Marina Militare, promossi 3 ufficiali grazie a un concorso truccato: indagano i pm

 

pubblicato il 23 Giugno 2020, 15:35
2 mins

Sono stati promossi ufficiali grazie all’accesso a un concorso che fu poi bollato dai giudici come illegale, tre ormai ex marescialli della Marina, anziché essere retrocessi, hanno ottenuto un’ulteriore promozione. E uno di loro lavora nello stesso ufficio del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. Questo il quadro  – lo si apprende dal giornale lanotiziagiornale.it – su cui sta indagando la Procura della Repubblica di Roma, che ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di abuso d’ufficio.

Le Indagini scattarono dopo le denunce fatti ai magistrati di piazzale Clodio, a quelli di Perugia e della Corte dei Conti, da un luogotenente ora congedo. Tutto è iniziato 20 anni fa con un concorso pubblico per la nomina ad ufficiale delle Forze Armate al quale presero parte anche i tre marescialli pugliesi della Marina, che vennero ammessi alla selezione, dichiarati vincitori e nominati guardiamarina. Era il 14 dicembre 2001.

A quella selezione prese parte, senza però ottenere la promozione, anche il luogotenente autore della denuncia. Ne nacque un contenzioso amministrativo e il Consiglio di Stato ha stabilito, con una sentenza resa definitiva dalla Corte di Cassazione, che i tre vincitori non avrebbero potuto accedere al concorso mancando loro il requisito della irreprensibilità della condotta, visto che erano coinvolti in procedimenti che vanno dalla corruzione in atti giudiziari al falso, dal furto fino alla truffa militare.

Gli atti di ammissione sono stati così annullati “perché assunti in violazione di legge”. Per i giudici dunque “doverosa l’adozione del provvedimento di esclusione” dei tre “senza alcuna possibilità di valutazione discrezionale al riguardo da parte dell’Amministrazione Militare”.

Condividi:
Share
Per comunicati stampa o proposte [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)