‘Verde Amico’, tutto fermo. Si riparte a settembre?

 

Si attendono novità dal tavolo istituzionale istituito in Prefettura. Ma si teme uno slittamento a settembre nonostante ci siano le risorse per ripartire
pubblicato il 09 Luglio 2020, 19:46
9 mins

Che fine ha fatto il progetto ‘Verde Amico‘? La domanda è quanto mai opportuna, anche se può sembrare alquanto fuori luogo di questi tempi, visto che oramai è chiaro da anni come il sole che la vicenda Ilva venga utilizzata su tutti i fronti, per gettare fumo negli occhi ed evitare di parlare dei tanti problemi che attanagliano il nostro territorio, in particolar modo nel settore del lavoro.

Come detto dunque, la domanda è quanto mai opportuna, visto che sulla vicenda nelle ultime settimane è calato un silenzio preoccupante. Come si ricorderà, lo scorso 7 maggio, durante una call conference, il Commissario Straordinario per le Bonifiche, Vera Corbelli, annunciò lo stanziamento di somme pari a 1.134.001,51 euro a favore del Comune di Taranto (fondi resi disponibili sulle economie della fase 1), per far ripartire una parte della fase 2 del progetto fermatosi lo scorso marzo.

Il decreto con cui queste nuove risorse sono state destinate al Comune di Taranto, è stato firmato lo scorso 18 giugno, e sono ora nella disponibilità dell’amministrazione comunale.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/06/23/riparte-verde-amico-corbelli-stanzia-i-fondi/)

E’ bene ricordare infatti, che la ripresa delle attività si è resa possibile soltanto grazie al fatto che il Commissario straordinario, Vera Corbelli, ha deciso di assumersi la responsabilità di utilizzare le risorse precedentemente stanziate, nonostante il ministero dell’Ambiente lo scorso febbraio le avesse intimato di fermarsi in quanto, secondo l’intrepretazione ministeriale dell’accordo del luglio 2012 (“Protocollo d’intesa per interventi urgenti di bonifica ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto”), le risorse in dotazione alla struttura commissariale erano state destinate ad operazioni di bonfiica di altra natura. Successivamente il ministero, pur confermando la sua posizione, di fattolasciò “libera” la Corbelli di prendersi la responsabilità di utlizzare tali risorse per il progetto in questione.

Dunque, come detto, le risorse sono già disponibili. Perché allora il progetto non è ripartito?

I passaggi burocratici, come sa molto bene chi ha seguito l’intera vicenda, hanno bisogno di un ulteriore, fondamentale passaggio: ovvero la riassunzione dei 135 lavoratori (resteranno esclusi 11 unità a cui bisognerà trovare ovviamente adeguata ricollocazione), che lo scorso marzo furono licenziati dalla società partecipata Infrataras (ai dipendenti furono liquidati anche i TFR anche se a maggio scorso le operazioni non erano ancora state ultimate per ritardi della partecipata) che assunse i lavoratori dell’ex Taranto Isola Verde (ex società in house della Provincia fallita anni addietro) e che adesso dovrà nuovamente riassumerli: le modalità sono state discusse in un tavolo tecnico svoltosi lo scorso 25 giugno (a cui hanno partecipato la società e i tecnici della Task force regionale), di cui però sappiamo poco o nulla.

Quello che sappiamo è che è stato stabilito di non utilizzare un bando apposito (che potrebbe creare non pochi problemi sul percorso intrapreso, sorpattutto per i tempi molto lunghi che richiederebbe) mentre si studieranno le modalità con cui riassumere i lavoratori per via diretta.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/05/07/riparte_verde-amico-grazie-alla-corbelli/)

Stando alle informazioni in nostro possesso, sembrerebbe però che le intenzioni del Comune e della società Infrataras, siano quelle di ripartire soltanto a settembre, quando scadrà la NASPI per tutti i 135 lavoratori (che è di appena 400 euro al mese). Ripartendo da settembre, i nuovi fondi stanziati dal commissario Corbelli coprirebbero un arco temporale all’incirca sino a gennaio-febbraio 2021, tempo durante il quale, nelle intenzioni del Comune e della Regione Puglia, si dovrebbero trovare nuovi fondi e nuove idee per far proseguire il progetto.

Nelle ultime riunioni infatti, si erano avanzate due proposte.

La prima, riguarderebbe la la possibilità di affidare alla società Infrataras, e quindi agli stessi lavoratori del progetto ‘Verde Amico’, anche l’attività di bonifica finanziata dal CIPE (750.000 euro) a favore del comune di Statte e coordinata dallo stesso ufficio commissariale.

Il problema da risolvere, come già riportammo in passato, è anche in questo caso di tipo burocratico: la società in house Infratars, per statuto, può operare soltanto in territorio comunale. A dare una mano in questo caso potrebbe essere la task Force regionale per l’occupazione guidta da Leo Caroli, che si è già offerta di aiutare la società nel tentativo di modificare il suo statuto e provare a far sì che possa prendere piede la possibilità di lavorare anche su Statte.

Verrà anche valutata la possibilità che il Comune di Statte entri come socio nella società in house in questione.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/06/15/verde-amico-protestano-i-lavoratori/)

La seconda proposta invece, è stata avanzata dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Mino Borracino, il quale nella riunione del 7 maggio scorso ha suggerito la possibilità (messa peraltro a verbale e rilanciato da quest’ultimo e riproposta anche nelle successive riunioni) “che quando partiranno i lavori da 193 milioni di euro per la realizzazione della Strada Regionale 8 Taranto-Avetrana, le aziende aggiudicatarie dell’appaltopotranno attingere dalla platea dei lavoratori ex Isola Verde in modo da fornire una prospettiva occupazionale per tutti, anche grazie alla collaborazione della Provincia di Taranto”: ma non è chiaro al momento come ciò possa avvenire.

Si attendono inoltre le proposte del Comune di Taranto, che lo scorso dicembre firmò con la Regione Puglia e il commissario Corbelli un protocollo d’intesa per la seconda fase del progetto ‘Verde Amico’, mettendo nero su bianco l’impegno a trovare nuove risorse economiche. Ma sino ad oggi di proposte non ne sono arrivate.

Del resto il tavolo istituzionale aperto in Prefettura (al quale oltre ai Comuni di Taranto e Statte, alla società Infrataras, alla struttura commissariale, alla Prefettura, partecipano stabilimente i rappresentanti sindacali dei lavoratori Cgil, Cisl e Uil, i sindacati di categoria Filacms Cgil, Fisascati Cisl, Uiltucs e i Cobas.e il presidente della Task Force regionale per l’occupazione), dovrà dare risposte soprattutto politiche, riguarda il futuro di questo progetto. Che poi è il vero punto di tutta la questione.

E cioè che bisogna trovare il modo di far diventare questo progetto (che è diventato un modello ed un esempio che sarà replicato anche in Campania a Bagnoli) strutturale: perché è chiaro che non si potrà continuare con le sole risorse del Commissario all’infinito. Anzi, non si potrà già a partire dal prossimo anno.

Perché affermare che non esistono lavoratori di Serie A e Serie B, non può essere soltanto uno slogan, ma deve trovare coerenza nelle azioni della politica in primis. Visto che in ballo c’è la vita, o forse sarebbe meglio dire la sopravvivenza, di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie. Che meritano lo stesso rispetto e la stessa attenzione che viene dedicata ad altre vertenze (non ci siamo dimenticati delle decine di lavoratori dell’ex Cementir, dell’ex Miroglio, dell’ex Marcegaglia ed altre ancora), ex Ilva in primis. Il resto sono e saranno sempre soltanto chiacchiere da bar.

La prossima settimana ci sarà un nuovo incontro in Prefettura. Sarà la volta buona per fare definitivamente chiarezza sul presente e futuro del progetto ‘Verde Amico’? Staremo a vedere.

(leggi tutti gli articoli sul progetto Verde Amico https://www.corriereditaranto.it/?s=verde+amico&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: ‘Verde Amico’, tutto fermo. Si riparte a settembre?

  1. Fra

    Luglio 9th, 2020

    Che piaga questa città ,una vergogna continua . È il caso di dire troppo fumo e niente arrosto .

    Rispondi

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