Ampliamento discarica Italcave, chiesta modifica AIA

 

Per settore Ambiente Provincia non è una modifica sostanziale. Riguarda impianti selezione e inertizzazione rifiuti non pericolosi, e quello di captazione e upgrading del biogas
pubblicato il 17 Giugno 2020, 16:13
14 mins

La società Italcave spa ha chiesto al settore Pianificazione e Ambiente della Provincia di Taranto, un aggiornamento per modifica non sostanziale delll’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), relativamente al progetto di ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi, già autorizzata con D.D. n. 36 del 11 dicembre 2014, e di modifica della piattaforma di selezione e inertizzazione, ubicati in c.da La Riccia Giardinello nel Comune di Taranto, ottenuta con la determinazione dirigenziale n. 52 del 17 aprile 2018, quando la Provincia espresse il parere favorevole di compatibilità ambientale (VIA) e rilasciò, contestualmente, l’AIA.

Ricordiamo che la volumetria residua lorda della discarica, (ultimo rilievo volumetrico del 31/12/2019) è pari a 85.533 m3 per il I lotto e 450.015 m3 per il II lotto (sistema di impermeabilizzazione + rifiuto + inerte di copertura). Il terzo lotto, avente una volumetria lorda di 4.600.000 m3, è in fase di realizzazione. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/18/italcave-ampliamento-e-accordi-con-la-regione/)

Le due istanza presentate dalla società

In realtà sono due le istanze di modifica AIA presentate dal gestore: la prima il 03/12/19 e la seconda il 25/02/20.

Di seguito riportiamo le modifiche da apportare al progetto dell’area servizi, già approvato con DD n.52 del 17/04/2018, tenuto conto dell’ottemperanza delle prescrizioni di cui alla DD n. 139 del 20/09/2018. La prima istanza riguarda:

– l’eliminazione dell’impianto di selezione rifiuti da raccolta differenziata;

variazione dell’ubicazione dell’impianto e del capannone di inertizzazione;

variazione dell’ubicazione e dimensioni dell’impianto di raccolta e trattamento delle acque meteoriche relative ad una porzione dell’area servizi, denominata S10;

variazione dell’ubicazione dell’impianto di stoccaggio e trattamento del percolato;

variazione dell’ubicazione dell’impianto di lavaggio degli pneumatici dei mezzi di trasporto dei rifiuti e della pesa in uscita dalla discarica;

La seconda istanza di modifica riguarda:

variazione ubicazione dell’impianto di upgrading biometano;

variazione ubicazione piazzola di controllo rifiuti radioattivi e introduzione copertura con telo copriscopri;

inserimento delle celle di pre-stoccaggio dei rifiuti all’interno di un capannone avente stessa volumetria del capannone di selezione rifiuti;

contabilizzazione e riutilizzo delle acque meteoriche di seconda pioggia trattate, mediante rete acque industriali.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/11/26/ampliamento-discarica-italcave-via-ai-lavori/

La variazione planimetrica del progetto

Dunque, per la maggior parte dei punti sopraelencati si tratta della variazione planimetrica al fine di ottimizzare la logistica del layout. Tali modifiche hanno determinato conseguentemente la necessità di aggiornare la viabilità, la rete di raccolta delle acque meteoriche, la rete delle acque industriali, potabili e reflue, nonché la rete antincendio. 

Per il primo punto si tratta la revisione del progetto dell’area servizi prevede l’eliminazione di tale impianto perché non funzionale alle effettive esigenze della discarica di rifiuti non pericolosi. Infatti, lo stesso autorizzato e costruito in forza della D.D. 36/14, non è mai entrato effettivamente in esercizio per mancanza di mercato di riferimento. Pertanto il gestore ha optato per la dismissione dell’impianto, con conseguente riduzione dei flussi in ingresso ed uscita dall’area servizi, destinando il volume di capannone autorizzato per le celle di prestoccaggio. 

Per i punti 2, 3, 4, 5, 6 e 7 trattasi invece di spostamenti di manufatti o impianti già approvati con D.D. 52/18 e D.D. 139/18, senza modifiche in termini di quantità, superfici o volumi.

Per il punto 8 il progetto approvato prevedeva una diversa ubicazione planimetrica delle celle e una lunghezza e altezza inferiore dei box. Inoltre era prevista una semplice copertura dei box mediante teloni in materiale polimerico impermeabile dotati di meccanismo elettrico copri-scopri e la parte anteriore dei box sarebbe stata chiusa mediante portoni a doppia anta in policarbonato. La revisione prevede adesso che ogni cella di pre-stoccaggio dei rifiuti sia chiusa mediante un’unica copertura avvolgibile che include anche l’ingresso e siano collocate all’interno di un capannone, avente la stessa volumetria di quello di selezione, al fine di ridurre ulteriormente l’emissione di cattivi odori, la dispersione eolica e l’impatto visivo rispetto alla soluzione precedente, si legge nella determina della Provincia.

Infine, per il punto 9, il gestore ha tenuto conto di quanto prescritto da ARPA Puglia in merito alla contabilizzazione e riutilizzo delle acque meteoriche di seconda pioggia trattate. In particolare è stata realizzata una rete di acque industriali, che sarà alimentato da un serbatoio collegato con le vasche di accumulo delle acque meteoriche e di seconda pioggia trattate (S9, S10 ed S11). 

Dalla documentazione agli atti depositata dalla società, si deducono anche variazioni al quadro emissivo: per il settore aria, a seguito dell’eliminazione dell’impianto di selezione, si stima una diminuzione del 6% della portata trattata dal biofiltro ed emessa in atmosfera; per il settore acqua non è prevista alcuna variazione al quadro emissivo; per il settore suolo non è prevista alcuna variazione al quadro emissivo; infine per il settore rifiuti si azzera la quantità di rifiuti in ingresso destinata all’impianto di selezione e, conseguentemente, le aliquote derivanti dal trattamento da conferire in discarica o avviare a recupero.

Inoltre la modifica non sostanziale dell’area servizi che si propone non comporterebbe una variazione della superficie e della volumetria autorizzate con DD 52/18 e con DD 139/2018 come detto in precedenza.

I due impianti annessi alla discarica, selezione e inertizzazione di rifiuti non pericolosi, non hanno svolto alcuna attività nel corso del 2019. In particolare, l’impianto di inertizzazione è stato oggetto di smontaggio e demolizione del capannone nell’ambito delle attività di cantiere per l’allestimento del III lotto di discarica. Come previsto dall’A.I.A. n. 52/2018 l’impianto verrà rimontato nella nuova posizione relativa all’area servizi del III lotto. 

Le modifiche al progetto

Le modifiche da apportare al progetto riguardano essenzialmente l’impianto di captazione e upgrading del biogas localizzato nell’area servizi ed in particolare: Variazione caratteristiche dell’impianto di upgrading biogas; Installazione delle tubazioni per il trasporto di biogas/off-gas/biometano;  Installazione della cabina REMI e della cabina SNAM.

Tali modifiche hanno determinato conseguentemente la necessità di aggiornare anche gli elaborati AIA. Relativamente agli aspetti VIA il proponente ha trasmesso ai sensi dell’art.6, comma 9, D.Lgs. 152/2006 la lista di controllo per la valutazione preliminare. Dall’analisi del documento emerge che non sussistono particolari interferenze del progetto con il contesto ambientale e territoriale. 

Per il primo punto si tratta di una modifica della tecnologia di upgrading, già approvata con D.D.52/18 e D.D. 139/18, ovvero da scrubber chimico a tecnologia ad adsorbimento (PSA – Pressure swing Adsorbion), basata sul diverso comportamento di adsorbimento che i vari componenti del gas assumono su una superficie solida sotto pressione elevata.

L’impianto di Upgrading di biometano sarà asservito, inizialmente, all’esubero di biogas prodotto da due lotti di discarica in esercizio (I e II) e, successivamente, al III lotto di discarica. Il biogas grezzo prodotto si aggira intorno ai 2.000,00 Nm3/h, che viene pretrattato (privato dell’acqua al suo interno) e inviato a depurazione. L’off-gas in uscita dal processo di PSA presenta una percentuale di CH4 bassa, di circa il 6,8%, verrà quindi inviato e smaltito tramite un post-combustore (RTO), da realizzarsi ad hoc. L’off-gas in uscita dal processo di NRU presenta una quota parte di CH4 rappresentativa, di circa il 30,8%, da poter sfruttare come alimentazione a due cogeneratori già esistenti, da 1 MW, e installati nei lotti I e II di discarica. Il flusso di Off-gas inviato ai cogeneratori sarà di circa 268,50 Nm3/h, con 82,86 Nm3/h di CH4, presupponendo 8600 ore di funzionamento, si stima quindi un recupero annuo pari a 712.596 Nm3 CH4/anno.

Le condutture di alimentazione dell’off-gas ai due cogeneratori esistenti seguiranno i tracciati previsti per la realizzazione dei condotti di collegamento, per il biogas, fra il lotto di discarica e l’impianto di Upgrading. Come riportato nell’allegato tecnico alla D.D. 52/18, l’impianto dovrà garantire l’operazione di recupero R3 di biogas di discarica finalizzata alla produzione di biometano, quale end of waste, nel rispetto delle caratteristiche chimico-fisiche previste dalle direttive dell’ARERA e relative norme tecniche di attuazione, in quanto rispondente alle previsioni del comma 1 dell’articolo 184-ter del T.U.A.

Per il secondo punto è prevista la posa di due vie di tubazioni che colleghino l’impianto di Upgrading all’Area di allaccio alla rete e l’Area di allaccio alla rete alla Torcia di emergenza. Le condotte correranno, in entrambi i versi, per quasi 500 metri lungo il perimetro dell’impianto. Il tracciato segue l’area verde di confine della proprietà, così da evitare ripetute ed eccessive vibrazioni del terreno dovute al passaggio di mezzi pesanti.

Per il terzo punto il biometano prodotto dall’impianto di Upgrading, sarà immesso nella rete SNAM, previa compressione alla pressione nominale della condotta cui sarà allacciato l’impianto e previa verifica della qualità nella cabina RE.MI. 

Ricordiamo che la gestione del biogas è affidata alla ditta specializzata Marcopolo Engineering S.p.A. che provvede a recuperarlo energeticamente, previa depurazione di altri gas naturalmente presenti nello stesso, e/o a bruciare in torcia il surplus. Il biogas aspirato è analizzato mensilmente e di seguito si riportano i valori di metano, anidride carbonica ed ossigeno per entrambi i lotti registrati nel corso dell’anno 2019. 

Dalla documentazione agli atti si deducono le seguenti variazioni al quadro emissivo: per il settore ariasi riducono da 4 a 1 i punti emissivi relativi all’impianto di upgrading del biogas e all’interno dell’ambiente non viene rilasciata alcuna nuova sostanza inquinante rispetto a quelle già precedentemente autorizzate. Infatti, trattando il secondo flusso di off-gas tramite post-combustore, si abbattono la maggior parte degli inquinanti e dei composti organici volatili, e il flusso rilasciato in atmosfera risulta, in questo caso, privo di CH4, H2S e NH3.

Per i settori acqua, suolo e rifiuti invece non sono previste variazioni al quadro emissivo.

Pertanto, per il settore Ambiente della Provincia le modifiche possono ritenersi di carattere non sostanziale in quanto non comportano aumento della potenzialità autorizzata, nè l’incremento di una delle grandezze oggetto della soglia; non prevedono modifiche dello scenario emissivo (incremento punti di emissione in atmosfera e scarichi idrici) già autorizzati; non prevedono l’introduzione di nuovi rifiuti trattati; non prevedono significative modifiche al Piano di Monitoraggio e Controllo; non prevedono modifiche di volumi e aree dei fabbricati adibiti ai processi; non prevedono la variazione dei consumi specifici energetici ed idrici.

Per questo, “sulla base dell’istruttoria di cui sopra, si propone al dirigente del settore l’adozione del presente provvedimento di aggiornamento AIA per modifica non sostanziale per gli interventi riportati nelle istanze acquisite al protocollo della Provincia di Taranto al n.36748 del 05/12/19 e al n.6879 del 27/02/20” conclude il documento della relazione dell’ufficio della Provincia.

(leggi tutti gli articoli sulla discarica Italcave https://www.corriereditaranto.it/?s=discarica+italcave&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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