Taranto, blitz all’alba: 9 arresti

 

I carabinieri hanno smantellato un'altra organizzatissima piazza di spaccio nel Borgo di Taranto
pubblicato il 26 Giugno 2020, 12:16
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Due coppie di coniugi, un sistema di videosorveglianza e vedette ovunque. Erano le basi di una solida piazza di spaccio nel borgo di Taranto stroncata stamattina dai Carabinieri della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Taranto che hanno dato esecuzione a 9 provvedimenti cautelari (8 in carcere e 1 agli arresti domiciliari), emessi dal GIP del Tribunale di Taranto, Francesco Maccagnano, su richiesta del Sost. Procuratore della Repubblica Francesco Ciardo, nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

Le indagini, avviate nel mese di gennaio 2019 hanno fatto luce su un gruppo criminale operante tra Via Dante e Via Minniti, dedito ad una vasta e perdurante attività di spaccio di sostanze stupefacenti. L’indagine conclusa è stata avviata a seguito di diverse attività di polizia giudiziaria, con sequestri di droga e ripetute segnalazioni alla Prefettura di giovani assuntori sorpresi in possesso di modiche quantità di sostanze stupefacenti, a ridosso delle abitazioni sulle quali si sono successivamente concentrate le  attenzioni dei carabinieri.

Intercettazioni telefoniche e videoriprese hanno permesso di documentare le dinamiche criminali del gruppo, focalizzando in particolare l’azione degli indagati ed il grave contesto urbano e sociale nei quali sono state consumate tali condotte.

Le investigazioni hanno in particolare consentito di accertare una continuativa attività di spaccio di sostanze stupefacenti in un isolato del Rione Borgo di Taranto, in cui, nonostante i numerosi arresti in flagranza, nel corso del tempo, di singoli spacciatori da parte delle Forze dell’Ordine, è stato difficile, svolgere mirate indagini antidroga, a causa di una fitta rete di vedette e telecamere utilizzate per sorvegliare la zona. Ciò ha permesso di documentare circa 100 cessioni di sostanza stupefacente al giorno da parte degli spacciatori con un introito stimato intorno ai tremila/quattromila euro al giorno.

Nell’area compresa tra via Capecelatro, Dante e Minniti si aggiravano soggetti con il duplice compito di “vedetta”, e di fornire indicazioni agli acquirenti per gli scambi di droga, con veri e propri turni di sorveglianza. Gli acquirenti una volta avuto un cenno di consenso da parte delle “sentinelle”, accedevano all’interno del condominio, dove attraverso una grata in ferro, gli veniva fornito lo stupefacente;

In altre circostanze gli acquirenti, una volta entrati negli androni dei condomini oggetto d’indagine, venivano avvicinati da uno spacciatore, il quale, avuto il denaro, andava a prelevare lo stupefacente dall’appartamento utilizzato per la detenzione della droga, coincidente con abitazioni nelle quali vivono anche minori.

Gli indagati badavano bene a non parlare al telefono di droga, utilizzando per le comunicazioni principalmente le chat, che puntualmente venivano cancellate per paura di essere intercettati: “elimina la mia Chat… no la cronologia… elimina proprio la chat”. Nelle conversazioni telefoniche, nonostante l’utilizzo di un linguaggio non convenzionale, per sviare eventuali intercettazioni, erano palesi i riferimenti agli acquisti di droga: “per fare la spesa mi hai lasciato 1.300 euro… le hai tolte dal debito?… rimangono 2.350… devo pagare la bolletta”.

La ricostruzione dei fatti ha consentito inoltre di appurare che, seguendo sempre un identico modus operandi, la quasi totalità degli indagati ha messo a segno un numero esorbitante di cessioni di sostanza stupefacente del tipo cocaina, eroina ed hashish, utilizzando quale punto di distribuzione della droga le proprie abitazioni di Via Dante e Via Minniti, avvicendandosi in modo continuativo per assicurare all’utenza l’approvvigionamento anche notturno.

L’attività investigativa ha posto in luce il ruolo predominante delle coppie di coniugi Nocito-Pignatelli e Greco-Tolisano, che oltre ad essere direttamente implicate nella materiale esecuzione di transazioni aventi ad oggetto la sostanza stupefacente, hanno avuto la piena consapevolezza ed il controllo delle azioni delittuose, predisponendo il controllo della strada attraverso delle “vedette”, capaci di instradare gli avventori e nel contempo assicurare che non vi fossero nelle vicinanze appartenenti alle forze dell’ordine.

Durante le attività d’indagine numerose sono state le segnalazioni alla Prefettura di acquirenti sorpresi dopo aver acquistato sostanza stupefacente dagli indagati.

Va segnalato infine che proprio Nocito e la compagna Pignatelli, già implicati nell’operazione “CIVICO 18” in spregio al provvedimento restrittivo già eseguito il a loro carico, ed incuranti delle disposizioni, una volta tornati a piede libero, ed affinato le proprie tecniche delinquenziali, avevano ripreso l’attività di spaccio nella loro casa in via Dante.

L’attività è stata denominata “SAVED TENANTS” in relazione al fatto che i condomini di Via Dante e Via Minniti ove si consumava l’incessante spaccio di droga, abitati da diversi nuclei familiari, con ogni probabilità, pur non denunciando quanto si stesse verificando per paura di ritorsioni, auspicavano un intervento delle forze dell’ordine, al fine di “liberarsi” dalla presenza criminale degli spacciatori.

Gli arrestati

AGROSI’ Luigi, nato a Grottaglie (TA) il 28.09.1990;
GRECO Antonio, nato a Taranto l’11.12.1977;
NIGRO Anna, nata a Taranto il 06.02.1969;
NOCITO Mirko, nato a Taranto il 10.04.1989;
PIGNATELLI Marianna, nata a Taranto il 08.08.1986;
TALAMO Domenico, nato a San Giorgio Jonico (TA) il 07.09.1972;
TOLISANO Annunziata, alias Nunzia, nata a Taranto il 22.04.1976.
DONNALOIA Alessio, nato a Taranto il 31.08.1997.

Sottoposto agli arresti domicilairi

SPERANZA Carmelo, alias Christian, nato a Grottaglie (TA) il 01.01.1994.

 

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