ArcelorMittal, erogazione premio risultato. Usb: “Solita inaffidabilità”

 

Intervento di Alessandro Damone Esecutivo Usb Taranto e Vincenzo Mercurio Coordinamento provinciale Usb Taranto
pubblicato il 02 Luglio 2020, 17:55
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“Con un comunicato sindacale non reso pubblico Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto ad Arcelor Mittal un incontro mirato ad ottenere delucidazione sulle modalità che l’azienda intende adottare per l’erogazione del 3% del premio di risultato, concordato nell’accordo del 6 settembre 2018. Il gestore dello stabilimento ha risposto che, nella definizione del premio, si terrà conto delle presenze non retribuite e del periodo di cassa integrazione per ciascun lavoratore, esattamente come è stato fatto lo scorso anno. Modalità che la nostra organizzazione sindacale già allora ha considerato non idonea”. Così in una nota Alessandro Damone Esecutivo Usb Taranto e Vincenzo Mercurio Coordinamento provinciale Usb Taranto.

“L’azienda si domanda come mai i sindacati che in passato hanno accettato senza replicare oggi contestano questo metodo. Evidentemente, ora che i lavoratori in cassa integrazione da 1.200 dello scorso anno sono diventati 5.000, la situazione diventa insostenibile anche per Fim, Fiom e Uilm. Per quel che concerne Usb, – prosegue la nota – non cambia l’opinione su Arcelor Mittal: instabile e incoerente”.

“Del resto l’Unione Sindacale di Base non ha mai avuto dubbi sull’inaffidabilità dell’interlocutore. L’azienda infatti interpreta le questioni a suo piacimento, cercando di risparmiare sulle spalle dei lavoratori e spendendo invece importanti risorse per consulenze o assunzioni di soggetti non proprio giovanissimi, parliamo di ultrasessantenni, cui viene affidato il triste compito di procedere ai tagli del personale” concludono.

 

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