ArcelorMittal, associazioni autotrasporto si appellano al Governo

 

Chiesta l'apertura di un tavolo di confronto per far fronte ad una serie di problemi ancora irrisolti
pubblicato il 10 Luglio 2020, 19:42
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L’associazione Confartigianato Trasporti e le altre associazioni dell’autotrasporto (ANITA, CNA/FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FISI) hanno inviato una lettera (che riportiamo integralmente) a firma dei presidenti nazionali al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, al Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli e alla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti De Micheli per richiedere l’apertura di un tavolo di confronto governo, azienda e associazioni dell’autotrasporto a causa delle reiterate criticità che la categoria sta affrontando nell’operare con la multinazionale ArcelorMittal.

“Gentile Presidente, 

abbiamo urgenza di interessarLa relativamente alle fortissime criticità che sta affrontando il mondo dell’autotrasporto nell’operare con la multinazionale Arcelor Mittal. 

Il trasporto ed in particolare l’autotrasporto rappresentano un fattore imprescindibile per garantire la continuità operativa delle acciaierie gestite da Arcelor Mittal in Italia, indispensabili per approvvigionare il ciclo produttivo delle necessarie materie prime e per garantire l’immissione sul mercato dei prodotti finiti e semi-lavorati. 

La fornitura dei servizi di trasporto è sempre stata garantita dalle nostre imprese, con grande senso di responsabilità, pur dovendo sopportare oneri economici non dovuti che però, oggi in piena crisi, sono divenuti insopportabili. Infatti, oltre a dover registrare una revisione delle condizioni contrattuali peggiorative che di fatto erode la già bassissima remunerazione delle nostre imprese e che comporta una assegnazione dei servizi oggettivamente fuori mercato, dobbiamo subire un forte ritardo nei pagamenti che può compromettere la sopravvivenza di molte imprese. Appare evidente come in questo modo la liquidità necessaria alle aziende venga a mancare. 

La preoccupazione, poi, che i ritardi nei pagamenti si trasformino in mancati pagamenti è grandissima. Si profila all’orizzonte un incubo che i trasportatori hanno già vissuto con ILVA e la successiva gestione commissariale: fornire servizi caricandosi dei relativi costi e vedersi riconoscere, se va bene, solo minima parte di quanto a loro dovuto. 

Gli imprenditori hanno assoluto bisogno di avere le necessarie garanzie che la loro attività venga tutelata anche rispetto a scenari futuri imprevedibili. 

Per questo ci appelliamo al Governo affinché si faccia portavoce nei confronti di Arcelor Mittal delle esigenze sopra richiamate non potendo escludere, in caso contrario, che le imprese assumano iniziative di protesta che possano portare alla sospensione dei servizi offerti. 

Ed ancora, abbiamo l’impellente necessità di ricreare un quadro di certezze minimo anche, come detto, per il futuro, con particolare riferimento ai crediti fino ad oggi accumulati dalle imprese che erogano servizi di trasporto. In tal senso un intervento del Suo Governo che migliori il quadro normativo di riferimento appare indispensabile”. 

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