 MW. Le caratteristiche di tali macchine sono: diametro rotore max 126 m, altezza mozzo 105 m, altezza torre 100 m. Le 10 turbine sono suddivise in due gruppi, uno da 6 e uno da 4 macchine al fine diminuire l’impatto paesaggistico del parco eolico;

–  cavidotto MT (33 kV) di collegamento dei singoli aerogeneratori fino alla sottostazione di utenza da realizzare in agro di Taranto sulla linea di collegamento Terna (150 kV);

allacciamento alla rete elettrica tramite collegamento alla linea RTN di Terna. 

Il progetto di variante, secondo quanto riportato nel decreto del ministero dell’Ambiente, si è reso necessario a causa dell’impossibilità dei precedenti fornitori contattati di produrre e consegnare in tempi congrui le turbine eoliche individuate per la realizzazione dello stesso progetto. 

Nella tabella che segue sono riportate le variazioni delle principali caratteristiche degli aerogeneratori proposti rispetto a quelli autorizzati: 

Parametro Progetto autorizzato Progetto variante del 19.05.2020 perfezionata il 19.06.2020 Variazione quantitativa
Potenza impianto 

(ciascun aerogeneratore)

3 MW 3 MW 0
Altezza mozzo 105 m 89 m -16 m
Altezza torre 100 m 85,5 m -14,5 m
Diametro rotore 126 m 135 m +9 m
Altezza totale 168 m  156,5 m -11,5 m 

Dalla tabella si evince dunque che le caratteristiche dimensionali delle nuove turbine sono, per la maggior parte delle caratteristiche geometriche, in diminuzione (altezza mozzo, altezza torre, e altezza totale). Il diametro del rotore è invece aumentato di 9 metri. La potenza nominale delle turbine previste è invece identica a quelle già autorizzate. 

Per quanto concerne la disposizione planimetrica degli aerogeneratori non vi sarà alcuna variazione rispetto alle posizioni autorizzate, restando confermate quindi le coordinate di ciascuna torre eolica.

Il progetto originario non ricade in alcuna area protetta (Parchi, riserve e/o area SIC e ZPS) lo stesso vale per il progetto modificato. Per quanto riguarda alcune SIC più prossime all’area di progetto, considerata la natura delle modifiche proposte, per il ministero non vi sono valutazioni diverse da farsi rispetto a quelle già svolte in sede di VIA. 

La società ha inoltre evidenziato che la localizzazione delle turbine (che non è tuttavia oggetto di modifica) è su area SIN. La modifica della taglia degli aerogeneratori non interferisce con tale componente. Peraltro la questione è oggetto della prescrizione A.2.2 del decreto VIA n. 391/2012 relativamente alla quale sono state svolte dalla ex Direzione STA del Ministero i procedimenti di competenza e rilasciati i relativi pareri. 

Per quanto concerne invece gli impatti visivi, si può convenire con quanto rappresentato dal proponente circa il fatto che “data la diminuzione dell’altezza complessiva delle turbine non vi saranno variazioni apprezzabili rispetto a quanto già valutato in sede di VIA in merito a tale aspetto”. 

Per quanto riguarda le condizioni di impatto acustico, “queste vengono considerate migliorative in quanto, nel progetto variante proposto, si prevede la messa in opera di turbine più moderne, questo comporta una emissione sonora inferiore a quella del progetto originario”. 

 

“Sulla base di tutto quanto precede, considerata l’entità e la natura delle modifiche proposte, che lasciano peraltro invariati i principali parametri caratterizzanti il parco eolico, (numero e posizione delle turbine, altezza e altre caratteristiche geometriche delle stesse, tipologia di fondazioni, lunghezza dei cavidotti MT, caratteristiche dimensionali delle opere accessorie quali la stazione elettrica), si hanno sufficienti elementi per asserire che tali modifiche non comportano diversi o incrementi degli impatti già valutati in sede di VIA. Con riferimento alle modifiche di cui trattasi non ricorre quindi la necessità di avviare ulteriori procedimenti valutativi ambientali” si conclude il parere del ministero dell’Ambiente.

Sull’utilità del progetto e non solo

Per chi volesse rileggersi la storia di questo progetto che abbiamo seguito sin dall’inizio sulle colonne del TarantoOggi prima e sul corriereditaranto.it poi, basta cliccare a questo link https://www.corriereditaranto.it/2016/06/26/parco-eolico3/

Le ultime vere novità le abbiamo riportate lo scorso febbraio, con la conferma del finanziamento del progetto (che sembra tanto un gioco di scatole cinesi) da parte di una banca francese lo scorso febbraio (leggi qui https://www.corriereditaranto.it/2019/02/25/parco-eolico-off-shore-tra-ambiente-e-multinazionali2/)

Come detto l’opera è stata definita di “pubblica utilità” anche dal ministero dei Trasporti anni addietro. Sarà. Questo lo vedremo eventualmente  soltanto in seguito. Servirà soprattutto a fornire di energia pulita tutta l’area portuale. E forse la zona di Lido Azzurro. Sulla realizzazione di quest’opera abbiamo negli anni espresso tutti i nostri dubbi e le nostre perplessità (che trovate sempre a questo link https://www.corriereditaranto.it/2016/06/26/parco-eolico3/).

Stendiamo invece l’ennesimo velo sul totale disinteresse della politica (che tentò un goffo tentativo di fermare l’opera a giochi oramai fatti) e di gran parte della società civile. Un film visto e rivisto centinaia di volte sotto il cielo di Taranto negli ultimi decenni.

(leggi tutti gli articoli sul parco eolico https://www.corriereditaranto.it/?s=parco+eolico&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

2 Commenti a: Parco eolico off shore, variante al progetto

  1. Piero

    Luglio 14th, 2020

    Francamente se penso alle quantita di co2 risparmiate il fatto che, a due passi da ilva e raffineria, qualche uccello orbo e ritardato possa smarrirsi lascia il tempo che trova. I delfini poi ( animali intelligentissimi) sicuramente se ne fregheranno altamente

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  2. Gico

    Luglio 14th, 2020

    Personalmente farei un mega parco eolico e voltaico anche all’interno dell’ILVA e della raffineria inducendo quella trasformazione del luogo dal fossile al rinnovabile e nello stesso tempo favorendo in parte il processo di bonifica. Diversificare il territorio da monocoltura dell’ acciaio a transazione energetica con relativo indotto. Meno carbone,meno acciaio ma speciale piu’ meccanico e green.Di questo credo abbia bisogno questo territorio che non merita deidustrializzazione ma ripeto diversificazione.

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