Taranto, stop allo spaccio: 16 arresti

 

Stroncata la rete criminale che riforniva di cocaina, hashish e marijuana le piazze di Taranto e Martina Franca
pubblicato il 23 Giugno 2020, 09:42
7 mins

Gioco d’azzardo e droga. Queste, secondo le indagini dirette dalla Procura della Repubblica DDA presso il Tribunale di Lecce, le principali attività gestite da ben tre sodalizi criminali che operavano a Taranto e Martina Franca.

La Squadra Mobile ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di 16 misure cautelari personali (di cui 11 in carcere e 4 agli arresti domiciliari) emessa dal Gip presso il Tribunale di Lecce, nei confronti di altrettante persone ritenute a vario titolo indiziati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e all’esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse. (Seguirà elenco degli arrestati).

L’attività di indagine, condotta dai poliziotti della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile, comincia verso la fine del 2017 quando, in una ordinaria attività di controllo, viene fermato un gruppetto di minorenni, alcuni dei quali trovati in possesso di dosi di hashish.
I poliziotti, seguendo le tracce lasciate dal gruppo, riescono a risalire ai loro fornitori, giovanissimi pusher che, a dispetto dell’età, si dimostrano in grado di movimentare consistenti quantitativi di droga. La “clientela” è costituita, prevalentemente, da studenti di scuola superiore ai quali la sostanza viene ceduta anche in prossimità degli istituti scolastici, all’orario di entrata e di uscita.
I pusher, da quel momento attentamente monitorati, conducono gli agenti alla fonte di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti: il complesso edilizio denominato “Beni Stabili”, in via Plinio, noti per essere stati trasformati in un impenetrabile bunker, punto di riferimento sicuro per i consumatori di sostanze stupefacenti. Diversi i nuclei familiari che tengono le fila dell’associazione. Accanto a loro, una fitta rete di sodali, incaricati di presidiare la zona di spaccio e effettuare le consegne al minuto o il trasporto dello stupefacente.
La capacità organizzativa del gruppo era in grado non solo di soddisfare le richieste degli assuntori che si presentano a qualsiasi ora del giorno e della notte, ma anche di inondare di sostanza stupefacente le piazze del capoluogo. Numerosi, infatti, sono i pusher, operanti come singole cellule sparse su tutto il territorio cittadino, che si approvvigionano dal gruppo, come emerge da un “libro mastro” sequestrato a casa di uno degli arrestati nel corso delle numerose attività di riscontro effettuate nel corso delle indagini. All’interno del registro, appunti giornalieri con l’indicazione di pusher, conteggi di denaro e quantità di sostanza.
Gli introiti dell’organizzazione, come testimoniato dai sequestri di ingenti somme di denaro effettuati nel corso di attività di polizia giudiziaria, erano ingenti. Più di 40.000 euro in contanti, infatti, sono stati trovati nella disponibilità del gruppo e sequestrati in quanto ritenuti provento del traffico illecito di sostanze stupefacenti.
Ma superiori alla capacità organizzativa sono la spregiudicatezza con cui il sodalizio opera sul territorio per affermare la propria forza e il proprio predominio, comprovata dal sequestro di numerose armi clandestine e munizioni, e la violenza cui fa ricorso per esigere il pagamento dei debiti di droga.
L’intreccio dei rapporti illeciti, conduce presto gli investigatori fuori dai confini del capoluogo, a Martina Franca, dove viene accertato il collegamento con un’ulteriore associazione criminale dedita sempre al traffico di sostanze stupefacenti. A capo della propaggine martinese, un noto imprenditore nel settore della ristorazione.
L’organizzazione del gruppo che conta su fornitori affidabili e su soggetti incaricati dello spaccio al dettaglio da un circolo ricreativo cittadino era piuttosto articolato. Il modus operandi per lo smercio della droga seguito dal gruppo è improntato alla massima cautela, prevedendo una serie di contatti e di passaggi intermedi finalizzati a disorientare e a vanificare eventuali attività di osservazione e di appostamento. Registrato frequentemente il ricorso all’escamotage di occultare lo stupefacente in luogo che viene comunicato telefonicamente all’assuntore dopo che questi ha effettuato il pagamento della dose.
L’attività tecnica, avviata anche in questo caso per seguire i movimenti del gruppo, ha consentito poi di accertare l’esistenza di un ulteriore sodalizio, contiguo al primo, dedito all’esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse.
Sempre nei locali dove avveniva l’attività di spaccio, infatti, c’erano terminali collegati a piattaforme illegali per il gioco online. Un’attività organizzata secondo una struttura piramidale, ordinata per livelli gerarchici, operativa su piattaforme informatiche che consentono il gioco su siti non autorizzati dall’Amministrazione per i Monopoli, in violazione, dunque, della normativa di settore.

In mattinata è stato espresso il compiacimento per il risultato ottenuto dall’amministrazione comunale tarantina che si è congratulata con la Polizia di Stato di Taranto, tramite una nota diramata dalla segreteria del sindaco Rinaldo Melucci per la “brillante operazione antidroga messa a segno con il coordinamento dalla “Direzione distrettuale antimafia” (Dda) di Lecce.

“Siamo particolarmente grati al questore Bellassai e a tutti i suoi agenti e funzionari – ha spiegato il sindaco Rinaldo Melucci – perché questa attività ha consentito di debellare una centrale di spaccio che operava anche davanti alle nostre scuole. È un fenomeno contro il quale avevamo già messo in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione, firmando uno specifico protocollo d’intesa con la Prefettura a fine 2019 e partecipando con la Questura al tavolo tecnico informale “Scuole Sicure 2019-2020”. In quelle occasioni avevamo predisposto una serie di attività per contenere questo fenomeno, come l’installazione di telecamere davanti ad alcuni istituti, una presenza maggiore della Polizia Locale, campagne di sensibilizzazione. Tutte attività che forniscono un supporto al prezioso compito svolto da tutte le forze dell’ordine, capaci di intercettare queste organizzazioni criminali che covano all’interno della nostra città, minandone sicurezza e immagine”.

 

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