Green day nei giardini e nell’area archeologica dell’Ospedale Militare

 

Un gruppo di volontari ha impugnato zappe e rastrelli in uno dei siti più belli della città, candidato per “I luoghi storici  della Salute” e “Luoghi del Cuore 2020 del FAI”
pubblicato il 22 Giugno 2020, 17:05
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La bellezza e l’unicità del luogo hanno spinto un gruppo di cittadini animati da una grande passione per la città di Taranto e per i suoi tesori nascosti, a chiedere alla Marina Militare di essere protagonisti di un green day, lo scorso sabato 20 giugno, per il restyling di una parte dei giardini ottocenteschi e dell’area archeologica dell’Ospedale Militare, candidati nella classifica speciale de “I luoghi storici  della Salute” e “Luoghi del Cuore 2020 del FAI”. La Marina Militare con il Comando Marittimo Sud e con la Direzione Ospedaliera, custode del patrimonio botanico ed archeologico e da sempre orientata alla massima condivisione di intenti ed attività complementari
d’interesse delle comunità che ospitano i suoi Enti, ha accolto immediatamente la richiesta nel rispetto delle regole anticovid, aprendo l’iniziativa anche ai suoi dipendenti volontari.

I giardini, affidati alle mani esperte del WWF di Taranto con un accordo di collaborazione siglato nel 2017, hanno subito notevoli danni per le condizioni meteo avverse abbattutesi negli ultimi tempi sulla città di Taranto. Tali condizioni sono state l’input che ha motivato cittadini comuni ed autorevoli come l’arch. Augusto Ressa, associazioni come Retake con la presidente avv. Alessandra Laghezza e le sue volontarie, il Comitato per il Parco del Mar Piccolo con, tra gli altri, il paesaggista dott. Vito Crisanti, lo storico scrittore prof. Piero Massafra, l’entomologo Valentino Valentini, ad impugnare zappe e rastrelli e ridare ad una parte dei giardini un look davvero invidiabile. Presenti anche i volontari del C.O.M, promotori della candidatura dei Giardini al censimento del FAI, ed il Direttore del Centro Ospedaliero, il C.V. Fiorenzo Fracasso che, oltre a supportare le attività, ha portato anche il saluto dell’Ammiraglio di Divisione Salvatore Vitiello, Comandante del Comando Marittimo SUD, assente perché fuori sede per impegni istituzionali.
Pregevole l’apporto di queste associazioni molto conosciute in città per la loro dedizione alla salvaguardia dei beni comuni e del decoro urbano con questo nuovo appuntamento ecologico-culturale nel cuore del borgo di Taranto, in uno dei luoghi più suggestivi ed emozionanti della città: un vero luogo del cuore da far conoscere ed apprezzare in quanto storia della città e delle sue antiche famiglie. Il Comitato per il Parco del Mar Piccolo, promotore nel febbraio scorso di un’analoga iniziativa nell’area del fiume Galeso, e Retake con i suoi numerosi interventi di pulizia della città intesi come “seminare bellezza attraverso una rivoluzione gentile”, hanno capitalizzato la loro passione investendo su questo luogo nell’interesse della città, da sempre stretta in un abbraccio caloroso con la Marina Militare.
La storia dei giardini riporta all’antica via di Santa Lucia ed alle sue ville della delizia, alle proprietà Tomai, Catapano-Giovinazzi, Capece Latro che insistevano sulle sponde meridionali del primo seno del Mar Piccolo prima della costruzione dell’Arsenale della Marina Militare, con giardini ornamentali e terreni agricoli. Alcuni riferimenti ai luoghi si possono far risalire al 1500 quando monsignor Brancaccio cita il toponimo di Santa Lucia a consuntivo di una sua visita pastorale; nel 1580 fu poi edificata una chiesetta che prese il nome della località e della strada che la collegava all’Isola. Qui infatti vi erano il casino di caccia di proprietà Tomai, le due ville Catapano-Giovinazzi ed infine, più verso il mare, la splendida villa di Monsignor Capece Latro.
Gli attuali giardini, digradanti verso il mare, esposti a nord su di un substrato di terreni calcarenitici mediamente profondi, freschi, dotati di humus, comprendono ben tre piani di vegetazione. I terrazzamenti del pendio sono raccordati da belle scalinate d’epoca che intersecano le tranquille stradine che hanno un andamento lungo le curve di livello; nei giardini sono presenti statue di epoca classica, vasi e reperti provenienti dalla collezione della Villa Capece Latro tra cui i leoni di pietra noti per la famosa iscrizione: “Se Adamo qui avesse nuovamente peccato, forse Dio l’avrebbe perdonato” proprio a significare la magnificenza dei luoghi.
La copertura arborea, piuttosto densa, è costituita prevalentemente da lecci; ma ritroviamo anche esemplari di pino d’Aleppo e domestico, alloro, carrubo, fico, albero della Carta, palme. Il piano arbustivo annovera lentisco, mirto, alloro e, in prossimità delle raccolte d’acqua provenienti da una sorgente, gruppi di falso papiro.  Tra le specie erbacee, è senza dubbio degna di rilievo la presenza costante dell’Acanto, bella pianta di sottobosco e dei luoghi ombrosi le cui foglie hanno ispirato le forme del capitello corinzio. Altra specie da segnalare è il Capelvenere, piccola felce presente nei luoghi umidi ed ombrosi e poi la pervinca maggiore, il ciclamino.
Attualmente la vegetazione dei giardini richiede interventi straordinari di manutenzione, da condurre –considerato il contesto – con equilibrio e moderazione, calibrando le potature per non indebolire gli esemplari arborei per non alterare l’architettura tipica delle differenti specie nonché la fisionomia e l’architettura del Verde al fine di ridurre le superfetazioni vegetali e restituire importanza alle specie originarie, conferendo carattere al paesaggio.

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