ArcelorMittal, esposto in Procura dei sindacati

 

In merito alla non operatività della macchina a granulare degli altiforni ferma dal 2014 e all'utilizzo delle comandate allargate
pubblicato il 12 Giugno 2020, 17:56
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Quest’oggi i coordinatori di fabbrica di Fim, Fiom e Uilm, La Neve, Brigati e Oliva, hanno depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Taranto in riferimento alla non operatività della macchina a granulare degli altiforni “che potrebbe procurare seri problemi ambientali, impiantistici e di sicurezza per i lavoratori”.

L’impianto è chiuso dal 2014, dopo un’ordinanza del sindaco Steàno che fu sospesa dal Tar di Lecce.

Nello specifico, “Arcelor Mittal in questi mesi ha preferito non affrontare la problematica con le organizzazioni sindacali dando seguito, ancora una volta, alle cosiddette comandate allargate in occasione di uno sciopero. La non funzionalità della macchina a granulare è stata anche oggetto di una segnalazione, da parte delle organizzazioni sindacali, al Dipartimento di Prevenzione ASL Taranto – SPESAL e all’Ispettorato Territoriale del Lavoro. A seguito della denuncia, in data 26/05/2020, con un verbale l’ente ispettivo ha notificato ad Arcelor Mittal Italia SPA una prescrizione con la qualce dispone la regolarizzazione delle violazioni in essere entro 15 giorni” si legge nell’esposto.

“In occasione dell’ultimo sciopero di 24 ore, indetto dalle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm, nonostante l’accertamento delle violazioni da parte dell’Ente preposto, l’azienda non ha indicato i possibili assetti di marcia, continuando ad utilizzare le cosiddette “comandate allargate” e a non rispettare quanto previsto dagli accordi sindacali in essere che hanno sempre garantito la sicurezza degli impianti contestualmente alla proclamazione degli scioperi. Tale allargamento del numero dei lavoratori, ritenuti dall’azienda necessari alla salvaguardia degli impianti in corrispondenza degli scioperi, lede in maniera chiara ed inequivocabile il diritto costituzionale di sciopero, in quanto, la responsabilità del mancato revamping dell’impianto di granulazione della ghisa è una responsabilità in capo esclusivamente all’azienda” affermano i sindacati.

Infatti, la macchina di granulazione della ghisa “è utile a riequilibrare la produzione degli altiforni con quella delle acciaierie e come tale è già presente nel Documento di Valutazione del Rischio in vigore. Pertanto, la mancanza di questo impianto potrebbe causare delle gravi problematiche di sicurezza e ambientali a maggior ragione in questo particolare frangente in cui vi è solo una Acciaieria in cui far confluire la ghisa prodotta dagli altiforni, in considerazione anche della presunta carenza dei carri siluro che, rottamati, non sono mai stati reintegrati. Inoltre, qualora dovessero verificarsi problematiche impiantistiche differenti dallo sciopero l’azienda si troverebbe nell’impossibilità di smaltire la ghisa esattamente come dichiarato con la lettera accompagnatoria dell’azienda alle comandate allargate del 06/12/2020. Facciamo presente che quanto sopra esposto è stato sempre segnalato all’azienda ma su tali problematiche la gestione è stata totalmente unilaterale” si legge nella nota di Fim, Fiom e Uilm.

Rispetto a tutto quanto su esposto Fim, Fiom e Uilm hanno inoltrato la denuncia alla Procura della Repubblica per verificare eventuali notizie di reato in particolare relativamente agli aspetti di sicurezza sul lavoro ed ambientali.

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