Rimpasto in Giunta, nota dell’ex assessore Cinquepalmi

 

Le riflessioni sul suo impegno ma anche un messaggio alla politica “che molti, purtroppo, continuano a pensare di poter frequentare come l’orto di casa propria”
pubblicato il 22 Giugno 2020, 09:44
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L’ex assessore alla Pubblica istruzione, Deborah Cinquepalmi, ha diffuso una nota in cui traccia una riflessione sul suo impegno nella giunta guidata da Melucci. Lo fa con garbo e senza polemica, seppur nelle conclusioni non manca di spedire un messaggio alla politica “che molti, purtroppo, continuano a pensare di poter frequentare come l’orto di casa propria. E ne va della credibilità di una istituzione che prima di ogni cosa ha il dovere di rispondere ai cittadini e non alle segreterie di questo o quell’esponente di partito o corrente”.

Voglio iniziare questa mia breve nota con l’augurio di un sereno e proficuo lavoro a Francesca Portacci, la professionista che mi avvicenderà, dopo il recente rimpasto di giunta al Comune di Taranto, nel ruolo di assessore alla Pubblica Istruzione del capoluogo.
Nelle vicende politiche non mi addentro. Da sempre appassionata di “bene comune” ho interpretato i miei ruoli politici, dalla candidatura alla nomina, come un servizio da rendere alla mia comunità così desiderosa di risposte, soluzioni, o anche solo vicinanza e empatia. Doti sempre più rare in politica, ma indispensabili per leggere i bisogni della propria comunità lì dove quei bisogni poi si trasformano in disagio, isolamento, disservizio.
Ho lavorato con umiltà avendo accanto dipendenti della macchina pubblica che contrariamente all’opinione comune, e al pregiudizio diffuso, si sono rivelati invece ottimi professionisti, competenti e appassionati…ad ognuno di loro devo molto.
Ringrazio i Dirigenti Scolastici, rappresentanti dei genitori, forze sociali a cui devo i piccoli e grandi traguardi raggiunti in questo periodo di mia legislatura. Ai Dirigenti Scolastici, in particolare, sono rammaricata per i tanti progetti intrapresi e bruscamente interrotti… tuttavia a me resta il piacere e l’onore di aver svolto il mio incarico al vostro fianco.
Per compiere questa “missione” non servivano  padrinaggi politici di sorta. Serviva solo abnegazione, studio, occhi puntati su un obiettivo a volte difficile da raggiungere con la stretta sulle economie e sull’organico, che da sempre tediano la pubblica amministrazione.
Un lavoro spesso rimasto nell’ombra della vetrina mediatica, ma indispensabile per la crescita collettiva della nostra comunità.  Solo qualche settimana fa, infatti, nei colloqui con il Sindaco che ancora mi confermava stima, esprimevo, tutta la mia soddisfazione per essere riuscita a portare la Scuola in Ospedale e a costruire l’intelaiatura di un Piano Scuola per circa un milione di euro, che sarebbe servito, e spero possa servire ancora, a condurre i nostri istituti formativi, verso una traguardo di dignità, sicurezza e innovazione quanto mai indispensabile prima e post emergenza Covid.
Ho amato il settore per cui ero stata chiamata a fornire il mio servizio e come per il mondo del volontariato, da sempre mio luogo ideale di cittadinanza attiva, l’ho interpretato mettendomi dalla parte del più debole e ascoltando la voce del mondo della scuola. Non sono stata esente da errori, ma a volte la macchina amministrativa ha meccanismi difficili da comprendere visti da lontano. Una lezione che vale anche per me stessa. Perché proprio oggi che la scuola ha tutto un futuro da reinventare, organizzare, pianificare, la mia città, l’ente che l’amministra, deve trovare il modo di non perdere tempo e fornire risposte alle migliaia di studenti tarantini che a settembre dovranno tornare tra i banchi di scuola o svolgere lezione attraverso un collegamento digitale adeguato.
L’ho detto in premessa: le vicende politiche non mi appassionano. Sono stati mesi di grande lavoro in cui mi è stato offerto il grande privilegio di servire la mia città e poco importa se la mia testa sia caduta nell’ambito delle mosse, sullo scacchiere delle forze politiche in campo, e sotto la regia di un capo o di un gregario. Qualora questi ruoli avessero un senso.
Nessuna manovra e nessun equilibrismo geo-politico varrà, infatti, il futuro anche di un solo studente, di una sola famiglia della mia città, e spero, che tutto questo, d’ora in poi, possa tornare ad essere il vero valore per chi amministra la “cosa comune”. Ne va della scuola ionica chiamata ad assolvere anche al ruolo di agenzia sociale. Ne va della politica che molti, purtroppo, continuano a pensare di poter frequentare come l’orto di casa propria. E ne va della credibilità di una istituzione che prima di ogni cosa ha il dovere di rispondere ai cittadini e non alle segreterie di questo o quell’esponente di partito o corrente.
Buon lavoro. Ne avremo bisogno tutti!

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