‘Moscati’, pazienti oncologici in attesa sotto il sole

 

Ingresso consentito solo a ridosso dell'appuntamento. Eppure basterebbe poco per attrezzare un'area
pubblicato il 21 Giugno 2020, 18:08
2 mins

Pazienti oncologici molto… pazienti in attesa sotto il sole. Perdonateci il giochetto di parole ma è giusto per farvi capire cosa accade in questi giorni al ‘Moscati’ che, come sappiamo, è la struttura sanitaria a Paolo VI dedicata all’oncologia.
Bene, l’emergenza Covid-19 ha costretto tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, a contingentare gli ingressi e quindi osservare un rigido protocollo. Qual è il problema, dunque, che i diversi cittadini ci hanno segnalato (la foto lo dimostra)? L’attesa sotto il sole cocente. Già, perchè come ben sapete molti pazienti oncologici si recano al ‘Moscati’ per sottoporsi alle terapie antitumorali e sono, putroppo, costretti ad attendere all’esterno del nosocomio senza una benchè minima protezione. Attendono perchè non è possibile farlo all’interno dell’ospedale, così come prima dell’emergenza Covid-19. Funziona così. Al paziente che deve sottoporsi a terapia viene assegnato un orario. Naturalmente, il paziente si reca prudentemente prima ma non può accedere: se l’appuntamento, ad esempio, è alle 10 ti lasciano entrare 5-10 minuti prima, speri che siano puntuali nel reparto e invece spesso – molto più che spesso – devi attendere il tuo turno ben oltre l’orario fissato. Vabbè, ci sta lo slittamento, capita. Però, di grazia: possibile che non si sia pensato all’esterno dell’ospedale di attrezzare un’area di attesa? Non tutti i pazienti hanno la possibilità di giungere sul posto a ridosso dell’orario dell’appuntamento, per cui utilizzano il trasporto pubblico e quindi fanno i conti con gli orari dei bus (considerando che non tutti sono tarantini). Tenete pure conto che se si ha bisogno di una bottiglia d’acqua, inutile sperare: al bar non si può accedere, distributori automatici non ce ne sono, quindi ti arrangi e cerchi di resistere al gran caldo.
E allora, proviamo a fare un appello alla ASL: nei magazzini della Protezione Civile ci sarà un tendone, qualche struttura da montare che possa alleviare l’attesa di tanti cittadini che in ospedale ci vanno per curarsi? In fondo, non è così difficile… Aspettiamo fiduciosi.

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

Un Commento a: ‘Moscati’, pazienti oncologici in attesa sotto il sole

  1. giovanni Lacava

    Giugno 22nd, 2020

    Se le cose stanno così la lamentela rivolta ad un pubblico ufficiale presente nel nosocomio avrebbe potuto risolvere il problema , e pretendere con urgenza la fornitura dell’acqua e di un ricovero adeguato per i pazienti. Facciamocene una ragione perché quando è avvenuta una inaugurazione , credo di un certo numero di posti letto, la mancanza di postazioni per la distribuzione di bevande, fosse già stata notata. Anche se può sembrare esagerato disturbare il direttore generale, immagino del tutto giustificato la richiesta urgente di adeguamento immediato alle disposizioni di legge, che prevedono il posto di ristoro obbligatorio , oppure l’installazione di un distributore automatico. Oltretutto il Moscati è fuori città e non c’è possibilità di rifornirsi nei paraggi.Quindi oltre alla denuncia al giornale è necessaria anche quella alle autorità competenti.

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