Il nuovo diesse del Taranto, Pagni: “Prima l’organizzazione e poi l’allenatore”

 

Pochi concetti ma semplici per il nuovo braccio destro del presidente Giove. Recuperare credibilità e l'affetto dei tifosi, sono gli obiettivi da raggiungere al di là di quelli strettamente sportivi.
pubblicato il 10 Giugno 2020, 19:28
5 mins

All’ennesima intervista concessa agli organi di informazione da quando è stata ufficializzata la sua nomina a direttore sportivo del Taranto FC 1927, Danilo Pagni non mostra segni di cedimento, anzi conferma, con pochi concetti ma chiari, l’impressione che il club rossoblù si sia avvalso di una professionalità che potrà fornire un contributo sostanziale alla causa rossoblù.

Direttore, lei è nel pieno della sua carriera, negli ultimi anni ha lavorato sempre per società di Lega Pro (Ternana e Viterbese le ultime, ndc). Cosa l’ha convinta a scendere nei Dilettanti, sia pur in una piazza importante come Taranto, ma che vive un momento di grande depressione e dove il calcio ha perso buona parte della sua valenza sociale?

Anche nella mia precedente esperienza a Taranto arrivavo in una situazione ambientale delicata, con la squadra agli ultimi posti in classifica, la contestazione dei tifosi e lo stadio chiuso. Penso che investendo sul bacino di utenza e sulla mia professionalità possiamo ambire a qualcosa di importante che ora non voglio nominare. Sono venuto per fare calcio, le polemiche pregresse non mi interessano. Non sono un taumaturgo, sono un professionista. Il messaggio forte che dobbiamo dare è che ci dobbiamo aiutare l’uno con l’altro. Se il Taranto calcio va bene, non va bene solo per una persona ma va bene a tutto un indotto che comprende tantissime categorie di persone.

Quali obiettivi si è dato nei tre anni di impegno siglati con il Taranto?  

Dobbiamo prima di tutto strutturarci bene attraverso un’organizzazione semplice e creare senso di appartenenza senza avere l’ansia assoluta della vittoria. Oggi le società di calcio sono delle mini aziende e devono essere organizzate come tali. Al di là del risultato però il primo aspetto da curare è la credibilità. Se una società è credibile siamo già a metà dell’opera. Da questo punto di vista posso dire che il presidente Giove nell’ambiente calcistico è uno che gode di considerazione perché sinora ha sempre onorato i suoi impegni.

Qual è la priorità che si è dato attualmente: riorganizzare la società, ricompattare l’ambiente o mettere sotto contratto il nuovo allenatore?

Riorganizzare la società, darci un protocollo da seguire, semplice, snello. Subito dopo occorre riavvicinare la tifoseria. Quest’ ultimo aspetto può verificarsi sicuramente se ci sono i risultati ma anche facendo un passo indietro. Poi c’è chi ne deve fare due e c’è chi ne deve fare solo uno.

Ci traccia un profilo dell’allenatore adatto al Taranto?

Deve avere una buona personalità, un’ottima preparazione ed entusiasmo da vendere. Non esistono guru. Quello che conta è il valore assoluto del professionista e la sua personalità.

Che differenza c’è tra il Pagni visto a Taranto nel 2007 e quello odierno?

Quando ho lavorato a Taranto la prima volta avevo già delle esperienze alle spalle, che ora ho accresciuto ulteriormente, girando l’Europa, il mondo, facendo scouting per il Chievo e per il Milan. Tutte esperienze da mettere a disposizione del presidente Giove e del suo staff.

Quanto è importante fare scouting anche nei Dilettanti?

Direi che non si possono allestire squadre senza conoscere bene i calciatori, andare in giro a visionarli anche nelle categorie più basse. Ho portato tanti giocatori dalla serie D ai professionisti, mi vengono in mente Carretta (ora al Cosenza) o Falzerano (ora al Perugia).

Ultima domanda: suo padre è stato allenatore di calcio tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli ottanta. Che insegnamento ha tratto da lui in relazione a questo mondo che è poi è diventata anche la sua professione?

Da mio padre ho imparato come si gestisce dal punto di vista umano uno spogliatoio che poi, nel mio campo, è la gestione di un gruppo di lavoro.

credit foto www.calciofere.it

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