CIS, l’acquario nascerà alla Stazione Torpediniere

 

L’ex base navale torna alla città e diventerà un grande attrattore turistico. E sulle polemiche con gli enti locali il Sottosegretario Turco avverte: «Se si continua a pensare solo a Ilva non si risolveranno né quello né altri problemi»
pubblicato il 06 Luglio 2020, 20:20
7 mins

Continua il lavoro del CIS Taranto, il Contratto Istituzionale di Sviluppo che ha il compito di governare gli interventi di riconversione economica del territorio tarantino.

La giornata di oggi, fra molte altre cose, si caratterizza principalmente per un traguardo: la scelta del sito su cui dovrà sorgere l’acquario, che nei piani del Governo (che ne curerà la realizzazione tramite il Ministero dei Beni Culturali) dovrà rappresentare uno dei principali poli di attrazione del territorio in vista dei Giochi del Mediterraneo.

Ma al centro dell’attenzione ci sono anche le dure polemiche degli enti locali nei confronti del Governo sulla questione Ilva, con il sindaco Melucci che ha addirittura disertato i lavori di questa giornata.

Nuova vita per la Stazione Torpediniere

Quello di oggi, senza timore di esagerare, si può definire un momento storico: la Banchina Torpediniere, a quattordici anni dalla sua pressoché totale dismissione, torna alla città, attraverso le mani dell’Autorità Portuale. E cambia veste. È qui, infatti, che sorgerà l’acquario. Un acquario che, oltre che attrattore turistico, dovrà diventare anche un polo di ricerca, grazie alla collaborazione del CNR. Nell’esporre i dettagli del progetto, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mario Turco conferma che l’idea è di collegare la banchina con la soprastante Villa Peripato e con i giardini dell’Ospedale Militare, per ridisegnare l’affaccio cittadino al Mar Piccolo, da anni ritenuto uno dei limiti della valorizzazione paesaggistica della città.

La scadenza per la realizzazione resta quella già indicata nelle scorse settimane: i Giochi del Mediterraneo del 2026 («Magari anche un po’ prima»).

Parallelamente, con uno stanziamento di circa 200 milioni che sarà formalizzato con delibera CIPE, sarà finalizzato l’ammodernamento della Base Navale in Mar Grande, per renderla idonea ad ospitare le navi di ultima generazione (italiane e non), fra cui soprattutto la nuova ammiraglia Trieste.

Due centri di ricerca per il porto

Grandi novità in arrivo anche per il porto, con l’istituzione di due laboratori di ricerca: uno di analisi merceologiche (di cui attualmente Taranto è sprovvista, tanto da doversi servire di quello di Salerno o di altri anche più distanti) e uno per la certificazione dei prodotti agroalimentari. Un’evoluzione che, nelle intenzioni, vuole mettere il porto di Taranto in condizione di riacquistare la posizione di primo piano nel Mediterraneo che naturalmente gli spetta.

Banca d’Italia, presto l’affidamento dei lavori

Non poteva mancare l’argomento Facoltà di Medicina. Il progetto per la riqualificazione del pian terreno (sufficiente ad ospitare i primi 60 studenti per il prossimo anno accademico) è pronto e a breve si procederà all’affidamento dei lavori («In realtà speravo si fosse già fatto, a questo punto», afferma Turco). Frattanto è iniziato lo sgombero dei materiali ancora presenti nell’edificio.

Agromed, in standby Castellaneta, si parte da Grottaglie

Altro tema caldo sul tavolo del CIS è ancora il progetto Agromed. Dopo la battuta d’arresto sulla realizzazione nel sito ex-Miroglio di Castellaneta, prende quota l’ipotesi che si riparta da Grottaglie. I fondi per Castellaneta, però, scandisce Turco, ci sono e non saranno toccati. Semplicemente, il progetto potrebbe prendere il via da un secondo sito nella città delle ceramiche, eventualità già presa in considerazione come ampliamento del progetto che sarebbe dovuto partire da Castellaneta.

«Se continuiamo a parlare solo di Ilva nessuna riconversione»

E tuttavia, il tema attorno a cui ruota tutto, nonostante ogni sforzo contrario, continua in eterno ad essere l’Ilva.

La dura presa di posizione degli enti locali contro l’esecutivo, ritenuto colpevole di decidere della sorte dei tarantini senza consultarli, non è stata particolarmente gradita al Sottosegretario Turco e alla sua squadra. Continue, durante la conferenza stampa, le sottolineature su quanto di concreto già fatto («Sui fondi per acquario e Base Navale abbiamo fatto in quaranta giorni quello che normalmente si fa in un anno», rivendica il senatore tarantino) e le frecciatine a «chi dice che stiamo solo programmando».

Ancor meno gradita la defezione last minute del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, che ieri ha annunciato che non avrebbe preso parte agli incontri di questa mattina perché «inutile parlare di acquari se non si affronta prima la riconversione radicale dell’ex Ilva». Il CIS e l’Ilva, ribatte Turco, sono due tavoli che vanno gestiti separatamente, e mette in guardia gli enti locali dal rischio che a forza di parlare solo del siderurgico si perda un’occasione forse irripetibile per creare in città vere alternative occupazionali. E prima di salutare la stampa si lascia andare ad una pesante frecciata: «Dopo che abbiamo sbloccato i 90 milioni per la Città Vecchia, fondi CIS, leggendo il comunicato di ieri [del sindaco Melucci, ndr] forse dovreste chiedervi con quali soldi il Comune rimette a posto la Città Vecchia».

Dal canto suo, il Sottosegretario afferma che l’attuale atteggiamento di Mittal non soddisfa il Governo come non soddisfa gli enti locali, e che le immagini viste sabato non sono accettabili, ma che pensare di recedere dal contratto di affitto che ha messo lo stabilimento nelle mani della multinazionale non è pensabile, perché farebbe incorrere nel rischio di risarcimenti miliardari (da 5 a 10 miliardi la stima). La partita vera si giocherà, invece, a novembre, quando il contratto di affitto scadrà e Mittal dovrà decidere se acquistare lo stabilimento in via definitiva o ritirarsi. Sarà allora, afferma Turco, che si scriverà il futuro dell’eterna vicenda della siderurgia a Taranto.

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Un Commento a: CIS, l’acquario nascerà alla Stazione Torpediniere

  1. Fra

    Luglio 7th, 2020

    Vedremo cosa realmente succederà ,per adesso tante parole ,Taranto è sempre ferma con le quattro frecce . Tanti milioni che per una città che non hainfrastrutture ,strade ,e quant’altro riteniamo che il tavolo istituzionale andava affrontato meglio . So ,a dirlo all’inglesina maniera ,cosa resterà di questi anni ,tanto scontento ,tanta polvere e tanta beffa . Il porto quando metterete qualche nave per viaggi e non solo scarico merci ,il golfo di Taranto usato come rappresaglia ,mentre potremmo sfruttarlo per viaggiare visto che niente treni ,niente aeroporto e lontana e sempre più inaccessibile autostrada . Che noia non si vede nulla all’orizzonte . Caro sindaco a volte lei prende dei picci inutili ,quando poi la città che ha bisogno di più attenzioni . Avete tanto voluto le Porte dello Jonio ,ma vi siete mai andati ? La strada è imbarazzante ,una discarica di rifiuti solidi e l’erbaccia vieta la visuale ,una strada mai finita e sempre buia ,cercate di pensare anche alla nostra città anziché il borgo antico che forse con meno risorse torna a risplendere ,siamo stanchi del siderurgico,ma la situazione non cambia mai ,il governo non vuole chiudere e non chiuderà ,inutili le vostre firme ,si puliscono il fondoschiena ,cerchiamo le alternative come propone il senatore Turco piuttosto forse qualcuno potrà essere ricollocato in queste nuove speranze . Con la speranza che gli incivili non deturpino tutti gli sforzi che state provando a fare . Che città di m. Non ci sono parole . Quando cambierà aspetto ? Quando avremo un posto bello e tutto per noi ?

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