ArcelorMittal, sindacati denunciano problemi agli impianti

 

Esposto di Fim, Fiom e Uilm sulle cappe mobili di aspirazione nell'area GRF. L'Usb denuncia criticità nel reparto Pla/2
pubblicato il 19 Giugno 2020, 18:14
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Denuncia ad ARPA Puglia, ISPRA e SPESAL da parte di Fim, Fiom e Uilm di Taranto, in merito alle cappe mobili di aspirazione fumi/polveri del reparto Gestione Rottami Ferrosi (GRF),realizzate a seguito di prescrizione AIA entrata in vigore il 01/01/2019 per le attività di ribaltamento paiole scoria acciaio, presentano gravi ed evidenti problematiche che ne limitano fortemente la capacità di aspirazione.

“Nello specifico, – argomentano i sindacati metalmeccanici – tali cappe mobili oggi presentano le paratie mobili laterali in materiale ignifugo quasi completamente bruciate, rendendo l’aspirazione sostanzialmente inefficace. Infatti, in tali condizioni, l’attività di ribaltamento paiola di scoria acciaio determina la copiosa e incontrollata fuoriuscitadi vapori, fumi e polveri tanto lateralmente quanto dall’apertura anteriore”.

“Tali gravi carenze impiantistiche sono da attribuire per gli scriventi alla più volte denunciata mancanza di manutenzione, in questo caso con gravissimi esiti per l’ambiente e la salute di lavoratori e cittadini – concludono i sindacati -. Si chiede pertanto un vostro immediato intervento per appurare quanto su esposto”.

In ArcelorMittal manca la sicurezza: Usb presenta denuncia alla Procura di Taranto, ai Carabinieri del Nil, allo Spesal e all’Arpa

L’Unione Sindacale di Base di Taranto, ha denunciato l’inosservanza da parte di ArcelorMittal delle norme mirate alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori alla Procura della Repubblica, ai Carabinieri del Nil, allo SPESAL e ad ARPA Puglia .

“Criticità ambientali, strutturali ed infortunistiche sono state riscontrate nell’area Pla/2 dello stabilimento di Taranto dal RLS di stabilimento dell’Usb, Rodolfo Masella, durante un’ispezione effettuata alla presenza del responsabile di area Cosimo Pasculli e del Sil di stabilimento. Le irregolarità rilevate sono dovute all’installazione da parte dei responsabili di area di un sistema artigianale, quindi senza collaudo né certificazione, di lavaggio delle lamiere, con uso di prodotti chimici emulsionati” si legge nella denuncia dell’Usb.

“Ciò comporta senza dubbio la violazione di basilari norme di tutela della salute e della sicurezza. Inoltre il personale chiamato ad utilizzarle non è stato messo in condizione di visionare le schede di sicurezza del prodotto, né di conoscere la pratica operativa e l’ordine di servizio correlato all’attività – prosegue l’Usb -. L’improvvisato e rudimentale sistema utilizzato ha determinato la dispersione della sostanza sul pavimento. Va inoltre fatto notare che gli addetti a tale servizio sono sprovvisti dei Dispositivi di Protezione Individuale previsti e che, per l’assenza nella zona  di docce e contenitori dove riporre gli indumenti contaminati, non hanno neanche la possibilità di eliminare le tracce del prodotto chimico dopo esserne entrati in contatto”.

Da qui la decisione anche dell’USB di rivolgersi agli organi competenti “perché venga garantito un tempestivo ed efficace intervento mirato a ripristinare condizioni di lavoro adeguate e sicure”.

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