Qualità aria ok nel 2019 anche con ArcelorMittal

 

Relazione di ARPA Puglia sulla qualità dell'aria a Taranto nel 2019 nel primo anno di gestione della multinazionale. Nessun limite di legge superato
pubblicato il 05 Luglio 2020, 11:00
16 mins

L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA Puglia) ha pubblicato una relazione nella quale sono stati riportati i dati di monitoraggio della qualità dell’aria aggiornati al 2019, registrati nelle aree di Taranto e Statte, con particolare riferimento a quelli acquisiti nei siti ricadenti nel quartiere Tamburi, classificati come industriali, posti a confronto con quelli classificati come traffico e fondo, facenti parte sia della rete regionale che di quella privata di ArcerlorMittal.

Oltre ai trend osservati negli andamenti degli inquinanti rilevati nel corso degli anni, è stato anche effettuato un approfondimento dei dati dell’ultimo triennio e, in particolare, del periodo corrispondente alla gestione da parte di Arcelor Mittal Italia dello stabilimento siderurgico ex Ilva, che è subentrata nel mese di novembre 2018; si potrà considerare il 2019 infatti come il primo anno intero di gestione della Società AMI.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/07/03/arpa-qualita-dellaria-dati-ok-nel-2019/)

L’analisi metereologica dei wind days: maggiore ventosità nel 2019

Dal punto di vista meteorologico, utile anche per inquadrare i livelli degli inquinanti registrati, mentre negli anni 2017 e 2018 i venti ricorrenti provenivano dai settori NO e SE con frequenza analoga, nel 2019 si è osservata una prevalenza del settore SE rispetto a NO. Inoltre, nel 2019 si è osservata una maggiore ventosità rispetto ai due anni precedenti. Per quanto riguarda la pioggia, il 2019 è risultato leggermente meno piovoso del 2018, sia in termini di numero di eventi piovosi che in termini di cumulata annuale. 

Nell’anno 2019 si è verificato un numero complessivo di Wind Days pari a 36, mentre nel 2017 e 2018 se ne erano verificati, rispettivamente, 44 e 31. Rispetto al 2018, i Wind Days verificatisi nel 2019 sono risultati più “ventosi. Per quasi un terzo degli eventi di Wind Days verificatisi nel 2019, si è avuta una precipitazione cumulata superiore o uguale ad 1mm, anche se, rispetto al 2018, i Wind days relativi al 2019 sono risultati meno frequentemente piovosi. Relativamente ai Wind days, il 2017 rappresenta, comunque, l’anno peggiore perché caratterizzato da più eventi e da minore piovosità.

Nel 2019 nessun superamento per inquinanti gassosi, PM10 e PM2,5

In prima battuta ARPA Puglia sottolinea “come per il 2018, anche per l’anno 2019 si riferisce che nessun limite di legge previsto dal D.Lgs. n.155/2010 è stato superato, sia per tutti gli inquinanti gassosi rilevati dalle reti fisse di monitoraggio della qualità dell’aria, che per il PM10 e il PM2.5. In particolare, dal 2016 al 2019 si è osservata una generale stabilità dei livelli medi annui di inquinamento da PM10 in tutti i siti presenti nei Comuni di Taranto e Statte”. 

Per quanto concerne la rete di qualità dell’aria di ARCELOR MITTAL interna al siderurgico (per la quale i limiti del D. Lgs. n.155/10 non sono applicabili), nel rinviare allo specifico Report “Monitoraggio della qualità dell’aria Rete AMI 2019”, si segnala come anche nell’anno 2019 permane la condizione già osservata per cui le concentrazioni di inquinanti più elevate – sensibilmente – per H2S, PM10, PM2,5, Benzene, IPATOT sono registrate nel sito Cokeria, posto presso l’area a caldo dello stabilimento. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/06/23/rapporto-arpa-su-qualita-aria-2017-dati-positivi-per-taranto-su-pm10-pm25-e-benzoapirene/)

PM10 in decremento a partire dal 2012

Le concentrazioni annuali di PM10 misurate nelle centraline della qualità dell’aria della città di Taranto mostravano livelli paragonabili negli anni, in decremento a partire dal 2012 nelle stazioni del quartiere Tamburi. Anche nel 2019, in nessun sito del comune di Taranto è stato superato il valore limite previsto dal D.Lgs. 155/2010 sulla media annuale, pari a 40 μg/m3. si legge nel report.

La media annua di PM10 più elevata è stata registrata nel sito di Via Orsini (classificato come “industriale”, rete AMI), al quartiere Tamburi, con 27 μg/m3. In nessun sito è stato superato il numero massimo di 35 superamenti sulla media giornaliera consentiti dalla norma e i numeri dei superamenti per centralina, rilevati nel 2019, sono risultati uguali o inferiori rispetto a quelli dell’anno precedente.

Come già riportato negli anni precedenti, il decremento delle concentrazioni annuali di PM10 a partire dal 2011, particolarmente evidente nelle stazioni del quartiere Tamburi ed accentuato maggiormente nel 2014 rispetto al 2013, può essere dovuto, oltre alla riduzione della produzione industriale degli ultimi anni, ad una serie di misure di risanamento messe in atto a partire da settembre 2012, volte a limitare il carico emissivo industriale nei cosiddetti wind days, giorni di elevata ventosità, in cui l’agglomerato urbano si trova sottovento al polo industriale. 

Nel 2019, rispetto al 2018, sono rimaste invariate le medie annue di concentrazione di PM10 in tutte le centraline, con un incremento nullo nei siti Archimede, Machiavelli e Via Orsini ai Tamburi, Adige, Talsano e Statte-Sorgenti. Si è osservata una diminuzione della media annua del PM10 nelle cabine Paolo VI (-11%) e Ponte Wind (-23%). Un lieve incremento (da 19 a 21 μg/m3) si registra solo nella centralina San Vito, classificata come fondo. Inoltre, dal mese di novembre 2018, non sono stati osservati incrementi significativi delle medie mensili di PM10 o comunque concentrazioni superiori rispetto a quelle che erano state già rilevate nei mesi precedenti. 

Per quanto riguarda invece la rete AMI, la media annua più elevata presso la centralina Cokeria è stata registrata nell’anno 2017. Nelle altre cabine per lo stesso periodo non si osservano sostanziali variazioni nelle medie annuali e nemmeno incrementi nell’anno 2019, rispetto agli anni precedenti. 

PM2,5 in leggera diminuzione rispetto al 2018

Anche per i livelli di concentrazione in aria ambiente di PM2.5 nel comune di Taranto, nel 2019, non hanno mostrato superamenti per tale parametro rispetto al valore limite annuale per la protezione della salute umana, pari a 25 μg/m3. La concentrazione media annua più elevata nel quadriennio 2016-2019 è stata registrata costantemente nella stazione presente in Via Orsini-Tamburi (industriale, Rete AMI).

Nel 2019, rispetto al 2018, le medie annue di concentrazione di PM2.5 sono rimaste invariate (incremento % nullo nei siti Tamburi-Archimede e Taranto-Via Adige) o sono diminuite di 1 ng/m3 (nei casi di Tamburi-Machiavelli, Tamburi-Orsini e Paolo VI); in termini percentuali, si può calcolare un decremento nel 2019 dell’8% nella cabina di Via Machiavelli, del 6% in Via Orsini e del 10% a Paolo VI. In sintesi, si può definire come stazionaria la situazione relativa ai livelli di PM2.5 nel 2019 rispetto all’anno precedente. Dal mese di novembre 2018 non sono stati osservati incrementi significativi delle medie mensili di PM2.5 o comunque superiori rispetto a quelle che erano state già registrate nei mesi precedenti. I livelli più elevati si osservano costantemente nella cabina di Via Orsini-Tamburi. 

Il Benzene nel 2019 non è aumentato

Le medie annue, nelle centraline della RRQA, a partire dal 2014, sono risultate piuttosto contenute e molto al di sotto del limite consentito, con valori che si attestano attorno ad 1 μg/m3. I trend degli andamenti annuali di questo inquinante nella RRQA mostrano una variazione non significativa negli anni, con valori costantemente più alti in Via Machiavelli ai Tamburi (industriale) rispetto a Via Alto Adige (traffico) sino al 2014, e livelli stazionari e uguali tra loro nei due siti dal 2015 al 2019. Nel 2019 le medie annue sono risultate stazionarie rispetto a quelle misurate nel 2018. 

Nelle centraline interne della Rete AMI, Direzione e Meteo Parchi si è osservato un lieve aumento delle medie annue dal 2018 al 2019, con i livelli più elevati costantemente nella cabina denominata Cokeria. 

(leggi tutti gli articoli sulla qualità dell’aria nelle relazioni di ARPA Puglia https://www.corriereditaranto.it/?s=qualità+aria&submit=Go)

NO2, CO, SO2, Ozono 

Per NO2 le medie annuali nel periodo 2017-2019 sono risultate inferiori al limite annuale, nè si sono registrati superamenti del limite su base oraria, ad eccezione di un solo superamento (Martina Franca). Nel 2019 le medie annuali più elevate sono state registrate a Martina Franca (27 μg/m3), in Via Orsini, e Via Adige. Dal 2017 al 2019 il trend è in diminuzione in Via Machiavelli-Tamburi, Via Adige e Via Orsini-Tamburi, invariato invece in altre cabine (es. Via Archimede-Tamburi). 

Negli anni, non sono stati superati i valori limite in aria ambiente per il CO (monossido di carbonio) e per gli ossidi di zolfo, che non hanno mostrato criticità. E’ raccomandabile, d’altra parte viene suggerito nel report, continuarne il monitoraggio, sia perché questo inquinante è il tracciante di determinati processi produttivi, sia per valutarne le concentrazioni in possibili eventi incidentali.

Per l’Ozono, come negli anni precedenti, anche nel 2019 valori elevati sono stati registrati sull’intero territorio regionale. Il valore obiettivo a lungo termine (pari a 120 μg/m3) è stato superato 3 volte a San Vito e 18 volte a Talsano, con trend in diminuzione rispetto ai due anni precedenti.

IPA totali: andamento oscillante dal 2013

Si richiama che il parametro IPA totali in aria ambiente non è normato. Nel triennio 2017-2019 la media annua più elevata, ogni anno, è stata registrata in Via Orsini (rete ex ILVA). I trend annuali relativi ad un sito industriale, Via Machiavelli e ad un sito di traffico (Via Adige) indicano come i livelli dal 2013 sono diminuiti in maniera significativa rispetto agli anni precedenti sino al 2016; dopo un incremento avutosi nel periodo 2017-2018, si è osservata una diminuzione nel 2019. 

Benzo(a)pirene: dati sino ad agosto, per ora nessuna criticità

I valori medi annui riscontrati per il Benzo(a)pirene (analizzato sui campioni di PM10) nei cinque siti Machiavelli, Deledda, Talsano, Martina F. e Adige nel 2018 sono risultati inferiori al valore obiettivo previsto dal D.Lgs. n.155/2010 (1 ng/m3). Le analisi dei campioni del 2019 (non ultimate) sono disponibili sino al mese di agosto. In Via Machiavelli – Tamburi (industriale) i valori sono risultati costantemente più alti di quelli di Via Adige (traffico) e nel 2019, almeno sino ad agosto – durante la gestione AMI – non si osservano criticità negli andamenti delle medie mensili disponibili, rispetto agli anni precedenti. I valori mensili sinora disponibili nei due siti nel quartiere Tamburi, Deledda e Machiavelli, sono risultati inferiori a tale limite (1,0 ng/m3); la media annua parziale, in entrambi i siti, è pari a 0,10 ng/m3, inferiore di un ordine di grandezza alla soglia normativa. 

Metalli pesanti31 

Ai sensi del D.Lgs. n.155/2010, sono determinati sui filtri di PM10 campionati nelle stazioni site in Via Machiavelli (RRQA), Via Alto Adige (RRQA), presso la Scuola Deledda a Tamburi, a Taranto-Talsano (RRQA) e a Martina Franca (RRQA). Non si sono rilevati livelli critici di metalli normati sin dall’inizio delle attività di speciazione del PM10. I valori medi annuali sono risultati sempre inferiori ai valori obiettivo previsti dal D.L.gs. n.155/2010 per l’arsenico, il cadmio, il nichel ed il piombo, oltre che confrontabili tra loro. I valori mensili di concentrazione sinora disponibili (sino a mese di settembre 2019) nei siti Deledda e Machiavelli sono risultati inferiori ai valori obiettivo. Le concentrazioni medie annuali dei metalli riscontrate nelle centraline nel periodo 2014-2017 negli anni sono risultati costanti.

(leggi l’articolo sulla relazione metalli pesanti https://www.corriereditaranto.it/2019/03/29/arpa-relazione-su-metalli-da-industria-e-porto/)

Va, in ogni caso, tenuto presente che il rispetto dei limiti di qualità dell’aria previsti dalla normativa italiana (D.Lgs. n.155/2010), recepimento di analoga normativa europea, sia per quanto riguarda il limite giornaliero del PM10 che quello annuale, i limiti per il benzo(a)pirene e i metalli nel PM10, è riferito esclusivamente alla valutazione di aspetti di carattere ambientale. La presente relazione non contiene elementi di valutazioni di carattere sanitario, che restano di competenza delle Aziende Sanitarie Locali. 

Dati sicuramente positivi, che ovviamente rispondono ad una situazione attuale provvisoria e precaria, dovuta alla bassissima produzione degli ultimi anni (che ha oscillato tra i 4 e i 5 milioni di tonnellate annue senza mai superare i 6) e ad alcuni interventi che sicuramente hanno impattato positivamente sull’impatto ambientale del siderurgico. Un punto di partenza, un’evidenza scientifica del fatto che mantenere quell’azienda al di sotto di un ben determinato tetto produttivo come quello attuale, così come effettuare tutti gli interventi previsti dal Piano Ambientale (migliorandoli se necessario e possibile nel corso del tempo), traghetterebbe l’ex Ilva in una nuova era, in cui diverse aree potranno essere dismesse e bonificate, oltre ad essere un’azienda molto più gestibile e controllabile dal punto di vista ambientale e sanitario. Sino alla sua naturale ed inevitabile conclusione, un fine vita che prima o poi arriverà e bisognerà gestire. Certamente non con gli scriteriati attori di oggi.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/04/29/2arpa-qualita-dellaria-trend-positivo-nel-2018/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Qualità aria ok nel 2019 anche con ArcelorMittal

  1. Fra

    Luglio 6th, 2020

    Sembra che qualcuno ha sbagliato mestiere .

    Rispondi

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