Discarica Italcave, a che punto è la bonifica?

 

Si tratta della parte denominata 'Nuove Aree' che sarà utilizzata per la realizzazione del terzo lotto. Comunicazioni difficili tra azienda e ARPA Puglia
pubblicato il 18 Giugno 2020, 21:47
7 mins

Dopo aver chiesto al settore Pianificazione e Ambiente della Provincia di Taranto, un aggiornamento per modifica non sostanziale delll’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), relativamente al progetto di ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi, già autorizzata con D.D. n. 36 del 11 dicembre 2014, e di modifica della piattaforma di selezione e inertizzazione, ubicati in c.da La Riccia Giardinello nel Comune di Taranto, ottenuta con la determinazione dirigenziale n. 52 del 17 aprile 2018, quando la Provincia espresse il parere favorevole di compatibilità ambientale (VIA) e rilasciò, contestualmente, l’AIA, la società Italcave deve risolvere anche un problema di inquinamento ambientale sempre per quanto riguarda il progetto di ampliamento.

Lo si evince dal resoconto sintetico dell’audizione tenutasi il 10 ottobre 2019 nella sede del ministero dell’Ambiente a Roma, richiesta dalla stessa società Icon mail del 26/08/2019 avente come oggetto la “Caratterizzazione aree nuove del Comune di Statte e Taranto“.

Durante l’audizione i rappresentanti della società Italcave hanno illustrato brevemente lo stato della procedura dell’area ‘Nuove aree‘ oggetto della presente audizione. In particolare è stato ricordato che la Conferenza dei Servizi del 17/07/2014 ha approvato il Piano di Caratterizzazione le cui attività sono state successivamente eseguite e validate da ARPA Puglia.

(leggi l’articolo di ieri https://www.corriereditaranto.it/2020/06/17/ampliamento-discarica-italcave-chiesta-modifica-aia/)

In considerazione dei superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) rilevate in fase di caratterizzazione, la società Italcave ha trasmesso l’Analisi di Rischio sito Specifica, approvata con decreto prot. n. 324/STA del 11/06/18 e dai cui esiti sono emersi superamenti delle concentrazioni soglia di rischio (CSR) definite per i per i parametri Arsenico, Benzo(a)pirene, PCB e PCDD/F, localizzati sia nella matrice Top Soil che nel Suolo Superficiale 0-1 metro.

Con il medesima documento proponevano l’esecuzione di ulteriori indagini, al solo fine di definire dettagliatamente l’estensione della contaminazione all’interno di ciascun poligono contaminato, propedeuticamente agli eventuali interventi di Bonifica del Suolo Superficiale, a seguito dell’approvazione dell’AdR da parte degli Enti.

Dell’inquinamento di quest’area ce ne eravamo occupati già in quest’articolo (clicca qui).

L’area in questione si trova a nord-est della proprietà di Italcave, ha un’estensione pari a 59 ettari: come detto i risultati della caratterizzazione hanno segnalato superamenti delle CSC nei suoli e nella falda. In particolare, come evidenziato dalla relazione di validazione di ARPA Puglia, sono emersi i seguenti superamenti sia rispetto alle CSC per “Siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale”, che per “Siti ad uso industriale e commerciale”. Per i terreni erano stati registrati superamenti per Arsenico, Berillio, Cadmio, Cobalto, Cromo totale, Nichel, Vanadio, Stagno, Idrocarburi, Selenio e PCB totali. Per i top soil superamenti per Arsenico, Berillio, Cobalto, Nichel, Vanadio, Stagno. Per questola Conferenza dei Servizi nel 2016 chiese l’Analisi di rischio.

Il rappresentante della società durante l’audizione comunicava inoltre che, preliminarmente all’avvio delle indagini integrative era stata comunicata ad ARPA Puglia la data in cui si intendeva avviare le indagini in questione senza ricevere riscontro in merito. Pertanto, le indagini sono state eseguite e gli esiti, che hanno evidenziato il superamento del solo parametro Tallio in due poligoni, sono stati trasmessi, privi della validazione di ARPA Puglia, a tutti gli Enti con nota prot. 23/DIS/2019 del 24/01/2019.

A tal proposito, l’Unità di Assistenza tecnica Sogesid S.p.A. c/o Ministero dell’Ambienie e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale ex Salvaguardia del Territorio e delle Acque – Divisione II Bonifiche e Risanamento – durante l’audizione ha evidenziato che per poter considerare validi detti risultati è necessario che gli stessi siano validati da ARPA Puglia anche alla luce della necessità di procedere alla progettazione degli interventi di bonifica e che in caso contrario rimarranno validi gli esiti della caratterizzazione, validati da ARPA Puglia, sui quali si è basata l’Analisi di rischio.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/18/italcave-ampliamento-e-accordi-con-la-regione/)

I rappresentanti della società evidenziano, infine, le medesime difficoltà con ARPA Puglia nell’ambito delle attività di monitoraggio, richieste dal MATTM con nota proi. n 5906/STA del 23/08/2019 e relativamente al “procedimento ex art. 245 TUA: parametro trielorometano”. In particolare, evidenziano che, con nota 103/DIR/2019 del 4 aprile 2019, è stato trasmesso ad ARPA Puglia e a tutti gli Enti il piano di monitoraggio richiesto, e che ad oggi rimangano in attesa di un riscontro da parte della medesima Agenzia.

Il dott. Angotti, la dott.ssa Tolla e l’arch. Sabatelli, Unità di Assistenza tecnica Sogesid S.p.A. c/u Ministero dell’Ambiente c della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale ex Salvaguardia del Territorio e delle Acque Divisione III Bonifiche e Risanamento – hanno infine informato l’azienda che sulla base di quanto comunicato, in sede di audizione, nell’aggiornare gli organi decisionali della Direzione, valuteranno la possibilità di richiedere ad ARPA Puglia informazioni in merito a quanto sopra esposto.

Ad oggi non sappiamo se tra le parti ci sia stata un’interlocuzione e di che natura. Non sappiamo se ARPA abbia validato o meno i risultati delle indagini effettuate dalla società Italcave. Né se il progetto di bonifica dell’area in questione abbia o meno subito passi in avanti e di che tipo. Sui siti istizuonali di riferimento infatti, non c’è traccia rispetto a tutto ciò. Attendiamo fiduciosi.

(leggi tutti gli articoli sulla discarica Italcave https://www.corriereditaranto.it/?s=discarica+italcave&submit=Go)

Condividi:
Share
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Commenta

  • (non verrà pubblicata)