CIS, come sarà Taranto nel 2026?

 

Punto stampa col Sottosegretario Turco. Moltissimi i temi aperti, dalla riqualificazione del Quartiere Tamburi al nuovo ospedale. Una la scadenza simbolo: i Giochi del Mediterraneo del 2026.
pubblicato il 12 Giugno 2020, 21:13
13 mins

Punto stampa in Prefettura, per il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mario Turco, dopo gli incontri istituzionali con gli attori del Contratto Istituzionale di Sviluppo, la cabina di regia che gestisce l’ormai famigerato miliardo di euro per l’area di Taranto. Un appuntamento che a quanto pare diventerà una consuetudine, per comunicare alla città lo stato di avanzamento degli interventi di risanamento e riconversione del territorio.

Numerosissimi i temi sul tavolo (per un riassunto degli ultimi eventi leggi «Cis Taranto, pioggia di milioni sulla Città Vecchia»). In ordine sparso: foresta urbana e lungomare terrazzato al Rione Tamburi, impianti sportivi per i Giochi del Mediterraneo, acquario, riqualificazione della Base Navale e dell’ex-Stazione Torpediniere, nuovo Ospedale San Cataldo, attrattori turistici, ArcelorMittal. E, ovviamente, l’Università autonoma (leggi «Università di Taranto, perché ne parliamo così poco?»)

La scadenza simbolica (ma neanche tanto) che il Sottosegretario Turco presenta per vedere una Taranto diversa è ben precisa: il 2026, anno in cui si terranno i Giochi del Mediterraneo.

Foresta urbana ai Tamburi, necessaria rimodulazione

Prima grande questione sul tavolo, la foresta urbana che dovrebbe cambiare il volto del quartiere Tamburi. Divisa in due sezioni, nord e sud, la foresta sud (in verde chiaro nell’immagine) dovrebbe svilupparsi in gran parte dove ora sorgono le cosiddette “case-parcheggio” (definizione quanto mai infelice, che usiamo solo per capirci). La possibilità che le palazzine siano abbattute per far posto alla foresta, però, è subordinata alla realizzazione dei nuovi alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica già previsti nell’ambito del CIS in capo al Comune di Taranto. Un progetto in itinere, ma che si trova ancora in una fase troppo embrionale perché si possa avviare la realizzazione della foresta sud. La soluzione proposta dal Governo, in sintonia con l’Amministrazione Comunale, è di dirottare i fondi attualmente assegnati alla foresta sud per realizzare una nuova sezione di foresta da individuare nel perimetro del centro siderurgico, perché siano cedute dall’industria alla città. Questo, rassicura Turco, non comporterebbe la cancellazione della foresta sud, ma solo la necessità di un suo rifinanziamento, come già fatto per i tre palazzi storici in Città Vecchia, i cui fondi erano stati dirottati sull’acquisizione della Banca d’Italia come sede per il corso di Laurea in Medicina.

Sempre per quanto riguarda il quartiere Tamburi, secondo quanto affermato da Turco, il Comune di Taranto e Invitalia dovrebbero riuscire a garantire entro la fine del mese il progetto di fattibilità del lungomare terrazzato sul Mar Piccolo, primo passo concreto verso la realizzazione dell’opera (in celeste nella cartina riportata in alto). Sempre entro la fine del mese dovrebbe essere completata la progettazione preliminare anche per l’impiantistica sportiva nel quartiere, mentre sarà luglio il mese decisivo per il progetto di generale riqualificazione urbana del quartiere.

Rischio idrogeologico, avviata interlocuzione con il Ministero dell’Ambiente

Restando in periferia, o meglio, in due opposte periferie della città, qualcosa si muove anche sul fronte del contrasto al rischio idrogeologico nei Rioni Salinella e Lido Azzurro. Turco ha rassicurato che è stata avviata un’interlocuzione con il Ministero dell’Ambiente per avviare progetti di messa in sicurezza.

Ospedale San Cataldo, «Deve essere pronto entro dicembre 2021»

Decisamente più perentoria e ambiziosa l’affermazione sull’ospedale San Cataldo, che a detta del Sottosegretario potrà e dovrà essere pronto entro dicembre 2021. Turco assicura che la sentenza del Consiglio di Stato sull’aggiudicazione della gara non inciderà sulla possibilità di affidare i lavori, e detta una tempistica stringente:

  • in settimana: informativa all’ANAC sulla sentenza del Consiglio di Stato
  • entro 30 giorni:
    • aggiornamento dei certificati richiesti dal Codice degli Appalti
    • assegnazione dei lavori
    • rilascio autorizzazione comunale per lo svolgimento dei lavori in notturna
  • a seguire: proposta ad ASL del nuovo contratto di affidamento
  • completamento entro dicembre 2021

Università autonoma un obiettivo strategico

Dal nuovo ospedale al Corso di Laurea in Medicina il passo è brevissimo, e sul punto Turco smussa le polemiche sollevate dallo stesso MoVimento 5 Stelle sulla visita di Emiliano all’ex-Banca d’Italia («Avevo ricevuto anch’io l’invito, ma ero a Roma per impegni istituzionali») e invita nuovamente all’unità di intenti verso quello che viene definito «un obiettivo strategico del Cantiere Taranto», e cioè l’istituzione dell’Università degli Studi di Taranto.

A questo proposito, il senatore Turco afferma che già queste settimane saranno cruciali per un’autonomia che potrebbe essere decretata fra tre anni. In questi giorni, infatti, con il supporto dell’Università di Bari si potranno impegnare a livello governativo i 30/40 milioni di euro che fra tre anni serviranno per la costituzione del polo universitario autonomo. E a proposito di Bari, Turco avverte: «Se l’Università di Bari non vuole giocare questa partita noi abbiamo alternative, Bari lo sa». E ribadisce che in questi tre anni l’Università Aldo Moro sarà solo la sede amministrativa del corso, che didatticamente sarà tutto incardinato su Taranto.

Sempre a proposito di Università, il Sottosegretario rivendica la scelta fatta dal Governo di puntare proprio sul corso di Medicina, per il vasto indotto che esso può generare in termini di studenti, docenti, corsi di specializzazione e, nel medio periodo, un ospedale universitario che dovrebbe affiancare il nuovo “San Cataldo”.

Acque reflue, in stallo interlocuzione con Mittal

Non poteva mancare il tema Ilva/ArcelorMittal, e pare sia in corso una rottura fra il Governo e ArcelorMittal sull’eterno tema delle acque reflue (per approfondire leggi «Falda del Gennarini inquinata: al CIS lo sanno?»). «La richiesta di Mittal – afferma Turco – è che loro hanno una necessità di acqua distillata. A me risulta che l’acqua del Sinni non è acqua distillata, neanche quella del Mar Piccolo, però la loro richiesta è che loro hanno la necessità di avere acqua distillata. Noi con l’impianto che andiamo a realizzare abbiamo delle acque reflue che sono a norma […] per uso agricolo e per uso industriale. Quindi, noi l’impianto lo facciamo, prendiamo atto che quelle acque non serviranno per uso industriale, le rendiamo utilizzabili per i nostri agricoltori che avranno un grande beneficio, però questo non significa che non ci sarà un altro problema da affrontare, perché c’è una violazione dell’AIA, che è una norma di legge. Per cui, quando prenderò atto di questo, farò due cose: andremo avanti con il progetto CIS, lo modifichiamo per uso agricolo, aprirò un problema che rimetterò ai commissari, che rimetterò a Mittal e che rimetterò ai ministeri competenti […]. Entro la settimana prossima prenderò atto di questo e non posso perdere tempo, perché altrimenti creo un danno erariale». La descrizione di un autentico muro contro muro. Come se ne uscirà?

L’acquario, un attrattore turistico fondamentale (forse alla Stazione Torpediniere)

Grandi aspettative pesano anche sul progetto dell’acquario, che nel disegno spiegato dal Sottosegretario Turco dovrà rappresentare uno dei principali poli di attrazione della città, e addirittura una garanzia, per chi dovesse investire in strutture ricettive in vista dei Giochi, di continuità del flusso di turisti anche dopo la grande kermesse sportiva. Dovrà essere anche un polo didattico e di ricerca (con il contributo del CNR) e no, non sarà ai Cantieri Tosi, area su cui insistono siti privati e perciò inadatta ad ospitare un attrattore pubblico. Allo scopo di sfruttare i poteri di commissario straordinario conferiti al Presidente dell’Autorità Portuale, il Governo immagina che il sito debba trovarsi in un’area sotto la sua competenza. Area che, dopo un trasferimento da parte della Marina Militare («Penso entro fine mese» si sbilancia Turco), potrebbe essere l’ex-Stazione Torpediniere. Parallelamente, si procederà ad importanti lavori di ammodernamento della Base Navale in Mar Grande che dovranno consentirle di ospitare la prossima ammiraglia Trieste e anche navi di altre marine della Nato.

Presto una grande multinazionale di servizi in città

«Presto arriverà, penso nella prima settimana di luglio, un annuncio importante su un’impresa multinazionale che si insedierà su Taranto, che assumerà circa 300 unità lavorative, di cui 100 entro fine anno». Non si sbottona tanto più di così, il Sottosegretario (le insistenze dei giornalisti lo portano ad ammettere che si tratta di una multinazionale statunitense di servizi, già presente in Italia, che avrà un insediamento anche nel centro cittadino).

Giochi del Mediterraneo, entro il 30 settembre il piano di investimenti per le infrastrutture

Passando, poi, al grande appuntamento dei Giochi del Mediterraneo, dovrà arrivare entro il termine perentorio del 30 settembre (perché dall’1 ottobre si avvia la pianificazione dei fondi infrastrutturali 2021/2027), da parte di Comune di Taranto e Regione Puglia, il piano di investimenti che dovrà individuare su quante e quali infrastrutture si dovrà investire. Da qui passerà anche la scelta dei siti che ospiteranno le gare, e a questo proposito Turco ricorda che i Giochi saranno organizzati assieme a Lecce e Brindisi. E mette in guardia: per rendere televisivamente più attrattivi i Giochi (che subiranno anche la concorrenza interna delle olimpiadi invernali di Milano-Cortina) saranno previsti anche eventi collaterali, come ad esempio incontri della nazionale di calcio e di quella di basket. Perché questi si svolgano a Taranto, però, è necessario che la città si muova in tempi celeri, altrimenti sarà sin troppo facile un dirottamento su Lecce (per lo stadio) e su Brindisi (per il palazzetto).

Il Decreto “Cantiere Taranto” potrebbe non servire più

Infine, visto anche quanto detto nell’ultimo incontro con la stampa, non può mancare una domanda sulla gestazione del Decreto “Cantiere Taranto”. E la risposta è che il decreto potrebbe non essere più necessario, in quanto si sta cercando di portare tutto sotto l’unica cabina di regia (in mano alla Presidenza del Consiglio) del CIS. E si ricorderà che, all’epoca in cui si discusse del decreto, su questa posizione si attestarono gli enti locali (si ricordino i commenti dei consiglieri comunali e provinciali Azzaro e Vietri), mentre proprio il Sottosegretario Turco affermava, in un’intervista a La Stampa, che «Il Cis però è una misura del passato: ora occorre andare oltre» (leggi «Ma cos’è questo Cantiere Taranto?»). Evidentemente con la governance del tavolo CIS (da inizio marzo in mano proprio allo stesso Turco, per incarico del premier Conte) sono cambiati anche i rapporti in campo. E se questo può portare ad una maggiore unità d’intenti fra Governo centrale ed enti locali, beh, non possiamo che esserne contenti.

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2 Commenti a: CIS, come sarà Taranto nel 2026?

  1. Fra

    Giugno 13th, 2020

    Ma la Marina doveva sloggiare diversi anni fa ed invece è ancora lì ,inoltre L’area degli ex cantieri Tosi è un’area meravigliosa perché innanzitutto da una vista spettacolare della città ,unica mette serenità e poi c’è la piccola stazione nasisi che può trasformare il modo di vedere e giudicare la città . Non possiamo trascurare certi dettagli . Per quanto riguarda le strutture sportive ,avevamo qualcosa che avete abbandonato , tipo il tursport di San Vito , quello di Grottaglie , il magna Grecia , la Ricciardi , poi c’è il mazzola . Rivedere il progetto dei ragazzi del politecnico di Bari è l’innovazione che serve alla città ,non ho mai visto qualcosa di più bello per Taranto ,anzi dovremmo ringraziare il loro contributo ,perché per una volta si è riusciti a sognare e vedere qualcosa di stupefacente, invece volete mollare. Se non abbiamo strutture lasciate a Lecce e Brindisi il privilegio dei giochi ,a noi porta solo rogne si vede . Credo che il sindaco volesse rilanciare Taranto per quello che merita ,anche se l’inciviltà di certi loschi tarantini ci ha resi degni dello schifo che ci circonda ,ci fa amareggiare e sentire vittime di un sistema che non ci ascolta e credetemi ci fa molto soffrire . Ammetto che la Marina ha preservato certi posti che in mano nostra sarebbero finiti alla brace ,però se siete così bravi a sgominare gli spacciatori ,perché non bloccate tutti gli incivili che disprezzano il nostro patrimonio e non ci permettono di crescere , non sappiamo più se ci sarà vita in questa città ,se realmente cresceremo ,spero proprio che il territorio cresca e ci permetta di andare via da tutta questa incertezza, la medicina è uno studio che non ha radici in questa città , ci vuole una scuola di bon ton prima di tutto , e poi forse si può arrivare ad altre conclusioni . L’università dei cozzari e dell’acciaio dobbiamo fare e anche degli zacchei .

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  2. gianni lacava

    Luglio 11th, 2020

    avrete notato un elemento importante. Si vuole dare a Taranto una immagine diversa , nuova, attrattiva! Cosa rende , NEL RESTO DEL MONDO , immagine , se non il momento in cui si giunge a Taranto ? Gli esperti della comunicazione e marketing,incaricati a seguito di provata esperienza di settore e con evidenti referenze,collegate alle mansioni attribuite, dovranno manifestare , ma solo con un colpetto di tosse, la loro perplessità , derivante dal fatto che c’è l’obbligo di tacere sulla presenza a Taranto di un aeroporto, tral’altro gestito, a condizioni che non sono state rispettate, anzi. Anche il prof. dr. Turco, non deve dispiacere il suo movimento da cui partono gli input salentini e mettono in guardia il sottosegretario di STATO , dal definire , una volta per tutte l’utilizzazione dello scalo ionico. Ribadisco , ancora, almeno da trenta anni, che la regione ha sottoscritto un contratto con il quale si impegnava a rendere operativo lo scalo , concretizzando una serie di attività , che vende meno, avrebbero dato luogo alla revoca della concessione quarantennale. Aggiungo che nello stesso periodo della richiesta fatta al ministero delle inf4asttutture da parte della ex SEAP , poi ADP spa, fu esclusa , peraltro senza riscontro scritto, la società GEOFLY creata espressamente a Taranto , anzi studiata presso uno studio notarile di Taranto, e costituitasi a Grottaglie.Ma qui, il sistema ha voluto dare la precedenza a chi già gestiva lo scalo , con una concessione ” precaria” con rinnovo triennale, a nonostante la ex SEAP già a quei tempi aveva lo stesso atteggiamento ” niett ” su Taranto, è stata gratificata con l’emanazione della legge, che assegnava ad ADP spa la concessione quarantennale sugli aeroporti di Bari, Brindisi, Foggia, e Taranto.( 2003).Ribadisco, ancora, che i quattro aeroporti non sono mai stati “sistema aeroportuale “, solo recentemente , e solo per la Puglia, gli scali sono definiti RETE. Quindi , premesso che la negatività espressa dalla politica , di tutti gli schieramenti, non fa onore a se stessa, anzi, ha creato da parte dei giovani pensanti, una riflessione sulle scelte che si operano quando ,gli annunci elettorali,non si materializzano in maniera conforme alle dichiarazioni pre elettorali rese. Oggi, l’unica voce che rassicura i tarantini sulla prossima fruibilità dello scalo tarantino, è quella dell’assessore Borraccino. Voglio considerare la sua buona fede, ma dalla mia esperienza nel settore, e sapendo come si muove il mercato aeronautico, non vedo come una seria compagnia possa garantire l’operatività senza un areavviso minimo di sei mesi. Certo non è garantita la rielezione degli attuali attori della politica regionale e pertanto, protraendosi la negatività istituzionalizzata ,, e con attori diversi, nessuno dovrà rispondere a nessuno. La frase che potremmo aspettarci , ma che mi auguro non dover nuovamente sentire è laconicamente sul tipo : mi dispiace, se fossi stato eletto avrei continuato nel progetto. Oppure; sono cambiati gli equilibri in giunta , e la nuova compagine ritiene che ci siano altre priorità, e poi, Taranto non ha niente da chieder ,ancora, ha ottenuto una quantità di finanziamenti che le altre province non hanno avuto. Per l’aeroporto i tarantini non hanno che una scelta, Bari ad una ora di viaggio, e Brindisi a quaranta minuti. Grottaglie solo per Los Angeles ( volo stellare)

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