Statte: “Urge chiarimento su nuovo call center: forse non è vero che andrà tutto bene!”

 

pubblicato il 20 Giugno 2020, 16:48
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“Per mesi, è stato molto diffuso il motto secondo cui “andrà tutto bene”: probabilmente non è così. Perlomeno a Taranto e nel settore dei call center”. E’ la riflessione di Andrea Lumino, segretario generale SLC Cgil Taranto.
“Come SLC CGIL di Taranto siamo stati informati, attraverso i social, di un’apertura di un call center a Statte – spiega Lumino -che, da nostro punto di vista, offre condizioni di lavoro quantomeno ‘discutibili’: smartworking per 300 euro di fisso mensile con orario di lavoro da dividersi per 5 h al giorno su 5 giorni alla settimana. Facendo un rapido conteggio, su una media di 100 ore mensili, i lavoratori guadagnerebbero circa 3 euro l’ora da cui, ovviamente, bisognerebbe sottrarre le spese relative alla linea internet a carico del lavoratore”.
Ma non basta: “Così come non sono chiare le condizioni relative alla modalità del lavoro da casa, se nel rispetto dei protocolli COVID stipulati dal Governo con le OO.SS e della normativa sulla sicurezza. Alla luce di questo, abbiamo allertato Ispettorato del Lavoro ed Amministrazione di Statte per verificare la liceità e congruità di tale ‘offerta di lavoro’. Perchè, dal nostro punto di vista, 3 euro l’ora non è prevista come paga su nessun accordo sindacale: non la riteniamo dignitosa. Ecco perché pensiamo che forse “non andrà tutto bene”. Lo smartworking – prosegue l’esponente sindacale – è un’opportunità ma le ‘imprese’ si tolgano dalla testa di avere campo libero per lucrare: ancora una volta sollecitiamo una regolamentazione nazionale che garantisca i lavoratori ed impedisca situazioni come queste. Ci auguriamo un intervento degli organi ispettivi e dell’amministrazione di Statte: la crisi del COVID ci impone, ognuno nel suo ruolo, un esercizio ancora più rigoroso del nostro ruolo di tutela dei lavoratori, dei cittadini e del territorio per evitare che, alla crisi sanitaria, si aggiunga quella economica e sociale per sfruttamento”.

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