Se il leader fa il bimbo. E il contrario

 

La rimozione dei propri errori è un atteggiamento comune della nostra classe dirigente, intanto, in un cortile, avviene l'impensabile....
pubblicato il 21 Giugno 2020, 08:30
8 mins

Immaginate una conferenza stampa affollata. Al tavolo, un presidente di Regione e un leader di un partito nazionale. Si parla di lavoro, turismo, agricoltura. D’un tratto la discussione si sposta sulla chiusura dell’ospedale di Borgo Trento, a Verona, in seguito alla morte di alcuni bambini a causa di encefaliti dovute al Citrobacter, un batterio che sta diventando resistente agli antibiotici.
Il presidente di Regione, Luca Zaia, cerca di argomentare l’epilogo di una situazione scottante, drammatica. Al suo fianco il leader del Carroccio, Matteo Salvini. Entrambi, di fronte a un (incolpevole) cestino di ciliege.
Baby Matteo proprio non ce la fa. Ha fame. E mangia la prima. Sputa il nocciolo nella mano e ripete l’operazione con collaudata destrezza. Zaia, nel frattempo, continua a parlare delle indagini di una commissione apposita e sulle procedure di sanificazione delle terapie intensive neonatale e pediatrica dell’ospedale. Ma niente ferma l’insaziabile “frugoletto” che continua a ingurgitare il dolce frutto e a sputacchiarne i noccioli nella paffuta manona.

Ovviamente, le immagini di Salvini e di quelle ciliege fanno il giro della rete e scatenano i commenti che su Twitter argomentano: “Quando mangi ciliegie mentre si parla di 3 bambini morti sei oltre la frutta”. “Comunque una cosa l’abbiamo appurata, #salvini ama il lavoro. Non va agli #StatiGenerali pur se invitato perché preferisce lavorare. Ama talmente lavorare che mentre #zaia parlava di una cosa seria lui si abbufava di ciliegie portandosi avanti con il lavoro”.
“In un ospedale di Verona si è diffuso un batterio letale. Alcuni piccoli sono morti. In conferenza stampa con Zaia, c’era Salvini. E cosa faceva? Si ingozzava di ciliegie. Giudicate voi, se questo è un uomo degno di rappresentare le istituzioni”.
“Comunque Zaia avrebbe potuto dirlo a Salvini che i neonati morti per il batterio non erano di Bibbiano. Poverino, lui si annoia se non può sciacallare o ricamarci sopra. Nessuno lo intervista, niente tweet… fortuna c’erano le ciliegie per tenerlo buono”.
“In questo video vediamo Salvini che mangia le ciliegie mentre Zaia spiega quanto successo all’ospedale di Borgo Trento a Verona, dove tre neonati sarebbero stati uccisi dal batterio Citrobacter. Dai, sono argomenti che fanno venire fame…”.
“Quello che ancora non capisco è come alcuni vogliano farsi rappresentare da questo tizio. Conferenza stampa, Zaia parla di un batterio letale per i neonati all’ospedale di Verona, tizio che fa? Mangia e sputa ciliege, all’uscita lo attendono strette di mano e selfie”.
“Salvini di fianco a Zaia compie l’incredibile impresa. Una ciliegia ogni 5 secondi: è il nuovo record del mondo!”.
“Vi sembra una persona non dico normale ma civile comportarsi così. Tutti con mascherina e lui mangia ciliege, ma i noccioli li inghiotte o li sputa?”.
“#Zaia parla di una brutta epidemia ospedaliera che ha ucciso diversi bambini e #Salvini che fa? Si ingozza di ciliegie come se niente fosse”.
A questo punto, cioè a fatto avvenuto davanti a telecamere che l’hanno ripreso e di fronte a una palese mancanza di sensibilità, quantomeno istituzionale, chiunque (Vittorio Feltri a parte), cercando di difendersi, si sarebbe scusato. E invece, il leader golosone, che fa con quanti hanno provato a chiedere numi su quel comportamento? Si lamenta: “Zaia aveva parlato un quarto d’ora (un tempo decisamente sopportabile per qualsiasi mammifero in salute, ndg), avevamo parlato di lavoro, turismo, agricoltura. Quelle ciliegie ci erano state regalate dagli agricoltori che le hanno messe sul tavolo invitandoci a promuovere i prodotti italiani”. E infine piagnucola: “Quello era il mio pranzo, vuol dire che non mangerò più ciliegie”.
Poi straparla, e con la trita e ritrita tecnica di ribaltare il tavolo da gioco quando si sta perdendo troppo, attribuisce a un nemico immaginario una frase (senza senso) pensata solo da lui: “Secondo qualcuno è meglio farsi due canne che mangiare ciliegie. Se in questo momento la sinistra ha questa come unica polemica nei miei confronti lascio giudicare da casa”.
E infatti abbiamo giudicato. Stop. Partita vinta a tavolino.
Anche alla giornalista di Sky con la quale ha appena visto le immagini che lo riprendono, invece di un chiarimento, il baby lùmbard contrappone con atteggiamento indispettito un incredibile: “Ma le pare che di fronte ad argomenti del genere mi metto a mangiare ciliege?”. La rimozione è la soluzione (finale) del leader, che in un’altra intervista ancora si lamentava: “Avevo fame, non avevo mangiato. Potrò mangiare?”. No. Gli hanno risposto su Twitter, “non quando si sta parlando di 3 neonati morti”.

Immaginate ora un cortile vuoto, un bambino di 11 anni che gioca al pallone. Un tiro sbilenco fa finire il pallone sulla pianta della vicina di casa. Il vaso cade e la pianta, cadendo, si danneggia. A quel punto il ragazzino…non scappa. E non frigna. Non se la prende con il vaso che – seppur fermo – ha incrociato il suo tiro. Non minaccia di non giocare più al pallone.
Anzi, prende carta e penna e scrive un biglietto di scuse, allegando 5 euro per il danno fatto.
A raccontare la storia attraverso i social è stato il professor Giovanni Grandi, docente di Filosofia all’Università di Trieste dopo aver lavorato presso l’Università degli Studi di Padova e tra le altre cose tra i fondatori dell’iniziativa “Parole O_Stili” per la promozione di stili di comunicazione non violenti online. A consegnargli il biglietto un vicino di casa che, colpito da quella nota, l’ha mostrata subito al professor Grandi.
“Ci ferma un vicino e ci mostra (felice) questo biglietto, che ha trovato accanto a una sua pianta acciaccata” ha raccontato Grandi in un tweet corredato dalla letterina che in poco tempo è diventata virale raccogliendo migliaia di condivisioni e commenti online, tutti entusiasti della lezione di civiltà data dal piccolo. “Lo ha lasciato un amico di nostro figlio (11 anni), con firma e banconota” ha aggiunto il docente di Etica Pubblica.
“Buongiorno, mi scusi per la pianta. L’ho colpita accidentalmente con un pallone da calcio. Ecco cinque euro per il danno”. Destabilizza perché è del tutto inconsueto, inusuale, inconcepibile. E il prossimo corso di Etica Pubblica in Università del prof. Grandi partirà da qui.

Condividi:
Share
Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Commenta

  • (non verrà pubblicata)