Discarica ‘Li Cicci’, affidata la messa in sicurezza

 

Se ne occuperà l'azienda "Tralice Costruzioni" di Cardito, provincia di Napoli, che ha vinto il bando di gara indetto dal comune di Manduria
pubblicato il 06 Luglio 2020, 20:08
4 mins

Sarà l’azienda “Tralice Costruzioni” di Cardito, provincia di Napoli, l’impresa che si occuperà i lavori di messa in sicurezza della discarica “Li Cicci” di Manduria, avendo vinto il bando di gara bandito dal Comune, denominato “Interventi per la bonifica di aree inquinate” – intervento di M.I.S.E. (messa in sicurezza di emergenza) della ex discarica Li Cicci” Fase 1 – nel Comune di Manduria” . POR 2014-2020 AZIONE 6.2″.

L’azienda si è assicurata i lavori grazie ad un’offerta di 365mila euro pari al 31,21% di ribasso su un importo di gara pari a 480.323 euro.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/05/19/discarica-li-cicci-bando-per-messa-in-sicurezza-demergenza/)

Le opere e gli interventi previsti

L’appalto ha per oggetto l’esecuzione di tutte le opere e provviste occorrenti per eseguire e dare completamente ultimati i lavori di “Intervento di “M.I.S.E. ex discarica comunale in località Li Cicci – FASE 1”, nel territorio comunale di Manduria (TA), consistenti in opere per la Messa in sicurezza di emergenza della ex discarica comunale in località Li Cicci. 

Con nota prot. Reg. nr. 0048760/2019 del 20/12/2019 il Comune di Manduria individuava i seguenti interventi prioritari per la messa in sicurezza di emergenza (MISE) della ex discarica in esame: 

ripristino telo ed opere correlate per la protezione dei cumuli;
ripristino di tutti i chiusini presenti nell’area (vasche di raccolta acque meteoriche, cavidotti, ecc.);
recinzione a cancelli di accesso. 

E precisava di non riportare nel presente progettazione i lavori di taglio dell’erba del sito (escluso i cumuli) e rimozione dei pneumatici presenti nell’area. 

Alla luce di ciò, le misure di prevenzione urgenti, che rientrano nella presente progettazione di MISE, sono le seguenti: 

estirpazione della vegetazione infestante presente sui cumuli rifiuti privi di telo (tale intervento si concentra sui soli cumuli rifiuti, in quanto con la suddetta nota Reg. nr. 0048760/2019 del 20/12/2019 il Comune di Manduria comunicava che erano già in corso, su iniziativa comunale, gli interventi di taglio dell’erba del sito – escluso i cumuli);

–  rimozione del masso in pietra, dei blocchi in cemento posti all’ingresso della ex discarica e dei rifiuti presenti;

rifacimento dell’impermeabilizzazione dei cumuli di rifiuti, mediante rivestimento dei cumuli con telo impermeabile ed ignifugo, previa idonea sagomatura e modellazione dei cumuli stessi;

–  ripristino di tutti i chiusini presenti nell’area, relativamente alle vasche di raccolta acque meteoriche e cavidotti posti lateralmente ai cumuli rifiuti;

realizzazione di recinzione e cancelli;

ripristino dei piezometri esistenti danneggiati e dell’impianto di estrazione del  percolato e di captazione del biogas.

Considerato l’elevato rischio del sito è stato prescritto all’amministrazione comunale del Comune di Manduria di garantire ad opera ultimata, un servizio di vigilanza in loco al fine di evitare il verificarsi di atti vandalici e saccheggiamenti alle opere realizzate e/o danni ambientali.

(leggi anche https://www.corriereditaranto.it/2018/11/21/regione-73-milioni-per-mise-aree-inquinate-anche-per-tamburi-e-discarica-li-cicci/)

Ricordiamo che l’impianto è stato dismesso nel 2008 dopo cinque anni di esercizio. Quella che partirà a breve sarà la terza messa in sicurezza dell’area negli ultimi dieci anni, sulla quale pendono ben due inchieste penali (che non è detto avranno una conclusione positiva nell’individuazione dei responsabili e delle responsabilità sull’inquinamento da percolato della falda) oltre ad essere stato oggetto di furti, devastazioni e incendi negli ultimi anni.

Per l’appunto, considerato l’elevato rischio del sito è stato prescritto all’amministrazione comunale del Comune di Manduria di garantire ad opera ultimata, un servizio di vigilanza in loco al fine di evitare il verificarsi di atti vandalici e saccheggiamenti alle opere realizzate e/o danni ambientali.

Un priimo passo, si spera decisivo, per il recupero di un sito che insiste in un’area già gravemente compromessa dal punto di vista ambientale dalla presenza di altre discariche.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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