ArcelorMittal e sindacati, incontro sulla proroga degli ammortizzatori

 

Fiom, Fim e Uilm hanno segnalato criticità in fabbrica. L'azienda annuncia nuove fermate e l'Usb convoca assemblea di tutti i lavoratori
pubblicato il 13 Luglio 2020, 18:14
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Quest’oggi ArcelorMittal ha convocato le organizzazioni sindacali per la proroga della CIGO per ulteriori 13 settimane, in attesa del DL Rilancio all’interno del quale, molto probabilmente, sarà prorogato il periodo di cassa integrazione con causale COVID-19.  Pertanto, l’azienda potrebbe nuovamente modificare l’attuale procedura di CIGO, così come accaduto nel periodo antecedente, con la causale COVID 19.

Fim, Fiom e Uilm hanno richiesto “un dettaglio in merito alla procedura di cassa integrazione e al numero complessivo dei lavoratori coinvolti che non può riguardare l’intera platea in presenza di impianti in marcia”.

Inoltre, “abbiamo rimarcato le numerose criticità e anomalie presenti in azienda, a partire dal regolare approvvigionamento di acqua, dispositivi di protezione individuale e di altri materiali di prima necessità che sono in capo alle responsabilità del datore di lavoro. Le parti si riaggiorneranno per affrontare nel merito le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali” si legge nella nota unitaria delle sigle dei metalmeccanici.

“Si è tenuto oggi un incontro tra le organizzazioni sindacali e Arcelor Mittal che, rappresentata dal responsabile delle risorse umane, Arturo Ferrucci, ha dichiarato di voler attivare per tutte le unità lavorative presenti nello stabilimento la Cigo, non avendo avuto ancora riscontri dal Governo sul prolungamento della cassa da Covid” si legge in una nota del Coordinamento provinciale Usb Taranto.

“L’azienda ha giustificato ciò con la flessione delle commesse e dunque della produzione, garantendo la rotazione dei lavoratori, cosa che all’Usb non risulta. Nessuna apertura da parte dell’azienda sulla possibilità di ridurre i numeri della cassa integrazione, al contrario è stata preannunciata la fermata tra luglio ed agosto di altri impianti: Pla/2 e Laf, quindi la crescita dei lavoratori che resteranno a casa. Usb aveva chiesto infatti di far rientrare quantomeno i lavoratori addetti alla manutenzione degli impianti, sia quelli in marcia che quelli fermi che potrebbero essere riavviati”.

“L’azienda ha inoltre riferito di aver fatto richiesta di un prestito di 800 milioni di euro allo Stato per continuare a gestire la fabbrica, ma di non aver ricevuto nulla. La sensazione è che non c’è al momento alcun tipo di prospettiva, che si va avanti alla giornata. Gravi ci sono apparsi anche i riferimenti fatti da Ferrucci alla chiusura dei siti in Spagna e Francia, come se si dovesse ringraziare per il semplice fatto che qui non si sia proceduto nello stesso modo – proseguono dall’Usb -. Ancora una volta ci rendiamo conto della mancanza di condizioni idonee per poter andare avanti. Una situazione fortemente compromessa, di fronte alla quale lo Stato dovrebbe mettere in campo iniziative per dare sollievo a lavoratori e comunità”,

Per questo l’Unione Sindacale di base “invita tutti i lavoratori dipendenti ArcelorMittal, Ex Ilva e appalto, a prendere parte all’assemblea che si terrà domattina alle 9.30, presso il centro sportivo Olympiakos a Lama, in via Fiordaliso n.65. L’incontro servirà a discutere e condividere le azioni da mettere in campo”.

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