L’antico problema fra i nuovi banchi

 

Per il prossimo anno ci è stata prospettata una scuola "nuova," attenta, preparata a fronteggiare altre probabili sfide, eppure si trova a fronteggiare il problema di tante cattedre vuote
pubblicato il 05 Luglio 2020, 07:30
6 mins

Abbiamo già raccontato le storie di insegnanti speciali che durante il periodo del coronavirus hanno dimostrato sensibilità fuori dal comune. Lezioni porta a porta, itineranti, per chi non aveva (e non ha) accesso alla rete. L’Istat ha tuonato contro la didattica a distanza bollandola come classista, perché esclude bambini di famiglie numerose, gli indigenti e del Sud. Intanto, il 94 per cento degli studenti è stato raggiunto dalle lezioni online. Ora che le luci si sono spente nelle innumerevoli classi virtuali rimaste accese in tutta Italia durante l’autunno del Covid proviamo a vedere come potrebbe essere l’inizio del prossimo anno scolastico.

Lucia Azzolina

La scuola riprenderà il 14 settembre, in Puglia si partirà il 24 settembre, dieci giorni dopo la data indicata dalla ministra Lucia Azzolina, per le elezioni regionali dovrebbero essere indette per il 20 e 21.
In vista della ripresa delle lezioni per tutti gli studenti italiani, la ministra dell’Istruzione, parlando in commissione al Senato del nuovo anno scolastico e soffermandosi sulla didattica a distanza (forse per ribattere all’Istat?), ha detto: “Nessuno ha mai affermato che la didattica digitale possa o debba sostituire la didattica in presenza. La configurazione concettuale e concreta dell’attività ‘a distanza’ rappresenta una sfida e al contempo un’opportunità, complementare alla didattica in presenza”. Motivi per i quali la ministra ha assicura che a settembre “le attività didattiche riprenderanno in presenza e in sicurezza su tutto il territorio nazionale”. La didattica a distanza, “ha rappresentato e rappresenta una sfida e al contempo un’opportunità, complementare alla didattica in presenza”.

Il prossimo anno scolastico comincia con una novità “basilare” che riguarderà i banchi, che saranno singoli: “Assicureremo alle istituzioni scolastiche gli arredi che dovessero esser utili per rispettare le indicazioni sul distanziamento fisico, anche nuovi banchi, moderni e più ‘dinamici’, in un’ottica di innovazione costante e della costruzione di ambienti didattici più moderni”. La “nuova scuola” si sarà diversa anche per quello che riguarderà gli spazi, con “un’apertura verso l’esterno, l’utilizzo di parchi, teatri, musei, archivi, biblioteche, al fine di poter ampliare gli spazi della conoscenza, anche in un’ottica di partecipazione al territorio che fortifichi l’alleanza educativa, civile e sociale di cui le scuole sono interpreti privilegiate”.

Le singole scuole decideranno come intervenire per avviare il nuovo anno scolastico, “nel rispetto di un complesso equilibrio tra sicurezza, benessere socio-emotivo di studenti e personale scolastico, qualità dei contesti e dei processi di apprendimento e rispetto dei diritti costituzionali alla salute e all’istruzione. Per fare ciò saranno accompagnati dall’amministrazione centrale e periferica e dagli enti locali”. Gli istituti avranno a disposizione un miliardo in più “allo scopo di adottare le opportune misure per la riapertura delle istituzioni scolastiche”, spiega ancora in commissione la ministra.
Restando sul tema dei fondi per la scuola, la ministra ha concluso: “L’emergenza ha fatto anche riemergere con forza problematiche decennali del sistema di Istruzione che ci hanno spinti a interventi immediati, per reagire alla crisi, e che ora ci sollecitano ulteriori interventi che guardino già al futuro. Vogliamo digitalizzare la scuola e farlo in fretta. Abbiamo stanziato oltre 400 milioni di euro, aumentandoli dagli iniziali 200, per potenziare la connettività delle scuole”.

Eppure, non tutto è così splendente come sembra e a farne le spese sarà la categoria che fin qui abbiamo lodato: gli insegnanti. A settembre infatti, oltre 84 mila cattedre risulteranno vacanti, un numero notevolmente superiore a quello dell’anno precedente, quando rimasero disponibili 64.149 posti. Cisl-scuola nazionale ha elaborato i dati delle operazioni di mobilità forniti dal ministero dell’Istruzione e il segretario generale, Annamaria Furlan, ha lanciato l’allarme: “Il Governo non sottovaluti” e “convochi i sindacati di categoria ed affronti questo tema spinoso che sta a cuore a tutti gli italiani. Senza un numero di docenti adeguato la ripartenza della scuola a settembre rischia di diventare un problema molto serio per gli studenti e per le famiglie”.
Cattedre vuote che non sono, purtroppo, una novità ma la conseguenza di una mancata programmazione sui concorsi degli ultimi anni. Anche per questo la macchina concorsuale dovrebbe ripartire al più presto, con concorsi a cadenza periodica. Di concreto, nei prossimi giorni, il ministero dell’Istruzione renderà noto il numero per le assunzioni di quest’anno che sarà autorizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e procederà poi con le nomine in ruolo, come ogni anno, dalle graduatorie ad esaurimento e dalle graduatorie di concorso ancora vigenti. E si ripartirà, come sempre, un po’ in affanno e con qualche dubbio. E questa è la buona notizia.

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Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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