Call center, USB: “Covisian approda a Taranto e nega diritti lavoratori”

 

pubblicato il 14 Giugno 2020, 11:20
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A meno di 15 giorni dall’avvio delle attività, la multinazionale di call center Covisian rompe il silenzio, ma “dimentica” di convocare i
rappresentanti sindacali eletti dai lavoratori coinvolti nella clausola sociale. E’ quanto denuncia, con una nota, l’USB Tlc.
“Agli inizi di maggio – afferma Giuseppe Maniglia, coordinatore del settore TLC di USB Lavoro Privato Taranto – abbiamo appreso che l’appalto relativo al Front Office di Servizio Elettrico Nazionale (attualmente affidato a Teleperfomance) era stato aggiudicato alla multinazionale di call center Covisian SpA . Dal 1 luglio quindi, Covisian dovrà assumere i circa 200 lavoratori attualmente impiegati nell’attività alle dipendenze di Teleperfomance, come previsto dalla clausola sociale contenuta nel contratto nazionale di settore. Come sempre in questi casi, si tratta di una trattativa impegnativa e non scontata – prosegue il sindacalista – in cui il protagonismo dei rappresentanti sindacali è fondamentale per preservare le condizioni contrattuali già acquisite, in termini di reddito e tutele dei lavoratori”.
“Tuttavia, nonostante la rilevanza del tema e le nostre ripetute comunicazioni alla Società subentrante – aggiunge Francesco Marchese,
componente del gruppo dirigente di USB Taranto – Covisian non ha dato alcun segnale fino a pochi giorni fa, quando ha convocato (il 16 giugno) solo alcune organizzazioni sindacali, “dimenticando” di coinvolgere nelle trattative i rappresentanti sindacali democraticamente eletti proprio da quei lavoratori che intende assumere. Questo atteggiamento aziendale non solo getta un’ombra sulla legittimità dell’intera procedura di clausola sociale che individua precisamente ruoli e tempi della trattativa, ad oggi palesemente violati, ma suscita
soprattutto preoccupazione riguardo alla concreta volontà di salvaguardare le condizioni contrattuali dei lavoratori interessati”.
“Non abbiamo intenzione di stare a guardare e correre il rischio di vedere peggiorare le condizioni di lavoro di centinaia di donne e uomini troppo spesso vittime del ricatto sociale e occupazionale – concludono i due rappresentanti sindacali -. Per questo abbiamo richiesto al Ministero del Lavoro di verificare la correttezza dell’operato di Covisian nell’ambito della procedura di clausola sociale in corso e non esiteremo ad organizzare la protesta dei lavoratori per il giusto riconoscimento del ruolo dei rappresentanti da loro eletti”.

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