Venticinque anni fa il Taranto, dopo la promozione in C/2, conquistò lo scudetto dilettanti

 

Il ricordo di quella fantastica annata nelle parole dell'allora allenatore Ivo Iaconi e del diesse Galigani. "Taranto sarai sempre nel mio cuore", ha dichiarato l'ex tecnico rossoblù.
pubblicato il 25 Giugno 2020, 14:48
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Sono 27 anni che il Taranto manca dalla serie B e sono 25 anni dall’ultima volta che ha vinto sul campo il Campionato Nazionale Dilettanti. Tra l’altro proprio il 25 giugno del 1995 la squadra rossoblù vinse lo scudetto dilettanti battendo, anche nella finale di ritorno, il Tolentino.
Protagonisti di quella stagione da incorniciare, oltre ai calciatori in campo, furono l’allenatore Ivo Iaconi, in panchina e Vittorio Galigani, direttore sportivo, dietro la scrivania. Entrambi furono chiamati dall’allora società denominata Taranto Calcio 1906, quando la stagione ufficiale stava per partire, subito dopo il ritiro precampionato,
Abbiamo chiesto loro un ricordo di quell’anno sportivo conclusosi nella tarda primavera del 1995 con la conquista del tricolore.

“Ho ricordi molto vivi delle stagioni vissute nel Taranto. Dopo tanti anni provo ancora un amore profondo per questa città e per i colori rossoblù” – afferma Iaconi che successivamente arrivò ad allenare diversi club professionistici come Pescara, Frosinone, Ascoli, Cremonese, Reggina e Brescia – “Ero un giovane allenatore e mi misuravo in un ambiente abituato a ben altre categorie e quindi molto competente ed esigente. Avevamo una grande squadra per la categoria e giovani di talento, essenziali nei campionati dilettanti. Vincemmo tutto quello che c’era da vincere, campionato e scudetto dilettanti e compimmo il nostro dovere, cioè avvicinare il Taranto e la città stessa alle categorie che per tradizione competevano loro. Spero che presto si possa tornare a vedere la serie B allo Iacovone. Sempre forza Taranto”.


Questo, invece, il ricordo dell’ex diesse Galigani, attuale braccio destro del presidente del Taranto FC1927, Giove.
“Fu una soddisfazione grande per me, ritornare a Taranto- dove avevo vissuto momenti memorabili- e vincere al primo colpo. Trovai un ambiente depresso reduce dalla radiazione dopo il fallimento del 1993 ed un primo anonimo anno nei dilettanti. In più la curva era chiusa per squalifica ed attorno a squadra e società c’era una totale indifferenza. Inizialmente la società per la conduzione tecnica aveva scelto altri personaggi che furono poco dopo allontanati. Alcuni dirigenti – miei amici – un giorno mi chiamarono e mi chiesero se avessi avuto un allenatore da consigliare.
Pensai subito ad Ivo Iaconi, tecnico emergente, che giocava con il 4-3-3, un modulo spregiudicato. Lo presero e subito dopo capì che l’allenatore era solo un pretesto per tirarmi dentro. E io accettai con grande entusiasmo, facemmo un ottimo campionato con una squadra che faceva divertire e segnava tanti gol. Iaconi trovò l’assetto tattico giusto, riuscendo a far convivere i tre giocatori più offensivi: Cipriani-Aruta e Caputo.

Dietro eravamo forti e nel mercato autunnale puntellammo ulteriormente la difesa con lo stopper Mazzarano, che aveva fatto la A con l’Ancona. Facemmo un girone di ritorno strepitoso e dopo aver vinto il campionato partecipammo al torneo che avrebbe assegnato lo scudetto Dilettanti. Lo vincemmo e fu un’altra grande soddisfazione, perché avere la possibilità di mettere uno scudetto sulla maglia rossoblù era qualcosa a cui ci tenevamo molto. Eliminammo Viterbese, Catania ed in finale battemmo il Tolentino rifilandogli nove reti tra andata e ritorno. Riavvicinammo definitivamente il pubblico tarantino, ancora ferito dalla radiazione di due anni prima”.

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