Tour agricolo del ministro Bellanova in provincia di Taranto

 

Presso le 'Cantine Lizzano', la Cantina La Popolare di Sava e la Cantina Produttori di Manduria
pubblicato il 10 Luglio 2020, 20:14
8 mins

“Per molti anni in Italia in tanti hanno pensato che l’agricoltura fosse il settore del passato. Invece io sono convinta che l’agricoltura sia il settore del futuro: è il settore dove i nostri figli potranno trovare delle opportunità per un lavoro qualificato. Non è richiamare i giovani alla zappa, abbiamo in mente un’agricoltura diversa ed è quella che stiamo provando a costruire tutti insieme”. Lo ha detto e lo riporta l’ANSA, la ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova, intervenendo alle ‘Cantine Lizzano‘ nella prima tappa della sua visita istituzionale ad aziende delle province di Taranto e Lecce.

Una visita alle ‘Cantine Lizzano’ per i 60 anni di attività dove la ministra è stata accolta dalla sindaca di Lizzano Antonella D’Oria e la presidente delle Cantine Rita Macripò. La ministra si è poi recata nella Cantina La Popolare di Sava, una realtà da oltre mezzo secolo, e poi per gli 88 anni della Cantina Produttori di Manduria, fondata nel 1932 sulla matrice della Federazione vini creata nel 1928.

“Questa mia idea di riportare l’agricoltura al centro del paese – ha aggiunto – si è rafforzata in questi mesi, quando anche quelli che pensavano fosse il passato hanno dovuto fare i conti in periodo di coronavirus con la strategicità dell’agricoltura. Nel momento in cui tanti cittadini sono stati obbligati in casa per evitare il contagio, le imprese sono state chiuse, nel contempo è stato chiesto ai lavoratori della terra, della trasformazione alimentare e della distribuzione di avere il coraggio di svolgere le funzioni istituzionali. Quelli che erano considerati il passato, l’arretratezza, sono quelle persone che facendo lavori utili hanno consegnato a tutti noi momenti di normalità”. Secondo il ministro, è necessario “riprendere a produrre, ad esportare, dobbiamo rafforzare la presenza dei giovani all’interno di questo settore ma dobbiamo fare investimenti, In questo settore c’è bisogno di agricoltura di precisione, c’è bisogno di mezzi che non inquinano, c’è bisogno di avere ingegneri, c’è bisogno di avere tecnici specializzati, c’è bisogno di avere personale qualificato”. 

“Ho rivolto un appello alla grande distribuzione a valorizzare i prodotti made in Italy. Non posso fare un decreto, ma chiedo che nel momento in cui si va in un supermercato e si espone la merce bisogna dare maggiore evidenza ai prodotti del territorio, è un modo per aiutare i contadini e i coltivatori ad avere maggiore remunerazione” ha sottolineato la ministra delle politiche agricole. “Stiamo facendo una battaglia in parlamento – ha precisato – per una norma contro le pratiche sleali, non si possono fare aste a doppio ribasso. L’altra battaglia a livello europeo riguarda l’etichettatura obbligatoria perchè noi dobbiamo rendere chiaro dove è stato prodotto il cibo che consumiamo. Ho firmato un decreto per le carni per rendere chiaro che l’animale è stato allevato in quel posto, macellato in quel determinato posto, perchè la filiera deve essere trasparente”. In questo modo “possiamo dimostrare al consumatore – ha aggiunto la ministra – che il prodotto acquistato è stato frutto di buona coltivazione, dove non sono stati utilizzati prodotti chimici, non sono stati utilizzati prodotti che offendono l’ambiente”. Bellanova ha annunciato che “avremo in sei ambasciate sei rappresentanti del ministero dell’Agricoltura che avranno la funzione di promuovere prodotti made in italy facendo conoscere il valore delle nostre produzioni, anche di nicchia, e far nascere nuove opportunità di economia”.

“Abbiamo pensato a una serie di misure a sostegno delle imprese agricole per favorire la ripartenza dopo le difficoltà causate dai blocchi per l’emergenza sanitaria. C’è una parte che è stata ferma perché sono stati chiusi i ristoranti, chiusi gli alberghi, è stato inibito il commercio con l’estero. Abbiamo fatto un intervento per destinare le risorse aggiuntive ai settori che più hanno sofferto” ha spiegato la ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova. “La misura più immediata per le imprese del settore vitivinicolo ad esempio è stata quella di non far pagare per sei mesi i contributi. Lo Stato destina per questo 430 milioni di euro. Altri 50 milioni di euro, grazie all’intesa con le regioni, sono stati stanziati per la distillazione e 100 milioni per la riduzione della produzione, in modo da non intasare il mercato. Sono interventi non del tutto risolutivi ma che dimostrano l’attenzione per questo settore”.

E altri fondi “saranno resi disponibili – ha assicurato la ministra – per intervenire sulle aziende che hanno avuto forti contrazioni, come il calo della vendita di carni bianche nel periodo pasquale”. Bellanova ha poi affrontato il tema del costo della merce. “Se uno – ha osservato – entra in un negozio e per troppo tempo trova prodotti sottocosto si deve fare una domanda. È facile dire che siamo contro lo sfruttamento del lavoro, che siamo contro il caporalato. Se compri una bottiglia di olio o di vino o un chilo di frutta al prezzo inferiore a costi di produzione ti devi porre il problema di chi lo sta pagando quello sconto”.

“Le nostre politiche ribadiscono la centralità strategica di questo settore, ma dobbiamo saper fare sistema e per questo abbiamo chiesto collaborazione a regioni ed enti locali” ha concluso la ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova. “Dobbiamo incentivare le nuove generazioni – ha osservato – a entrare nel settore puntando su politiche giuste, come quella in legge di bilancio, 24 mesi di decontribuzione per le start up agricole guidate dai giovani, mutui a tasso zero per le imprenditrici agricole. O come il recente bando Isi Agricoltura 2019-2020 per il ricambio dei macchinari e delle attrezzature di lavoro per la sostenibilità totale delle aziende agricole, con l’obiettivo di assicurare investimenti in salute e sicurezza nel lavoro agricolo”.

E ancora, “non a caso – ha affermato Bellanova – ho voluto richiamare la Strategia nazionale per la risorsa idrica su cui siamo impegnati perchè, soprattutto in una regione come la Puglia tutela dell’acqua e del suolo, contrasto al dissesto idrogeologico, uso appropriato della risorsa idrica sono fondamentali per la qualità del lavoro agricolo e la sostenibilità ambientale, sociale, economica. Quelle su cui dobbiamo puntare – ha insistito – utilizzando al meglio tutte le risorse disponibili, senza sprecare un euro, e con una qualità dell’azione politica e programmatori lungo l’intera filiera istituzionale”. Infine, la ministra ha suggerito di “costituire un Consorzio di tutti i Consorzi di origine pugliesi. Perché di questo c’è bisogno: fare rete, essere sistema, mettere a valore le eccellenze e le potenzialità, i saperi e le competenze di questo settore che può essere uno straordinario driver di futuro”. 

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