Galigani: da “Zio Fester” al mio amico Giove, cosa è cambiato da un anno a questa parte

 

"Tutto si può dire a Massimo Giove tranne che non abbia lesinato sforzi economici per poter raggiungere l’obiettivo. Purtroppo sono stati commessi degli errori e ci sono state delle circostanze avverse".
pubblicato il 28 Giugno 2020, 08:55
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Vittorio Galigani un anno dopo. Il 18 giugno del 2019 pubblicammo questa intervista – https://www.corriereditaranto.it/2019/06/18/vittorio-galigani-lintervista-impossibile-sul-taranto-calcio/ –  ad un personaggio, definito controverso, del mondo calcistico tarantino. Ci disse delle cose, espresse dei concetti in un momento in cui nessuno aveva il coraggio di intervistarlo.

Era uno dei critici più feroci della gestione del presidente Giove. Dodici mesi dopo, dal definirlo sardonicamente “Zio Fester” (personaggio simpatico de la Famiglia Addams) è passato ad essere consulente esterno ed amico trentennale di Massimo Giove. In aggiunta vi è da registrare il “sorprendente” ritorno di microfoni e tastiere che sino a poco tempo fa evitavano persino di nominare il suo nome in pubblico.
La domanda da porgere è semplice. Basta azionare un solo neurone del cervello. Cosa è cambiato da un anno a questa parte?
“Semplicemente ci siamo chiariti con Massimo. Un giorno mi ha chiamato e ci siamo parlati” – spiega l’ex diesse del Taranto di Fasano, quello degli spareggi di Napoli e di Blasi –“Successivamente ci siamo incontrati e mi ha fatto vedere i conti del Taranto FC 1927 ed ho capito che la situazione era meno grave di quanto si dicesse in giro. Mi ha chiesto se me la sentissi di fargli da consulente esterno e non ho avuto alcun problema ad accettare. Ci tengo a sottolineare che lo faccio a titolo amichevole”.

Magari anche per farsi perdonare? Riguardo il soprannome affibbiatogli, “Zio Fester”, come avete chiarito?
Ci siamo fatti una bella risata. Ci sta, quando si è personaggi pubblicamente esposti, di dover essere oggetto di satira. Per quanto riguarda il farsi perdonare, il fatto che gli stia fornendo una consulenza amichevole, la dice tutta. E lo faccio con passione, quella che mi ha sempre contraddistinto.

Senta Galigani, visto che lei ha avuto la fortuna di vedere i conti del Taranto FC 1927, a quanto ammonta la massa debitoria attuale e soprattutto questa società è a rischio fallimento, stando a quanto si dice in giro?
Lei è stato collaboratore della società ai tempi della gestione Bongiovanni—Zelatore e conosce forse meglio di me gli aspetti contabili del club. Non mi ponga questo tipo di domanda…..

Può essere, anche se ero un semplice, come dice lei collaboratore, dunque probabilmente non tenuto a conoscere determinati dati. Comunque, vorrei sapere se la massa debitoria è aumentata rispetto alla gestione precedente…..
Massimo Giove ha provveduto a saldare tutti i debiti nei confronti di fornitori, giocatori, allenatori e procuratori. Resta quel debito (800 mila euro?, ndc) verso l’erario ereditato da tutte le gestioni precedenti del Taranto FC 1927, che è stato cristallizzato e rateizzato in dieci anni.

Quindi il Taranto non rischia il fallimento?
Assolutamente no. Lo rischierebbe se quella cifra la si dovesse pagare in due-tre mesi. Anzi dirò di più, grazie a Massimo Giove questa società ha riacquisito credibilità nei confronti delle istituzioni calcistiche.

Questa sua consulenza esterna amichevole sa che non piace ad una buona parte dei tifosi del Taranto?
Devo essere pratico, non devo essere simpatico. Mi è stato dato un incarico e devo fare di tutto per portare il risultato a casa. Giove ci tiene molto a riportare Taranto tra i professionisti ed io voglio aiutarlo a fare in modo che ciò si realizzi.

Un anno fa lei parlava di mancanza di programmazione e di una struttura societaria ben organizzata. A quanto pare, ora ,il presidente Giove ha compreso che non può fare tutto da solo. Com’è riuscito a spiegargli che un club sportivo è come un’azienda e come tale va strutturata, mettendo da parte la logica del padre-padrone?
E’ cambiato il suo atteggiamento. Ha compreso gli errori commessi ed ha cominciato ad accettare i consigli, quelli seri. Io, ad aprile di un anno fa, proposi un certo tipo di organizzazione societaria con Evangelisti diesse che è stata solo posticipata di un anno, con un altro interprete di livello come il direttore sportivo come Pagni. La società si sta dotando di una sua struttura professionale: c’è un ufficio marketing, c’è un ufficio stampa ben definito, c’è un responsabile dello staff medico che sta organizzando egregiamente il suo settore. A dettare le linee guida è sempre il presidente ma oggi può contare su uno staff di persone competenti che lavorano in autonomia per far si che queste linee guide vengano attuate.
Per il resto il calcio è cambiato. L’anno scorso è stato dato vita ad un progetto dispendioso nel tentativo di vincere il campionato. Oggi la brutta esperienza del Covid ha mutato gli scenari, le dinamiche. Allenatori, giocatori, e procuratori devono rivedere le loro pretese economiche. Non ci possono essere più ingaggi stratosferici in serie D ma anche nelle altre categorie a salire. Non ti do tot soldi solo perché ti chiami pinco pallino. Quel tipo di calcio non esiste più e ora va fatto un discorso parametrato agli obiettivi da raggiungere.

Lei, sempre un anno fa, dichiarò che era impossibile fare calcio a Taranto. E’ ancora dello stesso avviso?
Faremo in modo di riavvicinare quanta più gente possibile attorno a questa squadra. Molto dipende, come sempre, dai risultati. E’ difficile fare calcio a Taranto perché ci sono troppe invasioni di campo…Ognuno deve fare il suo: il calciatore deve fare il calciatore, il dirigente deve fare il dirigente, il tifoso deve fare il tifoso, il giornalista deve fare il giornalista e così via. C’è bisogno di tutti per raggiungere un obiettivo. Bisogna cambiare mentalità e anche qui occorre lavorarci su.

Sono ventisette anni che il Taranto manca dalla serie B e venticinque che non vince un campionato di serie D. Ritiene che Giove sia , ancora, l’uomo giusto per interrompere questa lunga serie negativa?
Tutto si può dire a Massimo Giove tranne che non abbia lesinato sforzi economici per poter raggiungere l’obiettivo. Purtroppo sono stati commessi degli errori e ci sono state delle circostanze avverse. Con l’aiuto di tutti dobbiamo ad ogni costo riuscire a tornare tra i professionisti.

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