Ex Ilva, la relazione di ARPA sugli eventi del 4 luglio

 

Superamento del valore limite giornaliero del PM10 nella centralina di via Orsini. Si attendono gli approfondimenti dell'ISPRA
pubblicato il 07 Luglio 2020, 19:52
6 mins

E’ stata diffusa dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA Puglia), la relazione in merito all'”Evento di dispersione di polveri verificati a Taranto in data 4 luglio 2020″.

Nel documento di 14 pagine redatto dall’Agenzia, si legge inzialmente che “le polveri sollevate dal vento e provenienti dal parco minerali dello stabilimento AMI sono costituite, in gran parte, da particelle grossolane, la cui frazione di particolato fine (ovvero il PM10) è assai minore rispetto al particolato proveniente, ad esempio, da processi di tipo termico o combustivo. Ciò può spiegare perché, a fronte di un sollevamento macroscopico di polveri durante il 4/7/2020, l’effetto sulla qualità dell’aria sia stato quello misurato”.

Durante la giornata del 04/07/2020, le concentrazioni di PM10 registrate dalle centraline della qualità dell’aria limitrofe all’area industriale “hanno mostrato significativi incrementi, con un picco particolarmente alto (sino a 172 pg/m?) alle ore 16 nella centralina Tamburi-via Orsini, facente parte della rete AMI (l’unica esterna allo stabilimento siderurgico, alla quale sono applicabili i valori limite previsti dal D.Lgs. n.155/2010), alle ore 14 presso Paolo VI facente parte della RRQA (con 168 ug/m?) e alle ore 16 in Via Machiavelli-Tamburi, della RRQA (con 95 pg/m?). Ovviamente, le centraline collocate all’interno dello stabilimento AMI, hanno mostrato valori ancor maggiori (ini particolare, Cokeria e Meteo Parchi)” prosegue la relazione.

Per la centralina di Tamburi – via Orsini, il 04/07/2020 si è osservato un superamento del valore limite giornaliero del PM10 previsto dal D.Lgs. n.155/2010, con un valore misurato pari a 81 ug/m? a fronte del limite di 50 ug/m}; tale soglia può essere superata al massimo per 35 volte in un anno, secondo quanto previsto dalla normativa. Per le altre due centraline del Quartiere Tamburi, invece, meno interessate dal fenomeno, le medie giornaliere di PM10 non hanno superato il limite citato (pari a 32 ug/m? per la centralina di via Archimede e 41 ug/m? per la centralina di via Machiavelli).

Per quanto riguarda il giorno seguente, il 05/7/2020, “in nessuna delle centraline esterne allo stabilimento AMI si sono registrati valori medi giornalieri superiori al limite suddetto“.

(leggi tutti gli articoli sulla qualità dell’aria https://www.corriereditaranto.it/?s=qualità+aria&submit=Go)

Va tenuto presente che “il contenuto di microinquinanti organici e inorganici presenti nel particolato proveniente da un’area industriale, quale quella di Taranto, conferisce certamente al PM10 caratteristiche di maggiore pericolosità rispetto a quello presente in aree rurali o non soggette a tale genere di impatto” prosegue la relazione di ARPA Puglia.

Per quanto attiene i limiti degli altri inquinanti monitorati e previsti dal D.Lgs. n.155/2010 e s.m.i., “si riferisce che non si sono registrati superamenti delle concentrazioni limite, come previsto dalla normativa italiana. I livelli misurati vengono confrontati con i valori limite orari, giornalieri e annuali così come prescritto dalla normativa di riferimento per la qualità dell’aria, e successivamente pubblicati sul sito internet dell’ Agenzia”.

Si fa inoltre presente che “il rispetto dei limiti di qualità dell’aria previsti (il citato D.Lgs n.155/2010), recepimento di analoga normativa europea è riferito esclusivamente alla valutazione di aspetti di carattere ambientale e che la presente relazione non contiene elementi di valutazioni di carattere sanitario, che restano di esclusiva competenza delle Aziende Sanitarie Locali. In particolare, il limite giornaliero del PM10, pari a 50 ug/m}, può essere superato non più di 35 volte nel corso di un anno solare; alla data del 06/07/2020, nel quartiere Tamburi di Taranto, la centralina di via Machiavelli (RRQA) ha registrato dall’inizio dell’anno n. 6 superamenti di tale limite giornaliero, mentre nel sito di Tamburi-Via Orsini (rete AMI) il numero alla stessa data è pari a 10, complessivi di quelli dovuti ad eventi di trasporto di polveri desertiche (Saharan Dust).

“Il presente documento riporta gli esiti delle valutazioni su quanto è avvenuto aggiornati alla data del 5/7/20. Sono, peraltro, in corso ulteriori accertamenti che potranno consentire di inquadrare meglio il fenomeno ed individuare la causa dell’innalzamento delle concentrazioni di polveri” precisa la relazione.

Si ricorda, infine, che l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) è l’Ente competente individuato dall’art. 29-decies comma 3 del D. Lgs. n. 152/06 e smi, cui è demandato il controllo circa il rispetto delle condizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata agli impianti di competenza statale, della regolarità dei controlli a carico del gestore, con particolare riferimento alla regolarità delle misure e dei dispositivi di prevenzione dell’inquinamento nonché al rispetto dei valori limite di emissione, che il gestore abbia ottemperato ai propri obblighi di comunicazione e in particolare che abbia informato l’autorità competente regolarmente e, in caso di inconvenienti o incidenti che influiscano in modo significativo sull’ambiente, tempestivamente dei risultati della sorveglianza delle emissioni del proprio impianto”.

(leggi tutti gli articoli sull’ARPA Puglia https://www.corriereditaranto.it/?s=arpa+puglia&submit=Go)

Condividi:
Share
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Commenta

  • (non verrà pubblicata)