Sindaco Lizzano scrive a Strasburgo e Costa su discarica Vergine

 

Per chiedere il rispetto del diritto alla salute e contemporaneamente per sapere quale destino sarà riservato al sito
pubblicato il 22 Giugno 2020, 19:38
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Anche il sindaco di Lizzano, Antonietta D’Oria, pediatra e da anni insieme alle associazioni del territorio nelle proteste contro la presenza della discarica Vergine, preoccupata dal futuro che sarà riservato al sito, ha scritto una lettera alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ed al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, oltre che a numerose autorità locali (sindaci del territorio), enti di controllo (ARPA Puglia, ISPRA, Autorità di Bacino distrettuale dell’Appenino), ed associazioni e comitati da anni in lotta nelle varie località della provincia interessate dalla presenza di discariche.

Il primo cittadino nella missiva lamenta come ad oggi ancora “non si ricevono aggiornamenti, laddove era emerso a seguito delle verifiche effettuate dall’ARPA Puglia, un disastro ambientale. La nostra comunità sente la necessità di esprimere l’enorme disagio che vive quotidianamente, essendo a conoscenza di quelle analisi risalenti al marzo del 2017, che evidenziarono un disastro ambientale, per questo chiediamo aiuto per una popolazione tenuta per anni sotto scacco dai giri di affari che il business dei rifiuti comporta nelle mani di privati”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/06/01/bonifica-discarica-vergine-qualcosa-si-muove/)

Un disastro ambientale che ha avuto ripercussioni anche sulla tutela della salute. Il sindaco D’Oria ricorda infatti quanto riportato dal registro tumori di Taranto che nel 2017, a pagina 29, rilevava l’incidenza di tumori maligni a Lizzano. “Al riguardo è da segnalare come il rischio di incidenza per tumore maligno valutato tramite la distribuzione del SIR risulta più elevato nei comuni di Taranto e Lizzano per il sesso maschile con eccessi di rischio statisticamente significativi rispettivamente del 21% e del 40%. Purtroppo negli ultimi 5 anni sono stati riscontrati ben due casi di un devastante tumore in bambini lizzanesi in età al di sotto dei 14 anni, una delle quali è venuta a mancare a soli 4 anni. A conferma del fatto che quello che accade nell’area più inquinata del territorio tarantino viene riscontrato tra la popolazione residente nell’area metropolitana lizzanese con particolare incidenza nella popolazione pediatrica. Siamo stanchi di subire ancora questo tipo di prevaricazione della politica spicciola che ha consentito la presenza per decenni di diverse discariche che hanno sversato veleni in falda e disperso gas tossici nell’aria circostante senza che nessun Ente si sia accorto per anni di ciò che stava succedendo, permettendo ai privati di soprassedere e sversare rifiuti senza processi di inertizzazione. I cittadini hanno vissuto in una condizione di frustrazione perché erano obbligati ad essere sequestrati dentro le proprie case e costretti a vivere relegati”.

“La nostra preoccupazione è avalata, in questo momento, dall’intervento di una società privata che ha comprato per una cifra esorbitante rispeto all’estensione dei tereni, il compendio immobiliare che si trova sul sito della discarica Vergine, in cui due vasche sono sotto sequestro da parte dela Procura dela Repubblica di Lecce ma altre quattro sono vuote pertanto molto appetibili per un privato che si fa carico della messa in sicurezza di questa discarica. La Regione Puglia proprio a seguito della disposizione ad opera della Procura dela Repubblica di mettere in sicurezza aveva stanziato 2 milioni di euro in favore del comunedi Taranto – prosegue nella ricostruzione degli eventi il primo cittadino -. Il comune di Taranto aveva prodotto un progetto per la messa insicurezza del sito. Ma nel frattempo essendo intervento questo soggetto privato, la Lutum srl, ha rimandato indietro il finanziamento già stanziato. Ad oggi risulterebbe la disponibilità della Lutum srl di eseguire la messa in sicurezza della discarica Vergine, ecco perché è forte la preoccupazione la dopo la messa in sicurezza ad opera diuna società privata questa stessa difato riuscirà ad ottenere l’autorizzazione ed a riprendere la coltivazione delle vasche”. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/06/22/discarica-vergine-attivalizzano-si-attui-principio-precauzione-e-prevenzione/)

“Il quesito in merito ora diviene: come sia possibile riversare altro rifiuto su un sito che risulta agli atti avvelenato e su cui è stato emesso un provvedimento di bonifica? – si chiede il sindaco D’Oria – Dal punto di vista legislativo probabilmente manca una norma che possa bloccare la coltivazione di discariche inu n teritorio già fortemente martoriato e già provato dal punto di vista del danno alla salute. Auspichiamo perciò un sostegno forte dalla parte Politica, affinché anche la nostra popolazione possa essere tutelata nel diritto alla salute costituzionalmente garantito; ancor di più in questo periodo, di emergenza Covid-19 abbiamo capito come è diritto di ogni cittadino avere la garanzia della tutela della salute come questo sia prioritario rispetto a qualunque logica privata di profitto” conclude il sindaco D’Oria. 

(leggi tutti gli articoli sulla discarica Vergine https://www.corriereditaranto.it/?s=discarica+vergine&submit=Go)

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