Un libro per farci conoscere

 

L'editoria italiana si rafforza. Si vendono più libri anche in formato e-book nonostante la pirateria sottragga milioni di euro alle librerie. E parlando di libri, il grande Pupi Avati ringrazia commosso la famiglia Mandese...
pubblicato il 12 Luglio 2020, 07:00
7 mins

Se Martin Lutero potesse tornare a vivere oggi avrebbe tutto il motivo di dire un’altra volta (dal suo punto di vista), come già fece: “La moltitudine di libri è un grande male. Non c’è limite a questa febbre di scrivere; tutti vogliono essere autori, alcuni per vanità, per diventare celebri e crearsi un nome, altri per amore del puro guadagno”.

E, a eccezion fatta per la prima frase, fino al primo punto, non avrebbe neanche tutti i torti. Questo suo pensiero, poi, sarebbe anche supportato dalla tendenza in crescita del mercato, per fortuna. Dopo un netto segnale positivo nel 2018, anche nel 2019 l’editoria italiana si è rafforzata di varia, romanzi e saggi, in formato cartaceo ed e-book. Il fatturato è cresciuto del 4,9 per cento e per la prima volta dal 2010 sono cresciute le copie vendute nei canali trade, ovvero librerie, grande distribuzione organizzata e store online del 3,4 per cento. Il settore – secondo i principali dati dell’analisi del mercato del libro di varia in Italia, realizzata dall’ufficio studi dell’Aie – Associazione Italiana Editori – torna a un giro d’affari superiore a quello del 2011 (1,493 miliardi, e-book compresi, contro 1,432), sebbene soffra gli effetti della pirateria che sottrae 247 milioni di euro di vendite nelle librerie ogni anno.

E numeri a parte, anche la presenza di altri indicatori in crescita è piuttosto confortante, come la crescita del numero di case editrici attive, l’aumento di titoli pubblicati, l’aumento di tutti i macrogeneri.
Si legge di più e la lettura rimane la sfida centrale dell’industria editoriale. Tra i cinque maggiori mercati editoriali europei, l’Italia è il Paese con il più basso indice di lettura di libri tra la popolazione adulta. E questo costituisce il principale problema di crescita dell’editoria nazionale che deve fare i conti con lo smartphone, il device preferito per la lettura in digitale. Infatti, tra gli strumenti dedicati alla lettura digitale, lo smartphone è quello largamente preferito per accedere ai contenuti editoriali, sia nel caso di testi (in crescita dal 61 per cento delle indicazioni del 2017 al 65 per cento del 2018), sia per l’ascolto di audiolibri (dal 67 per cento del 2017 al 75 per cento del 2018).
Questa settimana, anche se un po’ da lontano, partiamo da questa buona notizia per introdurne altre due che ci riguardano da vicino.
La prima è che il Centro per il libro e la lettura del Ministero per i beni e le attività culturali ha riconosciuto alla Città di Taranto la qualifica di “Città che legge” per gli anni 2020-2021, una qualifica che il Ministero riconosce per sostenere la crescita socio-culturale delle comunità urbane attraverso la diffusione della lettura come valore fondamentale.

Un semplice riconoscimento ma di potenziale, grande influenza per la collettività. L’Amministrazione Melucci, su impulso della Biblioteca Comunale e grazie alla collaborazione con gli Assessorati alla Pubblica istruzione e alla Cultura, aveva approvato la presentazione della propria candidatura a “Città che legge” e questo permetterà, in futuro, anche di accedere a bandi riservati alle sole città che hanno ottenuto questo riconoscimento.

Nella Delibera, il Comune si è impegnato a stipulare un patto locale per la lettura che prevede una stabile collaborazione tra enti pubblici, istituzioni scolastiche e soggetti privati per “realizzare pratiche condivise di promozione della lettura”. Un accordo-strumento di governance delle politiche di promozione del libro e della lettura che ha come obiettivo la creazione di rapporti forti tra tutti i protagonisti della filiera culturale presenti sul nostro territorio, il coinvolgimento di istituzioni pubbliche, biblioteche, case editrici, librerie, autori e lettori organizzati, scuole, università, imprese private e associazioni culturali.
Fin qui, sulla carta per il momento, il “Patto” per “ridare valore alla lettura e renderla parte essenziale della costruzione di una nuova idea culturale della cittadinanza” che tutti ci auguriamo di poter veder sorgere.

Pupi Avati

Saltando indietro dal futuro al passato, arriviamo a chi sui libri e dal “mestiere di libraio” ha fondato, non a caso, l’essenza stessa di un’arte da tramandare di generazione in generazione. La storica Libreria Mandese, questa settimana ha incassato il commosso riconoscimento di un regista importante, Pupi Avati, che venuto a conoscenza della storia di questa libreria, ha voluto mandare un messaggio di sostegno a questo esempio di resistenza familiare. E questo introduce l’altra buona notizia.

“Considerata la mia grande passione per i libri e quanto i libri hanno dato alla mia vita – ha detto il regista -, aver scoperto che a Taranto esiste una realtà tenuta in vita per decenni dalla Famiglia Mandese, mi ha fatto avvertire la necessità di ringraziarli per questa sopravvivenza in un momento in cui il libro trova un’infinità di ostacoli attorno a sé”. “E mi commuove fortemente – ha proseguito Avati – sapere che queste generazioni di librai Mandese che si sono succedute erano anche formate da fratelli e sorelle, quella tra fratelli e sorelle è una parentela che in qualche modo io ho sempre apprezzato molto. E quindi grazie alla famiglia Mandese e coraggio: resistete contro tutto e tutti, spero di poter venire presto a Taranto”.

Di padre in figlio e di fratello in sorella. “Abbiamo ricevuto questo dono – ha risposto in un post su Facebook la famiglia Mandese – di cui facciamo tesoro per non dimenticare mai chi siamo, da dove veniamo ma anche perché il suo messaggio profondo ci indichi dove vogliamo andare. Non è un momento semplice, a maggior ragione il messaggio del Maestro Pupi Avati è per noi motivo di grande orgoglio. Lui ci parla con una saggezza e una semplicità che vanno dritte al cuore. Speriamo di poter ricambiare la sua fiducia nei nostri confronti facendo sempre del nostro meglio. Grazie Maestro!”.

 

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Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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