Scuola, si lavora al rientro in classe

 

Presentate le linee guida per il nuovo anno scolastico. Molti gli aspetti ancora da definire. Cruciale il distanziamento di 1 metro.
pubblicato il 27 Giugno 2020, 12:51
6 mins

La riapertura delle scuole rappresenta senza ombra di dubbio uno degli elementi di maggiore criticità per la gestione dell’epidemia di Covid-19. Era perciò un momento molto atteso la presentazione delle linee guida per il nuovo anno scolastico.

Il documento, pubblicato sul sito del Ministero dell’Istruzione e presentato in conferenza stampa dal Presidente del Consiglio Conte e dalla Ministra Lucia Azzolina, non è un manuale di istruzioni su come costruire le classi per il nuovo anno. È, invece, un itinerario su come si dovranno risolvere alcune inevitabili criticità.

La chiave, il distanziamento

Lo scriviamo allo sfinimento sin dall’inizio della pandemia, ogni qual volta ci troviamo ad analizzare le indicazioni delle autorità per il contrasto al diffondersi del virus: la chiave è il distanziamento interpersonale, come ribadito compattamente da tutti gli scienziati. Così dovrà essere anche a scuola, ossia bisognerà garantire il mantenimento continuativo della distanza sia nelle aule che nei luoghi di passaggio.

Questo potrebbe richiedere, ovviamente, una rimodulazione delle classi, che andrà decisa istituto per istituto, in ossequio al principio dell’autonomia scolastica. Per facilitare questo processo, il ministero ha predisposto un database che consentirà di incrociare i numeri degli studenti iscritti con i metri quadri effettivamente a disposizione per la didattica. La prima stima è che attualmente circa il 15% degli studenti sia in sovrannumero rispetto agli spazi disponibili.

Didattica all’aperto e rimodulazione degli orari

Diverse sono le soluzioni prospettate, dal recupero degli edifici scolastici dismessi alla suddivisione di spazi già esistenti da trasformare in aule, alla didattica all’aperto (quando il tempo lo dovesse permettere), specialmente per i bambini della scuola dell’infanzia, senza dubbio quelli per i quali sarà più difficile gestire il distanziamento.

Prospettata dagli esperti anche una rimodulazione degli orari di ingresso e di uscita, non solo per evitare assembramenti fuori e dentro degli edifici scolastici, ma anche sui mezzi di trasporto.

Mascherina sì o no?

Le linee guida non si pronunciano ancora in maniera definitiva sulla dibattuta (spesso da chi non ha titolo per dibatterne) questione mascherina sì/mascherina no. Attualmente la posizione espressa dal Comitato Tecnico-Scientifico nel proprio “Documento tecnico sull’ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico” è che «Gli alunni dovranno indossare per l’intera permanenza nei locali scolastici una mascherina chirurgica o di comunità di propria dotazione, fatte salve le dovute eccezioni (ad es. attività fisica, pausa pasto)» (ed eccettuati, ovviamente, i bambini sotto i sei anni e i disabili il cui handicap non sia compatibile con la mascherina stessa). Questa indicazione, però, non è definitiva. Il Comitato Tecnico-Scientifico, infatti, «almeno 2 settimane prima dell’inizio dell’anno scolastico, aggiornerà, in considerazione del quadro epidemiologico, le proprie indicazioni in merito all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale per gli alunni e per gli insegnanti all’interno dell’aula e/o negli spostamenti e nella permanenza nei locali comuni».

Didattica a distanza, una risorsa di emergenza (e non solo)

Sulla famigerata didattica a distanza la posizione del Comitato Tecnico-Scientifico è che «In particolare, per gli ordini di scuola secondaria di I e II grado, al fine di ridurre la concentrazione di alunni negli ambienti scolastici, potranno essere in parte riproposte anche forme di didattica a distanza». Si tratta di un’eventualità non vista particolarmente di buon occhio da molta parte del corpo docente e dei genitori e su cui, perciò, si deve ancora ragionare. Per ora, le linee guida del governo limitano questa eventualità solo alla secondaria di secondo grado, «ove le condizioni di contesto la rendano opzione preferibile ovvero le opportunità tecnologiche, l’età e le competenze degli studenti lo consentano».

Tuttavia, anche in vista di una non improbabile seconda ondata del virus, bisognerà «non disperdere e potenziare ulteriormente le competenze acquisite, dai docenti, nel corso del periodo di sospensione delle attività didattiche in presenza e dal personale ATA nel corso dei periodi di smart working, secondo le diverse mansioni». Le scuole, pertanto, dovranno integrare indicazioni sull’implementazione della didattica digitale nei propri piani dell’offerta formativa.

«Il Ministero dell’Istruzione – si legge, poi, nelle linee guida – ha avviato uno studio approfondito la progettazione di una piattaforma finalizzata all’erogazione di contenuti didattici a distanza, sulla quale saranno fornite successivamente le opportune informazioni di dettaglio».

Un itinerario ancora da costruire

Alla luce di quanto sin qui spiegato, il futuro prossimo della scuola italiana appare ancora in gran parte da scrivere, per quanto concerne gli aspetti pratici. Ad un complessivo riordino contribuirà in maniera determinante anche la nuova stagione di concorsi che dovranno reclutare docenti di ruolo e stabilizzare i precari che hanno già prestato servizio nella scuola negli ultimi anni.

Per ulteriori approfondimenti, di seguito riportiamo il video della conferenza stampa di presentazione e, in fondo, il testo completo delle linee guida.

Le linee guida

 

[Foto governo.it, licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT]

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