Protesta delle maestre con diploma magistrale

 

pubblicato il 09 Luglio 2020, 16:28
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Mercoledì pomeriggio, davanti al provveditorato agli studi, si è tenuta una manifestazione delle maestre diplomate magistrali abilitate, in contemporanea alla manifestazione nazionale a Roma dinnanzi al Miur, affinché siano stabilizzante e non più precarie. La richiesta è l’inserimento in Gae permanente, l’abolizione dei concorsi e l’assunzione da Gae. Di seguito, riceviamo e pubblichiamo una nota esplicativa delle maestre Rossella Passarelli e Filly Pignatelli.

“Noi maestre diplomate magistrali denunciamo in questi giorni un’accelerazione da parte del Ministero dell’Istruzione sulle procedure di licenziamento legate ai ricorsi giuridiziari. Il diploma magistrale è abilitante così come indicato sul decreto legge che lo regolamenta. Chiediamo che ci venga riconosciuto questo diritto ossia la stabilizzazione lavorativa. Nel corso del tempo si sono susseguite diverse norme volte ad ostacolare questo nostro diritto sempre negato. Numerosi sono stati i nostri ricorsi che hanno visto 10.000 colleghe con lo stesso titolo di studio inserite a pieno titolo nelle Gae( graduatorie ad esaurimento); altre inserite con riserva ed altre completamente escluse. Questa disuguaglianza lede il diritto all’uguaglianza delle pari opportunità e causa forte danno alla scuola. Il diploma magistrale è solo l’accesso per poter insegnare nella scuola primaria ma siamo anche laureate e plurispecializzate con esperienza pluridecennale nelle scuole italiane. Siamo utilizzate ogni anno per le supplenze annuali e questo sminuisce la nostra dignità di lavoratori professionisti perché ci costringe ad una instabilità; inoltre la precarietà risulta essere anche un danno per le scuole che non possono investire sulla formazione del docente precario proprio perché l’anno successivo andrà in un’altra scuola. Non ultimo, la precarietà rappresenta una piaga nella nostra società perché i nostri alunni e i nostri figli non possono godere della continuità didattica fondamentale nel processo di crescita psico relazionale, sociale e formativo, fondamentale nella peculiarità degli alunni di scuola primaria. Tutta la scuola, tutti i docenti di ogni ordine e grado hanno diritto alla stabilizzazione in virtù della continuità didattica ed è assurdo che noi docenti dobbiamo subire questa persecuzione da parte del ministero contro cui dobbiamo combattere con ricorsi su ricorsi.

A tutto ciò dobbiamo aggiungere gli innumerevoli concorsi banditi, anche in tempi di pandemia, che vanno a formare nuove graduatorie di docenti che si vanno ad affiancare a quelle già esistenti. Per quale motivo bandire altri concorsi se ci sono già tanti insegnanti abilitati e con anni di servizio? Non è che assistiamo sempre alla solita politica farlocca? Se noi verremo licenziate o assunte a tempo determinato, chi ci guadagnerà? Di certo non la scuola, non gli insegnanti, non gli alunni e neanche i nostri figli a cui è affidato il futuro del nostro paese”.

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