Vicenda Marò: arbitrato dà (metà) ragione all’Italia

 

pubblicato il 02 Luglio 2020, 14:54
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Il Tribunale arbitrale internazionale sul caso dei marò italiani ha dato ragione all’Italia. I giudici riconoscono “l’immunità” dei Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in relazione ai fatti accaduti il 15 febbraio 2012 e all’India è stato quindi precluso l’esercizio della propria giurisdizione nei loro confronti.

Il Tribunale – riporta l’Ansa – ha riconosciuto che i militari erano funzionari dello Stato italiano, impegnati nell’esercizio delle loro funzioni, ha reso la Farnesina. La giurisdizione del caso Lexie è dunque dell’Italia.

Secondo il Tribunale, allo steso tempo, “l’Italia ha violato la libertà di navigazione e dovrà pertanto compensare l’India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all’imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell’equipaggio del peschereccio indiano Saint Anthony”, a bordo del quale morirono i due pescatori del Kerala.

Lo Stato Maggiore della Difesa ha reso noto che il Tribunale costituito a l’Aja il 6 novembre 2015, presso la Corte Permanente di Arbitrato, per dirimere la controversia tra Italia e India in relazione all’incidente occorso il 15 febbraio 2012 nell’Oceano Indiano nel quale è rimasta coinvolta la nave “Enrica Lexie” battente bandiera italiana, ha pubblicato il provvedimento arbitrale.

Il Tribunale Arbitrale – si legge sul sito del Ministero della Difesa – era chiamato a pronunciarsi sulla attribuzione della giurisdizione, e non sul merito dei fatti occorsi il 15 febbraio 2012.

Il provvedimento arbitrale, nella sua parte dispositiva, stabilisce in particolare che:

• in relazione ai fatti accaduti durante l’incidente del 15 febbraio 2012, all’India viene precluso l’esercizio della propria giurisdizione nei confronti dei due Fucilieri di Marina. Il Tribunale arbitrale ha dunque accolto la tesi sempre sostenuta dall’Italia in tutte le Sedi giudiziarie – indiane e internazionali – e cioè che Girone e Latorre erano funzionari dello Stato italiano, impegnati nell’esercizio delle loro funzioni, e pertanto immuni dalla giustizia straniera;
• l’Italia dovrà esercitare la propria giurisdizione e riavviare il procedimento penale sui fatti occorsi il 15 febbraio 2012, a suo tempo aperto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma;
• l’Italia dovrà compensare l’India per i danni fisici, materiali e morali causati all’equipaggio e all’imbarcazione del peschereccio indiano “Saint Antony”. Al riguardo, il Tribunale ha invitato le due Parti a raggiungere un accordo attraverso contatti diretti.

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