Porto, Piano Operativo Triennale: i commenti di Borraccino e Melucci

 

Il primo cittadino: «La crescita della città è la crescita dell’infrastruttura»
pubblicato il 30 Giugno 2020, 12:40
9 mins

“Come previsto, ho partecipato al web meeting di presentazione del Piano Operativo Triennale (POT) 2020 – 2022 dell’Autorità di Sistema Portuale di Taranto. Il dott. Sergio Prete, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio, e il dott. Alessandro Panaro, ricercatore di SRM (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno) hanno illustrato il nuovo Piano Operativo Triennale 2020-2022″. A riferire dell’incontro è l’assessore regionale allo Sviluppo economico Mino Borraccino.
“Nel mio intervento ho sottolineato le straordinarie opportunità offerte dal Porto di Taranto, che rappresentano occasioni inedite per lo sviluppo del territorio jonico – afferma Borraccino -. Uno sviluppo non più legato esclusivamente alla monocultura dell’acciaio, ma in grado di basarsi sulla sostenibilità, la competitività e la rendicontabilità sul piano dell’efficacia, traducendosi in crescita commerciale, turistica, infrastrutturale e certamente anche sociale”.
“Il POT presenta una visione moderna delle attività dello scalo jonico. Esso si basa su 6 assi strategici in grado di promuovere la crescita del territorio e dare valore aggiunto alle attività marittime e logistiche – aggiunge l’esponente della giunta Emiliano -. Ne esce rafforzata la strategia cui stiamo lavorando da tempo, nell’ambito dell’Assessorato allo Sviluppo economico della Regione Puglia, con la istituzione della Zona Economica Speciale Interregionale Jonica: una realtà in grado – insieme all’istituzione della Zona Franca Doganale – di fare
dello scalo di Taranto uno dei più importanti hub della logistica del Mediterraneo ed un valido strumento per lo sviluppo territoriale. A tal
proposito ho rimarcato anche il nostro impegno per rilanciare il Distretto della Logistica in Puglia, che ha da poco avviato la nuova programmazione di sviluppo; poiché con circa 900 km di costa, oltre 150 imprese del settore, associazioni, enti, centri di ricerca, sindacati, ed una rete di collegamenti articolata che si pregia di infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali, non si può che crescere dal punto di vista degli scambi commerciali ed economici. E Taranto può certamente continuare a dare il suo prezioso contributo”.
“Gli assi strategici del POT sono: la messa in campo di percorsi di innovazione, favorendo progetti di ottimizzazione dei processi portuali e logistici; la crescita delle attività di internazionalizzazione e di import–export delle imprese; la svolta rappresentata dal diventare un centro intermodale; la capacità di creare sinergie con Università e Centri di ricerca; la caratterizzazione di essere sostenibile dal punto di vista ambientale; infine, la realizzazione di misure capaci di alimentare lo sviluppo dell’area territoriale di riferimento – aggiunge -. Su questi aspetti si è svolta in particolare la mia relazione e non ho mancato di evidenziare lo sforzo costante profuso soprattutto in questi
mesi, da Assessore regionale allo Sviluppo Economico, per elevare le prospettive del Porto di Taranto, favorevolmente collocato al centro del Mediterraneo. Oggi finalmente, con la presentazione del nuovo POT 2020 – 2022, viene definito uno scenario di lungo respiro, che consentirà di tracciare concrete linee di sviluppo sostenibile nonchè di nuova e buona occupazione”.

Melucci: «La crescita della città è la crescita dell’infrastruttura»

Il “porto adattivo” è l’immagine che meglio rappresenta il futuro dello scalo ionico, un’infrastruttura resiliente, in grado di interagire con la città e con il percorso di transizione avviato dall’amministrazione Melucci.
È un quadro netto, quello scaturito dal confronto “virtuale” avvenuto attraverso il web meeting organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, per presentare il Piano Operativo Triennale del Porto di Taranto 2020/2022. Il sindaco Rinaldo Melucci vi ha partecipato portando la sua esperienza di amministratore e imprenditore, ringraziando i partecipanti e soprattutto il presidente dell’Autority Sergio Prete per la qualità del lavoro e la prospettiva di riflessione aperta dai relatori.
Perché dal porto passa la straordinarietà di questi tempi, segnati da grandi cambiamenti geopolitici e mercantili a livello mondiale, ma a livello locale da un percorso di transizione che gradualmente marginalizza il modello di sviluppo industriale per favorire quello commerciale, multipurpose.
«Più volte ci siamo confrontati dicendo che il porto sarebbe stato volano di sviluppo – le parole del primo cittadino –, ma non si tratta di inaugurare infrastrutture o riposizionare il porto sul mercato. Oggi è utile che attraverso il piano operativo triennale venga mantenuta quella versatilità necessaria per mettere a fattor comune gli sforzi fatti, con la pianificazione e la visione che la comunità ionica si sta dando».
Il primo, fondamentale passo è stata la firma della convenzione quadro lo scorso maggio tra Comune e Autority, un riferimento documentale per promuovere sinergicamente lo scalo, arricchito da una convenzione tecnica che, tra l’altro, coordina le potenzialità progettuali dei due soggetti per ripensare i waterfront della città. «La crescita della città è la crescita del porto – ha aggiunto il sindaco –, quando abbiamo pensato di lavorare sulla transizione abbiamo anche elaborato un brand, “Taranto, capitale di mare”, che individuasse la risorsa mare come un capitale economico, prima che come funzione della città nel contesto territoriale. Lo abbiamo fatto anche per accompagnare le trasformazioni che il nostro porto sta vivendo».
In questi mesi, oltre alle convenzioni, l’amministrazione Melucci ha lavorato sulla tensione ad attrarre innovazione, start up con l’innovation hub, perché nell’ottica del green deal Taranto può essere un vero e proprio benchmark. Ma anche le interlocuzioni informali con la Cina, per rafforzare i legami commerciali, o iniziative di valenza sociale come “Il porto dei piccoli”, sono segni di un’attenzione, di un ruolo proattivo che la comunità sta esercitando.
«Abbiamo in mente altri target – ha aggiunto il sindaco Melucci –, come la ZES, l’infrastruttura LNG, i laboratori di analisi, tutti necessari per accrescere la competitività dello scalo. Se abbiamo realizzato grandi infrastrutture materiali, ora dobbiamo lavorare a quelle immateriali».
Che significa anche lavorare sui costi, sulla cultura marittima, sul sistema delle concessioni, tema sul quale il primo cittadino è ritornato. «Spero che il piano operativo triennale possa fare questo – ha spiegato –, non possiamo sbagliare ancora dedicando spazi sovradimensionati rispetto al ruolo dei concessionari. Dobbiamo utilizzare le concessioni come leva negoziale, perché determinati player non finiscano per godere solo degli aspetti positivi dell’infrastruttura, senza coinvolgere il tessuto produttivo locale».
Un pezzo della transizione passa anche da questa necessità, in un momento storico nel quale il rapporto con la grande industria è destinato a ridimensionarsi, perché il porto dovrà accogliere anche quel flusso occupazionale che non troverà più sbocco in quel settore. «L’efficacia del piano dovrà essere misurabile anche in termini di impatto occupazionale – ha concluso il sindaco –, per rinsaldare un legame con la città che già sente il porto come asset strategico. Se le linee guida resteranno innovazione e sostenibilità, intese nel senso più ampio, se cambieremo il rapporto con l’infrastruttura da un punto di vista urbanistico e sociale, allora costruiremo un sistema davvero resiliente e performante».

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Un Commento a: Porto, Piano Operativo Triennale: i commenti di Borraccino e Melucci

  1. Fra

    Giugno 30th, 2020

    Taranto cargo for ever ,ma possiamo andare da qualche parte oltre i bus ? Quando potremo andare in nave verso le coste calabresi e siciliane per esempio , pensare sempre al commercio non ha mai dato frutto a Taranto . Treni zero ,aeroporto cargo e shuttle ,porto cargo ,autostrade cargo ,città cargo , cargo di qua cargo di la non si vede mai la luce in fondo al tunnel .capitale del mare perché ,qualcuno me lo spieghi , che concetto è non cambia mai nulla ,solo attracchi a fini commerciali ,magari ci arriva la monnezza adesso . Cercate un piano per rendere Taranto più appetibile a noi in primis e poi agli stranieri che hanno ben inteso che tra regione e comune non c’è possibilità di crescita allora occupano i nostri spazi . L’ilva detiene buona parte del porto ,poi la Marina,adesso Yilport ,a sentire questo sembriamo una città ricca ,ma di che ? e le persone ? Ok andiamo a Bari e Brindisi ,uno a 99 km,l’altra a 88km, mi chiedo cosa cambia dal 2020ai prossimi anni ,secondo me un tubo !!

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