È lo streaming la via della democrazia partecipata?

 

Mentre il Consiglio Comunale di Castellaneta si converte alla diretta streaming, a Taranto più di qualcuno chiede di toglierla. Come mai?
pubblicato il 20 Giugno 2020, 16:29
3 mins

Appare come una curiosa coincidenza l’arrivo, in redazione, di un comunicato stampa del Comune di Castellaneta; oggetto: «Castellaneta, scelta di trasparenza: i Consigli comunali vanno in diretta streaming». Curioso, perché proprio nelle ultime sedute, invece, i colleghi del Consiglio Comunale di Taranto hanno proposto a più riprese (provocatoriamente, sia chiaro) di spegnere le telecamere e tornare al passato.

Pubblicità dei lavori, come garantirla?

Lo streaming non è più una novità per molti consigli comunali, fra cui quello di Taranto, che va in diretta sulla piattaforma Digital4Democracy (la stessa scelta da Castellaneta) ormai dalla seduta del 22 luglio 2016. Una scelta fatta per garantire una maggiore pubblicità dei lavori, anche a chi non potesse fisicamente recarsi ad assistere alle sedute a Palazzo di Città (possibilità che resta sempre garantita a qualsiasi cittadino) o non avesse il tempo di leggersi i lunghi verbali. Una scelta in analogia con quanto fatto già da molti anni dal Parlamento, con i canali satellitari e web di Camera e Senato (senza contare le storiche dirette radiofoniche di Radio Radicale e GR Parlamento).

Tutto liscio, quindi?

Taranto, le telecamere e la campagna elettorale

I manzoniani quattro lettori che seguono le nostre cronache dal Consiglio Comunale sanno che in aula il clima si scalda con una certa frequenza, e nei momenti di massima tensione accade regolarmente che un consigliere di maggioranza, uno di opposizione o il sindaco stesso invochino la presenza dello streaming a far giustizia dinanzi alla città di qualche sgarbo istituzionale (e, non raramente, personale) compiuto durante la seduta.

Nelle ultime sedute (malignamente qualcuno potrebbe far notare una coincidenza con la prossima campagna elettorale per le regionali) questi scontri si sono fatti più frequenti, tanto da portare più di qualcuno a dubitare dell’effettiva bontà dello streaming in aula.

La presenza delle telecamere, sostengono diversi consiglieri, rischia costantemente di trasformare il dibattito in una recita per il pubblico, ricca di espedienti per catturare l’uditorio: ora riproponendo in aula domande già soddisfatte in commissione, ora tenendo interventi-fiume in toni da comizio, rivolgendosi ben poco ai «colleghi consiglieri» e molto di più ai «cittadini che ci ascoltano da casa» (sulla cui effettiva incidenza numerica ci si consenta di dubitare…).

Auguri a Castellaneta

Più volte abbiamo stigmatizzato queste baruffe invocando una maggiore maturità da parte delle forze politiche. Per cui, auguri a Castellaneta (che, per la cronaca, pubblicava già le dirette sulla propria pagina Facebook, ma non con una vera piattaforma istituzionale come quella che ora si attiva). Chissà che un Comune più piccolo non ci insegni che anche lo streaming si può gestire in maniera proficua.

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