Cozza tarantina, sarà salvaguardata produzione

 

Presto l’ordinanza per vietare la reimmersione nei nostri mari dei mitili provenienti da fuori zona
pubblicato il 10 Luglio 2020, 17:45
3 mins

Sarà salvaguardata la cozza tarantina, nella cui commercializzazione stava per essere soppiantata da quella di altre località, soprattutto Grecia, Turchia e Spagna, meno gustosa ma di maggiori dimensioni e soprattutto smerciata a prezzi più bassi.

Ha avuto così esito positivo il sit in di protesta sotto Palazzo di Città, svoltosi questa mattina, venerdì, da parte dei mitilicoltori ionici che stavano vedendo andare in malora il frutto di tanto faticoso lavoro. Una loro delegazione, ricevuta dall’assessore alle Risorse del mare Gianni Cataldino, ha infatti ottenuto la rassicurazione dell’emanazione del Piano delle Coste che permetterà la salvaguardia del nostro prodotto più tipico vietando la reimmersione a Mar Grande e a Mar Piccolo di molluschi non autoctoni. Si denunciava infatti che i due mari stavano diventando un deposito di grandi quantità di cozze forestiere, acquistate da alcuni commercianti a prezzi alquanto bassi, e reimmerse in quelle acque, così da averne disponibilità per tutto l’anno, penalizzando la produzione locale, che rischiava così di rimanere invenduta. I mitili acquistati altrove, ci è stato spiegato, sono frequentemente senza tracciabilità, venduti al dettaglio (già sgusciati nelle vaschette) oppure nei ristoranti. La loro qualità è nettamente inferiore alle cozze tarantine, il cui gusto al palato è chiaramente riconoscibile, in virtù dell’apporto continuativo dei citri di acqua dolce. Ma dal prezzo di acquisto, come ribadito, nettamente inferiore, consentendo così nella vendita margini di guadagno più elevati. Questa situazione ha giustamente messo in allarme la categoria dei mitilicoltori ionici che, a causa del guadagno diminuito, avrebbero potuto abbandonare la loro tradizionale attività, tramandata di generazione in generazione. Così, invece, non avverrà più. Il prodotto d’importazione non potrà più essere reimmerso e quindi conservato per lunghi periodi, pronto alla bisogna a soddisfare la domanda, a scapito della cozza tarantina. I produttori naturalmente, hanno chiesto anche l’intensificarsi dell’opera di vigilanza, che già sin d’ora sta dando ottimi risultati, con l’avvenuto sequestro di ingenti quantitativi, soprattutto nei centri abusivi di trasformazione, dove non si tiene conto delle più elementari norme d’igiene a tutela del consumatore.

Nell’attesa del Piano delle coste l’assessore Cataldino ha già dato mandato agli uffici comunali competenti di coordinarsi con Asl Taranto e Arpa Puglia per predisporre un’ordinanza sindacale che ne anticipi gli effetti. «Trattandosi di un sistema chiuso – ha spiegato l’assessore riferendosi alla filiera produttiva della cozza tarantina – possiamo derogare alle norme europee che oggi consentono l’utilizzo di molluschi non autoctoni nelle nostre acque».

I mitilicoltori, infine, hanno chiesto all’Amministrazione comunale di monitorare il percorso di classificazione del primo seno di Mar Piccolo. «Oggi è classificato ‘B con possibilità di captazione del seme’, e null’altro – ha spiegato Cataldino –. Ho preso l’impegno con i produttori di seguire le attività di Asl e commissario alle bonifiche, perché venga data priorità a quelle che consentiranno di ottenere la classificazione ‘A’».

Condividi:
Share

Commenta

  • (non verrà pubblicata)