Valori benzene, per ArcelorMittal nessuna anomalia

 

Replica alla denuncia dell'associazione ambientalista Peacelink in merito ad anomalie registrare sulle emissioni dell'inquinante
pubblicato il 20 Giugno 2020, 20:43
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In relazione alle notizie di stampa circolate nella giornata di venerdì 19 giugno (su quotidiani e siti locali ma non sul corriereditaranto.it), fonti vicine al polo siderurgico confermano “che nessuna anomalia impiantistica è occorsa all’interno dello stabilimento nell’ultimo periodo riconducibile all’incremento del benzene e che tutti i valori emissivi rispettano ampiamente i limiti prescritti dall’AIA”.

La precisazione arriva da ambienti vicini all’azienda ArcelorMittal Italia. E risponde ad una nota di una nota associazione ambientalista locale, Peacelink, che ieri aveva diffuso alcuni dati sul benzene, registrati dalla centraline dei Tamburi, situate in via Orsini e via Machiavelli, oltre a quelle situate in area cokeria e sul muro di cinta del siderurgico denominata Meteo-Parchi.

Secondo i dati delle cnetraline ISPRA ed ARPA, elaborati tramite il software Omniscope, l’associazione denunciava valori del benzene negli ultimi giorni elevati: in via Orsini a 5,7 microgrammi a metro cubo (mcg/m3), a 6,3 mcg/m3 al muro di cinta dell’Ilva (centralina Meteo-Parchi) e arrivava a 28 mcg/m3 in cokeria, mentre nella centralina di via Machiavelli, più distante rispetto a quella di via Orsini, il valore era 2,6 microgrammi a metro cubo. Riportato anche il valore del 15 giugno, pari ad 8,6 microgrammi a metro cubo di benzene nel quartiere Tamburi (centralina via Orsini). Secondo l’associazione ambientalista, si sarebbe dunque in presenza di un fenomeno anomalo che può avere una spiegazione: la trascuratezza nell’attuale gestione degli impianti dello stabilimento siderurgico, in considerazione del fatto che la stessa associazione evidenzia come la produzione dello stabilimento Ilva sia ai minimi storici.

E’ chiaro che per sapere se effettivamente ci siano state anomalie sulle emissioni di benzene, bisognerà aspettare la fine dell’anno, visto che secondo la rilevazione in continuo degli inquinanti normati dal D. Lgs. 155/10, il benzene (liquido volatile e dall’odore dolciastro che deriva in particolare dalla combustione incompleta del carbone e del petrolio, dai gas esausti dei veicoli a motore, dal fumo di tabacco), ha un parametro di valutazione su una media annua che non deve superare il valore limite di 5µg/m³.

Secondo le relazioni mensili pubblicate ad oggi da ARPA Puglia, per i mesi relativi a gennaio, febbraio e marzo, l’andamento del benzene è stato il seguente. A gennaio si è registrato un solo giorni, tra il 20 e il 21, in cui il valore limite è stato oltre i 6 µg/m³, mantenendo una media al di sotto dei 2 µg/m³, tranne che in 6 giornate in cui è stato superato il valore di 2 µg/m³. Nel mese di febbraio il valore è stato sempre al di sotto dei 2 µg/m³, tranne che in cinque giornate, mentre nel mese di marzo è sempre stato anche in questo caso stabilimente al di sotto dei 2 µg/m³, tranne in un’occasione dove ha superato i 2 µg/m³ e un’altra in cui ha superato i 3 µg/m³.

Attenderemo dunque altri aggiornamenti da parte dell’Agenzia regionale per la protezione Ambientale (ARPA), oltre che dell’ISPRA qualora arrivino segnalazioni in tal senso, prendendo atto della denuncia dell’associazione ambientalista e della secca replica dell’azienda.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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