CTP, approvato il Bilancio di esercizio 2019

 

L'amministratore unico Egidio Albanese: "Si può parlare di operazione pulizia nei conti societari"
pubblicato il 26 Giugno 2020, 10:55
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L’assemblea dei soci della CTP S.p.A. ha approvato il Bilancio di esercizio dell’anno 2019, che si chiude con una perdita di 2.839.801,00 di euro. Lo fa sapere una nota della società.
In realtà, il segno meno non è assolutamente riconducibile ad una gestione finanziaria poco efficace o scarsamente incisiva. È vero, invece, l’esatto contrario, afferma la società. L’amministratore unico di CTP S.p.A., Egidio Albanese, nella relazione illustrata nel corso dell’assemblea societaria, ha spiegato che si arriva a questo risultato proprio applicando virtuosi principi di buona amministrazione. È stata fatta, rispetto al passato, una sorta di pulizia dei conti aziendali non riportando più dei crediti di non sicura esigibilità per le casse dell’azienda. In buona sostanza, l’amministratore unico ha agito in questo modo in via prudenziale per definire così un bilancio finanziario attendibile, veritiero e coerente da cui partire per il futuro.
Il Collegio sindacale unitamente al revisore legale dei conti, nelle rispettive relazioni di propria pertinenza, non hanno evidenziato alcun rilievo dando una valutazione positiva del progetto di bilancio.
L’avvocato albanese spiega: «Lo scorso 19 marzo, il Tar di Bari ha respinto un ricorso del CTP presentato nel 2015 (per gli anni 2008-2012) e in cui la nostra azienda aveva denunciato il fatto che la Regione Puglia non avesse girato alle aziende di trasporto pubblico locale delle risorse finanziarie ministeriali destinate al settore TPL (Trasporto pubblico locale)». Per i giudici amministrativi, però, le Regioni possono ripartire le risorse statali destinate al TPL senza alcun vincolo specifico di destinazione in favore dei servizi di trasporto su gomma (il riferimento è proprio ai collegamenti garantiti dai pullman). Inoltre, la Regione Puglia ha trattenuto le risorse aggiuntive anche per gli anni intercorsi dal 2013 al 2018, per i quali il CTP ha già diffidato l’Amministrazione regionale per ottenere il riconoscimento degli importi statali a titolo di rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl).
Per queste ragioni, l’amministratore unico della CTP S.p.A. ha già inoltrato ricorso in Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar di Bari e si è rivolto al Tribunale amministrativo regionale, invece, per il riconoscimento degli anni che vanno dal 2013 al 2018.

«Tuttavia – chiarisce ancora Egidio Albanese – in considerazione del pronunciamento della magistratura avvenuto lo scorso marzo e tenuto conto della valutazione acquisita da parte dei legali dello Studio Malena e associati, ho avviato – precisa l’amministratore unico – una svalutazione del credito vantato nella misura dell’80 per cento. In particolare, a fronte di un importo pari a 3 milioni 299mila 827 euro, è stato costituito un Fondo svalutazione crediti per un ammontare pari a 2 milioni 319mila 617 euro».
In questo contesto, dunque, va letta e analizzata la perdita di esercizio registrata nel 2019. Non ci sono stati, dunque, deficit nella gestione, ma piuttosto una conduzione manageriale attenta che, in via prudenziale, ha correttamente eliminato dai crediti quelle voci che sono difficilmente realizzabili. Per questo, andando oltre il dato meramente contabile, si può (anzi si deve) parlare di operazione pulizia nei conti societari, effettuato esclusivamente con riserve proprie, senza nulla chiedere ai soci.
Infine, il bilancio 2019 ha segnato un margine operativo lordo che evidenzia un andamento positivo di 1,2 milioni di euro (in calo di 600mila euro rispetto al 2018 a causa delle tre linee cedute all’Amat). «E anche nel rapporto con la società partecipata del Comune di Taranto – evidenzia Albanese – ho messo al primo posto la salvaguardia dei bilanci aziendali coniugandola con la tenuta dei posti di lavoro. Le stesse organizzazioni sindacali, non a caso, hanno apprezzato l’attenzione dell’azienda CTP S.p.A. verso i dipendenti sino al punto da concordare nella più alta e reciproca collaborazione le modalità dell’applicazione della cassa integrazione nel periodo in cui il Governo ha imposto le restrizioni più forti alla libera circolazione per contenere il contagio da Covid – 19. Ora, superata questa fase, si riparte – conclude l’amministratore unico dell’azienda di trasporti pubblici – cercando, ogni giorno, di collegare nel miglior modo possibile i comuni della nostra provincia da e verso il capoluogo. E di farlo a bordo dei nostri pullman per ridurre il traffico privato e diminuire così le emissioni inquinanti in atmosfera».

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