Dati rete centraline ArcelorMittal: sempre critica la Cokeria

 

ARPA Puglia ha pubblicato un report
pubblicato il 05 Luglio 2020, 17:30
5 mins

L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) ha pubblicato anche un report riassume le elaborazioni dei dati medi mensili registrati nell’anno 2019 dalla rete di monitoraggio della qualità dell’aria ArcelorMittal (ex Ilva) (sono le famose sei centraline installate ed entrate in funzione nel mese di agosto del 2013, in attuazione della prescrizione n. 85 del Decreto di Riesame dell’AIA rilasciata allo stabilimento nell’ottobre 2012 dall’allora ministro dell’Ambiente, Corrado Clini). Delle 6 stazioni, lo ricordiamo, 4 si trovano lungo il perimetro dello stabilimento, una nell’area cokeria e una in via Orsini, nel quartiere Tamburi. 

Ricordiamo inoltre che i limiti previsti dal D. Lgs. 155/10 non sono normativamente applicabili alle stazioni della rete ArcelorMittal interne agli ambienti di lavoro (Cokeria, Direzione, Riv, Parchi e Portineria) che ricadono in aree industriali private, non accessibili alla popolazione; i livelli misurati si confrontano, ugualmente, per fini comparativi con i valori limite di legge, mentre tali limiti si applicano alla stazione denominata Tamburi. 

Nell’anno 2019, secondo il report pubblicato da ARPA Puglia, le concentrazioni di inquinanti più elevate (H2S, PM10, PM2,5, Benzene, IPATOT), rilevate attraverso la rete di qualità dell’aria di ARCELOR MITTAL, i cui dati sono validati da Arpa, sono state registrate nel sito Cokeria. L’eccezione è costituita dal Black Carbon che nel sito di Tamburi (in Via Orsini) ha mostrato valori di concentrazione maggiori rispetto a quelli rilevati nel sito Cokeria. Nella stazione denominata Tamburi-Orsini, per la quale non risultano superati nel 2019 per nessuno degli inquinanti monitorati. 

La media annuale di PM10 nel 2019 più elevata è stata rilevata sempre nel sito Cokeria, significativamente più alta (81 μg/m3) rispetto a Tamburi (28 μg/m3, che comunque registra un valore invariato rispetto a quello del 2018) e alle altre stazioni; i valori medi annui del 2019 risultano invariati rispetto al 2018 per Tamburi e Portineria C, in lieve diminuzione nei siti Cokeria, Meteo Parchi e Direzione in crescita per la postazione Riv1.

Come per il PM10, anche per il PM2,5 le concentrazioni più elevate sono state registrate per tutti i mesi del 2019 sempre nel sito Cokeria, e la media mensile è risultata superiore a 25 μg/m3 in tutti i mesi, tranne che a novembre. In questa stazione, i livelli massimi risultano verificatisi nel periodo estivo, mostrando pertanto un andamento stagionale. Nelle altre stazioni gli andamenti sono paragonabili fra loro, registrando solamente un valore medio mensile (a giugno) pari a 25 μg/m3 nella stazione Meteo Parchi. Il limite sulla media annuale previsto dal D. Lgs. 155/10 non risulta superato nella stazione denominata Tamburi posta in Via Orsini. Nella stazione Cokeria il valore medio annuale è risultato pari a 51 μg/m3. I valori medi annui di PM2.5 registrati nel 2019 risultano in lieve diminuzione rispetto al 2018 nei siti Portineria C, Cokeria e Meteo Parchi e sostanzialmente invariati per Tamburi, Direzione e Riv1. 

Nell’anno 2019 le concentrazioni più elevate di benzene sono state registrate ancora una volta nel sito Cokeria, con livelli medi mensili sempre superiori a 5 μg/m3. Negli altri siti le concentrazioni medie mensili si sono mantenute al di sotto del valore di 5 μg /m3, valore limite medio annuale, con l’eccezione del valore medio mensile di Direzione del mese di Novembre; i valori medi annui di Benzene registrati nel 2019 risultano in lieve aumento rispetto al 2018 nei siti Tamburi, Meteo Parchi e Direzione, mentre rimangono sostanzialmente invariati per Portineria C, Meteo Parchi, Direzione e Riv1; in calo risulta il valore medio annuale per il sito Cokeria. 

Sempre corso dell’anno 2019, le concentrazioni medie mensili di Idrogeno Solforato si sono attestate al di sotto dei 10 μg/m3 ad eccezione del sito Cokeria, nel quale sono state registrate sempre le concentrazioni più elevate rispetto agli altri siti; i valori medi annui di Idrogeno Solforato registrati nel 2019 risultano sostanzialmente invariati rispetto al 2018 in tutte le centraline della rete. 

Resta dunque problematica la situazione in area Cokeria, dove avvengono i processi produttivi tra i più inquinanti. E dove dovranno continuare gli interventi previsti dal Piano Ambientale 2017, per proteggere il più possibile la salute dei lavoratori e dei cittadini.

(leggi tutti gli articoli su ARPA Puglia https://www.corriereditaranto.it/?s=arpa+puglia&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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