Tutte le ambizioni del Cus Jonico nell’intervista al suo presidente

 

Il massimo dirigente del club tarantino, Sergio Cosenza, parla anche del coinvolgimento dell'imprenditore De Piciotto, il cui nome era stato affiancato al Taranto Calcio: "Ci darà un grande supporto e stiamo programmando la stagione proprio con il presupposto che sarà al nostro fianco. Lui è una persona ambiziosa e vuole vincere"
pubblicato il 19 Giugno 2020, 12:40
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Il club di pallacanestro più longevo dell’intera Puglia, il Cus Jonico Taranto, fondato nel 1974, parteciperà al prossimo campionato nazionale di serie B, avendo rilevato il titolo del Chieti. Un’occasione ghiotta per gli appassionati di poter vedere un basket di buon livello anche perché le velleità del club tarantino vanno ben oltre la semplice salvezza.
“Il nostro obiettivo è fare bene. La B è un campionato che abbiamo sperimentato qualche anno fa per alcune stagioni ma questa volta vogliamo alzare l’asticella ed andare oltre la semplice salvezza”, spiega con tono deciso ma pacato il presidente del Cus Jonico, Sergio Cosenza, che dal 1977 è ininterrottamente il massimo dirigente del club.
“Mi piacerebbe arrivare a festeggiare i cinquanta anni di presidenza se, anzitutto, la salute me lo permetterà e se poi lo vorranno i soci del club”, spiega. Gli abbiamo chiesto se ha mai pensato di mollare in tutti questi anni:” No. Mai. L’amore per questo sport ha sempre superato qualsiasi difficoltà palesatasi in questo mio lungo cammino. Una volta diventato presidente mi sono sempre impegnato per divertimi e far divertire tutti i ragazzi che venivano a giocare con noi. Tutti gli ex giocatori di Taranto che hanno fatto carriera fuori sono prima passati da noi, questo è un motivo di orgoglio.

Come siete giunti alla decisione di rilevare un titolo di serie B?
Premesso che conquistare una promozione sul campo ha certamente un valore diverso ed è per questo che non abbiamo preso bene l’interruzione del campionato di serie C Gold, a causa del Covid, perché volevamo giocarci le nostre chance di salire di categoria. Per cui ci siamo detti che era, comunque, il momento di tornare in serie B.

Dalle prime operazioni di mercato pare che stiate allestendo una squadra competitiva….
Il nostro progetto è ambizioso, non siamo in serie B solo per parteciparvi. Punteremo a fare un bel campionato, a coinvolgere attorno a noi quanta più gente possibile, a creare le basi per puntare in futuro alla serie A/2. Per far ciò abbiamo bisogno di atleti che abbiano esperienza in questa categoria e che ci possano garantire un certo rendimento.
Però aggiungo che, rispettando il lavoro del nostro allenatore e del nostro direttore sportivo, nella scelta dei giocatori va seguito l’indirizzo che dà la società ossia che va certamente valutata la bravura tecnica ma anche la componente caratteriale e mi riferisco ai requisiti di moralità. Da noi non verrà mai un giocatore che non abbia determinate qualità umane.
Vogliamo costruire una squadra competitiva anche se non vogliamo essere fraintesi, non è che dobbiamo vincere a tutti i costi il campionato, ci sono anche le altre squadre. Il nostro è un momento di crescita, stiamo strutturando la società in modo tale che si possa dotare di figure che possano operare ognuno nel proprio campo di competenza. Se dimostreremo di essere capaci, organizzati e aggreganti a prescindere dal risultato sportivo, magari si avvicineranno altri amici imprenditori che ci daranno una mano per raggiungere traguardi sempre più ambiziosi. In tutti questi anni ci siamo costruiti una buona reputazione. Il nostro nome è una garanzia a Taranto perché abbiamo sempre mostrato serietà e rispetto di tutti gli impegni presi.

A proposito di vostri sostenitori/sponsor, da qualche anno potete contare su un main sponsor importante come Conad e poi c’è questo discorso aperto con l’imprenditore De Piciotto, del quale si è parlato molto in questi giorni per un suo presunto coinvolgimento nel Taranto calcio. Che ci può dire a tal proposito?
Ogni giorno sento e leggo una versione differente riguardo questa cosa. Io so che l’imprenditore De Picciotto ci è stato presentato perché nel quadro dei suoi futuri investimenti economici sul territorio tarantino stava cercando una realtà sportiva da sponsorizzare che partecipasse ad un campionato nazionale. Certamente è un appassionato di calcio e sinora ha investito solo in questo sport. A Lecce i risultati sono sotto gli occhi di tutti, in tre anni ha contribuito alla scalata sino alla serie A.
Comunque ha attentamente analizzato la nostra storia, il nostro curriculum sportivo ed ha deciso di affiancarci per tre anni. Ci darà un grande supporto e stiamo programmando la stagione proprio con il presupposto che sarà al nostro fianco. Lui è una persona ambiziosa e vuole vincere. Vediamo come andrà il prossimo campionato. Se vede che facciamo le cose per bene, che creiamo attenzione attorno al nostro club, penso non avrà difficoltà ad innamorarsi della pallacanestro.

A Taranto quando si parla di basket, torna subito in mente Lillo Basile, uno dei principali artefici di quello che fu il fenomeno Cras Basket, sul versante femminile con la conquista addirittura di due scudetti. Avete mai pensato di coinvolgerlo?
Lillo è un mio personale amico ed in questi anni in qualche modo ci è stato vicino. Al termine della sua esperienza con il Cras non ne ha voluto sapere di rientrare nella pallacanestro, voleva staccare di netto con il mondo dello sport perché è rimasto molto amareggiato di come è finita nell’indifferenza la storia del suo club. Non è escluso un suo futuro coinvolgimento nel Cus Jonico.

Giocherete al Palafiom o Palamazzola?
Stiamo valutando, a noi piacerebbe restare al Palafiom dove la presenza di mille persone si fa sentire mentre all’interno di un contenitore molto più ampio come il Palamazzola, queste presenze diventano dispersive e sembra che al palazzetto non venga nessuno. L’impianto comunale, da quel che so, tra l’altro necessità di importanti interventi di manutenzione straordinaria che spettano all’amministrazione comunale a partire dal parquet, per passare attraverso un impianto luce che va adeguato dal punto di vista del consumo energetico, sino alla mancanza di un impianto di riscaldamento che è fondamentale per gli allenamenti degli atleti in inverno.
Al di là di quello che sarà l’impianto, a noi preme particolarmente poter giocare con il pubblico sugli spalti, nel rispetto del distanziamento sociale. Disputare delle partite a porte chiuse è triste. Se si tratta di rinviare la partenza ufficiale della nuova stagione agonistica, per poter avere il pubblico sugli spalti, noi preferiamo si faccia così.

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