Ex Ilva, proroga per lavori scarichi industriali

 

Il ministero dell'Ambiente dà l'ok. Brutta figura delle nostre istituzioni: o esprimono parere contrario senza motivazioni tecniche o sono del tutto assenti
pubblicato il 04 Luglio 2020, 17:30
18 mins

Il ministero dell’Ambiente ha concesso, attraverso apposito decreto, la proroga per l’esecuzione di un’altra prescrizione del Piano ambientale di cui al DPCM del 29 settembre 2017, trasmettendo i nuovi cronoprogrammi relativi all’attuazione della prescrizione n. UA11, nonché la valutazione, redatta dal Politecnico di Torino, degli effetti ambientali connessi al differimento al 31 dicembre 2020 del completamento degli impianti di trattamento dei reflui di cokeria e degli altoforni (punti 1 e 2 della UA11), con termine originariamente previsto al 30 giugno 2020, e dell’adeguamento dell’impianto di trattamento presso la zincatural’elettrozincatura (punto 5 della UA11), con termine originariamente previsto al 10 novembre 2020.

Come si ricorderà, il 17 aprile scorso ArcelorMittal Italia inviò una nota ad Ilva in Amministrazione Straordinaria, per chiedere l’avvio di un’istanza da parte della struttura commissariale da inoltrare al ministero dell’Ambiente, per l’attivazione della Conferenza di Servizi per l’approvazione delle modifiche dei cronoprogrammi relativi alle prescrizioni n. 6 (Chiusura nastri trasportatori); n. UA11 (Scarichi parziali industriali); n. UP2 (Rimozione del cumulo polveri e scaglie in area Parco Minerale); n. UP3 (Gestione dei materiali costituiti da fanghi acciaieria, fanghi d’altoforno e polverino d’altoforno); n. 16.m)-42-49 (Batterie n. 7-8 e la doccia 4 bis) del Piano ambientale di cui al DPCM del 29 settembre 2017.

Istanza che arriverà il 21 aprile scorso (i Commissari straordinari di ILVA S.p.A. in Amministrazione Straordinaria per legge, l’articolo 5, comma 2, del DPCM 29 settembre 2017 devono svolgere funzione di controllo dell’attuazione del Piano Ambientale e tocca a loro quindi presentare eventuali istanze per la convocazione delle apposite Conferenze dei Servizi) al protocollo del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/06/02/2arcelormittal-i-motivi-dei-ritardi-sullaia/)

Gli impianti di trattamento acque dei reflui di cokeria e altoforni

Anche il tempestivo adempimento della prescrizione UA11 per l’azienda “risulta compromesso“.

A sostegno di questa tesi, l’azienda evidenziò come l’appaltatore Bernardinello Engineering S.p.A., cui è affidata la realizzazione degli impianti di trattamento acque, già in data 17 marzo 2020 comunicava che “a causa della necessità di ottemperare alle disposizioni vigenti volte a garantire la sicurezza dei lavoratori, nel nostro stabilimento e presso Voi Clienti, si trova temporaneamente impossibilitata a garantire l’esecuzione della commessa oggetto del Contratto secondo le tempistiche originarie” e che “l’entità del possibile ritardo, non è determinabile con precisione in quanto dipendente dall’evolversi dell’epidemia e della relativa normativa speciale” (anche questa in allegato).

I lavori sono stati, dunque, inevitabilmente rallentati. Inoltre, in coerenza con l’ordinanza del Prefetto, l’adempimento di tale prescrizione è stato totalmente bloccato a far data dal 27 marzo 2020. Per questo l’azienda ha chiesto “la proroga al 31 dicembre 2020, fatta salva la necessità di ulteriori adeguamenti, anche nel corso del procedimento in Conferenza di Servizi, a seconda dell’evoluzione della situazione emergenziale”.

(leggi tutti gli articoli sull’Osservatorio Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=osservatorio&submit=Go)

La Conferenza dei Servizi del 17 giugno

Dopo la riunione della Conferenza di Servizi dello scorso 17 giugno, avvenuta in modalità di videoconferenza videoregistrata, a seguito dell’emergenza sanitaria connessa al COVID-19, ed acquisiti i pareri e le determinazioni delle Amministrazioni e Enti rappresentati in merito alle modifiche dei cronoprogrammi di realizzazione degli interventi di cui alla prescrizione n. UA11 (Scarichi parziali industriali) del Piano ambientale di cui al DPCM del 29/09/2017, ha registrato “la mancata partecipazione della Regione Puglia, il dissenso non motivato espresso dalla Provincia di Taranto all’accoglimento dell’istanza, il dissenso non motivato espresso dal Comune di Taranto all‘accoglimento dell’istanza e l’assenso del Comune di Statte subordinato all’accoglimento delle seguenti condizioni proposte dalle Commissioni ministeriali:

–  il Gestore al termine di ciascun mese di luglio, agosto e settembre 2020 dovrà trasmettere, per il tramite dei Commissari straordinari di ILVA S.p.A. în A.S., una relazione in merito all’avvio delle attività di cantiere e allo stato di avanzamento dei lavori, garantendo la conclusione degli interventi di cui alla prescrizione n. UAI1 (Scarichi parziali industriali), punti 1, 2 e 5 entro il 31/12/2020;

– il Gestore dovrà, inoltre, riportare, nella relazione trimestrale di cui alla prescrizione n. 17 dell’AIA 2012, lo stato di avanzamento degli interventi, con lo stesso livello di dettaglio presentato nei cronoprogrammi trasmessi con nota del 5/6/2020, prot. DIR. 261/2020. Tale stato di avanzamento sarà oggetto di riscontro da parte dell’Autorità di controllo nell’ambito delle verifiche trimestrali previste dalla stessa prescrizione n. 17 dell’AIA 2012;

– nei report mensili, fino al mese di dicembre 2020, deve essere acquisito mensilmente în tempi congrui il consuntivo della produzione del mese precedente;

– il Gestore entro il 31 dicembre 2020 deve adeguare i sistemi di monitoraggio al fine di verificare il rispetto degli ulteriori valori limite di emissione.

Nel decreto del ministero dell’Ambiente viene ricordato che “la richiesta di proroga è stata motivata dal proponente dalla presenza di ritardi non dovuti alla volontà del Gestore, riconducibili all’emergenza Covid-19, come diffusamente argomentato nelle istanze sopraindicate e negli interventi dei Commissari straordinari e del rappresentante di ArcelorMittal Italia S.p.A. in sede di Conferenza di Servizi; e che le norme emanate per l’emergenza sanitaria connessa al Covid-19 hanno previsto un periodo di sospensione di circa 82 giorni, il che determinerebbe un differimento alla fine di settembre 2020 del termine fissato al 30 giugno 2020 per l’attuazione della prescrizione n. UA11, ai punti 1 e 2, e un differimento coerente con la richiesta del proponente, 31 dicembre 2020 del termine fissato al 10 novembre 2020 per l’attuazione della prescrizione n. UA11, punto 5; che dal verbale risulta che in sede di Conferenza di Servizi il rappresentante di ArcelorMittal Italia S.p.A. ha dichiarato che “il termine di realizzazione (al netto dei tempi di commissioning) è previsto al 3 novembre 2020 per l’area cokeria, per l’area altoforno è previsto il 30 novembre, per la laminazione il 20 novembre. In sostanza le attività realizzative dovrebbero essere concluse a novembre, e a dicembre residuerebbero solo attività di messa a punto”.

Di fatto, il differimento richiesto, al netto della sospensione prevista dalla norma a seguito della emergenza sanitaria connessa al Covid-19, risulta essere di circa un mese per l’intervento in area cokeria, di circa due mesi per l’intervento in area altoforno e coerente col periodo di sospensione previsto dalla norma per l’emergenza COVID-19 per l’intervento in area laminazione. 

Inoltre gli organi tecnici (ISPRA, ASL, Commissione tecnica VIA-VAS, Commissione istruttoria AIA-IPPC, Vigili del fuoco) hanno ritenuto fondata l’istanza di differimento “confermando sia le motivazioni poste alla base dell’istanza medesima, riconducibili al lock-down e alle successive nuove e più gravose regole per garantire la sicurezza delle lavorazioni determinate dall’emergenza sanitaria connessa al COVID-19, che la congruità dei cronoprogrammi proposti, ritenuti coerenti con i tempi tecnici necessari a realizzare gli interventi nel rispetto delle attuali regole e condizioni”.

Qualunque determinazione in ordine al differimento del termine in esame, da contenere nei limiti resi strettamente necessari dalle sopravvenienze indicate, non può comunque essere adottata se non previa adeguata valutazione dei relativi effetti sull’inquinamento dell’area e dei rischi sanitari eventualmente connessi.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/05/31/ex-ilva-deroga-provvisoria-su-copertura-nastri/)

La relazione del Politecnico di Torino

A tal proposito nel decreto del MATTM viene precisato che “il Gestore ha prodotto la relazione “Valutazione effetti ambientali realizzazione prescrizione UAI1 a fine 2020”, redatta dal Politecnico di Torino con l’obiettivo di valutare gli effetti ambientali del differimento al 31 dicembre 2020 del termine richiesto per il completamento dei nuovi impianti di trattamento dei reflui di cokeria e dei reflui di altoforni, di cui ai punti 1 e 2 della prescrizione UAI11, rispetto alla data del 30 giugno 2020 prevista dal DPCM 2017, e per l’adeguamento dell’impianto di trattamento in area laminazione, con termine originariamente previsto al 10 novembre 2020, mediante un confronto dei flussi di massa degli inquinanti stimati sia con riferimento all’attuale assetto impiantistico e produttivo (con riferimento all’esercizio del 2019) che con riferimento al ai valori massimi autorizzati, ossia a valori di concentrazione pari ai nuovi VLE e a volumi scaricati associabili alla produzione massima autorizzata di 6.000.000 t di acciaio”.

Le Commissioni VIA-VAS e AIA-IPPC, tenuto conto delle valutazioni del Politecnico di Torino, hanno inoltre individuato specifiche condizioni aggiuntive per garantire che la concessione del differimento dei termini richiesto non determini effetti ambientali significativi.

La brutta figura delle nostre istituzioni

Peraltro la Regione Puglia, ancorché regolarmente convocata, non ha partecipato, senza alcuna comunicata motivazione, alla riunione della Conferenza di Servizi del 17 giugno 2020. La stessa Regione Puglia, con nota del 17 giugno 2020, acquisita peraltro solo successivamente alla riunione della Conferenza di Servizi del 17 giugno 2020, ha trasmesso il proprio parere che conclude ritenendo che il suo dissenso al differimento richiesto “è superabile a condizione che sia garantito, nel periodo transitorio oggetto di richiesta di proroga, il rispetto dei valori limite in termini di flusso di massa attraverso la limitazione dei volumi di scarico, in altri termini, definendo il regime produttivo che consenta la conformità ai limiti introdotti con il DPCM 29 settembre 2017, e comunque non oltre i termini temporali già concessi dal Ministero per la prescrizione n. 6, con DM 1 15 del 29/05/2020”.

Parere negativo espresso anche dal partecipante alla predetta Conferenza di Servizi in rappresentanza della Provincia di Taranto, non supportato da motivazioni tecniche e non corredato da condizioni per il suo superamento.

Il Sindaco del Comune di Taranto, con nota del 16 giugno 2020, ha trasmesso il proprio parere, che conclude facendo “espressa riserva di parere favorevole all’accoglimento dell’istanza avanzata dal Gestore, a condizione che: “sia acquisita la valutazione positiva, con le eventuali prescrizioni del caso, da parte soggetti preposti in ordine sia alla verifica della sussistenza degli elementi tecnici fondanti la richiesta e sia in relazione alla verifica dei possibili effetti di natura ambientale ad essa riconducibili (ISPRA, Commissione Tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA-VAS); sia stabilita la data effettiva di ripresa dei cantieri ed indicata in sede di Conferenza di servizi oggetto della richiesta; sia dato un riscontro mensile in ordine al rispetto delle tempistiche previste dal nuovo cronoprogramma depositato dal gestore”.

Sempre il Sindaco del Comune di Taranto, con nota del 17 giugno 2020, ha ribadito il parere negativo espresso in sede di Conferenza, anch’esso non supportato da motivazioni tecniche e non corredato da condizioni per il suo superamento, oltre che non in linea con il parere trasmesso dallo stesso con nota del 16 giugno 2020.

Il rappresentante del Comune di Statte, alla luce degli elementi tecnici acquisiti in sede di Conferenza di Servizi, ha come detto espresso parere favorevole all’accoglimento dell’istanza alle condizioni proposte dalle Commissioni ministeriali.

Il 25 giugno 2020, i Commissari straordinari di ILVA S.p.A. in A.S. hanno ulteriormente specificato l’istanza inviando la nota di pari data, protocollo Dir. 292/2020, con cui ArcelorMittal Italia S.p.A. comunica che la produzione di acciaio consuntivata al 31 maggio 2020 è pari a 1.535.230 tonnellate di acciaio, riportando, altresì, in allegato un documento, redatto dalla Società incaricata per la realizzazione dell’intervento previsto per l’area altoforno dalla prescrizione n. UA11, che descrive quali siano stati gli effetti dell’emergenza sanitaria, e delle conseguenti mutate condizioni di lavoro nei cantieri, sulle tempistiche di realizzazione delle opere previste.

Cosa stabilisce il decreto

Pertanto, il ministero ha stabilito che gli interventi previsti dalla prescrizione n. UA11 del Piano ambientale di cui al DPCM del 29 settembre 2017 devono essere realizzati entro il termine del 30 novembre 2020 ed essere tempestivamente sottoposti a collaudo finale entro il 31 dicembre 2020, data nella quale dovrà mettere a regime gli impianti relativi agli interventi ed adeguare i sistemi di monitoraggio al fine di garantire il rispetto, a partire dal 1 gennaio 2021, dei valori limite di emissione previsti dal DPCM del 29/9/2017.

Le nostre conclusioni

Senza star qui a ripetere concetti già riportati decine di volte in precedenti articoli, torniamo ancora una volta ad evidenziare come le nostre istituzioni siano ben lungi dall’aver raggiunto un livello di affidabilità accettabile in questa vicenda. Leggere in un decreto ministeriale che due istituzioni come il Comune di Taranto e la Provincia, presentino un parere tecnico contrario senza motivarlo, sconforta non poco. Cioè si dice preventivamente di ‘no’, senza scendere nei dettagli, soltanto per far finta di opporsi non si capisce poi bene a chi o cosa.

Altresì deprime l’atteggiamento della Regione Puglia, che non si presenta nemmeno e che poi vincola il suo parere positivo delegandolo agli enti di controllo, affinché quest’ultimi si assicurino la regolarità di tutte le procedure (come se fosse compito della Regione dire a Roma come si deve operare in campo ambientale).

Sicuramente in molti avranno notato il silenzio totale dell’uscente governatore Michele Emiliano sulla vicenda dell’ex Ilva almeno dallo scorso gennaio. Dopo aver presentato ricorsi in ogni dove (peraltro tutti persi, come quelli del Comune di Taranto) e aver sostenuto ogni tipo di tesi sul passato, presente e futuro del siderurgico negli ultimi 5 anni, è calato un lungo silenzio. A dimostrazione che contano molto di più i rapporti con Roma, che Taranto e tutto il resto. Adesso che al governo c’è l’amico Francesco Boccia (ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, che lavora alacremente sotto traccia per far sì per un’alleanza con il Movimento 5 Stelle alle prossime regionali, anche convergendo sulla favola della decarbonizzazione) e il premier Conte a cui Emiliano ha giurato fedeltà da tempo, guarda caso il governo non è più un nemico nonostante stia perseguendo gli stessi obiettivi dei precedenti (ma l‘eventuale ingresso dello Stato nella società AM InvestCO Italy ingolosisce non poco la Regione che vorrebbe mettere le mani anche soltanto su una piccola parte del capitale sociale), che però andavano ‘combattuti‘ politicamente perché condotti da ‘nemici‘ interni al Partito Democratico.

Tutte cose che abbiamo scritto per anni, restando puntualmente inascoltati. Sarà interessante poi andare a leggere i nomi di chi si candiderà nelle tante liste civiche pro-Emiliano e i tanti (che negli anni hanno attinto a piene mani dalle casse della Regione per le loro attività o hanno avuto visibilità mediatica grazie allo stesso Emiliano) in città faranno per l’uscente governatore campagna elettorale…Auguri. 

(leggi tutti gli articoli sull’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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