Taranto ad un bivio: se non recupera il suo valore sociale, meglio la quarantena

 

Contestazioni, polemiche e scaramucce social stanno facendo perdere inclusività ad uno sport che è sempre stato molto amato in città. Intanto è stato raggiunto l'accordo, su base triennale, con il nuovo direttore sportivo, Danilo Pagni
pubblicato il 08 Giugno 2020, 10:52
5 mins

Non possiamo far finta di niente, non si può ignorare quello che è accaduto negli ultimi tempi e ciò che sta accadendo in questi giorni attorno al Taranto Fc 1927.

Infuria la contestazione, inutile nasconderselo, d’altro canto spuntano striscioni in ogni angolo della città. Destinatari della contestazione il presidente del Taranto, Massimo Giove, ed il suo amico e consulente Vittorio Galigani. Un connubio che ha resuscitato antiche ruggini tra una parte della tifoseria e l’ex direttore sportivo di lungo corso del Taranto – sempre molto influente nonostante ai più sia inviso- anche per via di certe dichiarazioni senza peli sulla lingua: “E’ quasi impossibile fare calcio a Taranto per la vicinanza di certi ambienti malsani. Nella mia carriera di dirigente a Taranto non sono sceso a certi compromessi con gli ultras della curva che hanno trovato sempre il modo di contestarmi”.

Possiamo dire, senza essere smentiti, che l’indice di gradimento di questa società nei confronti del tifoso – medio, non vogliamo restringere il campo solo ai curvaioli, è ai suoi minimi  in questo momento. Ai risultati deludenti del club nelle ultime tre stagioni con via vai di allenatori, giocatori e dirigenti, si è aggiunta la questione legata al logo ufficiale, che è stato cambiato senza tener conto della volontà popolare espressa in un referendum che aveva votato quello precedente.

Però si sa che una fetta consistente dell’opinione pubblica e dei tifosi rossoblù ha un andamento umorale ondivago ed ai primi nomi dati in pasto in sede di mercato muta il proprio atteggiamento dall’essere critico all’essere entusiasta. D’altro canto abbiamo tutti fresco il ricordo della conferenza stampa del luglio scorso allorquando furono presentati l’allenatore Ragno e l’attaccante Genchi. In questi giorni, invece, ad arginare i delusi ci ha pensato l’accordo – triennale – con il  nuovo direttore sportivo, Danilo Pagni, un nome che pare sia sinonimo di garanzia di successo. Questo perché il tifoso del Taranto ama talmente tanto la sua squadra che, come accade quando la donna del tuo cuore ti tradisce, basta una mezza carezza per farti dimenticare tutto. “Allora mi ama ancora?” Ed il cuoricino negli occhi torna a campeggiare.

Purtroppo, però, a volte bisogna essere razionali. Il calcio viene da una stagione da dimenticare che è passata attraverso contestazioni tutt’altro che civili, con un odio social in costante aumento ed episodi concreti raccapriccianti (il manichino impiccato piuttosto che la testa d’agnello con messaggio inquietante, destinati ad alcuni dirigenti rossoblù), finendo con il congelamento della stagione, causa Covid.

Inoltre, in queste ultime ore stanno circolando screenshot di un battibecco su Facebook tra due ex dirigenti del Taranto con tanto di accuse pesanti, ai limiti della querela, che veramente ci fanno cadere le braccia per quanto il livello di discussione sia diventato così miserevole da avere voglia di scrivere che è meglio mettere in quarantena per un po’ “u pallone” a Taranto.

Però un’altra possibilità la vogliamo concedere. Si faccia un passo indietro. Si tenti un’operazione simpatia e trasparenza. Si avvii un progetto condiviso senza arroccarsi nelle proprie posizioni. Si ascolti il cuore e non la ragione. Il logo, ad esempio, si ha necessità di cambiarlo proprio in questo momento? Si può evitare di esasperare gli animi in un momento in cui i segnali di ricostruzione (una società che finalmente si organizza con figure professionali certe e ritagliate, in grado di dare identità ognuno al proprio ambito di competenza) e programmazione, il triennale a Pagni ne è dimostrazione, arrivano chiari?

Ai contestatori seriali poniamo questa domanda. All’orizzonte ci sono seri acquirenti del Taranto? A quanto pare ci sono solo i soliti avvoltoi che girano attorno alle società di calcio in difficoltà, solo quelli.

Perché? Questa domanda la vorremmo porgere al presidente Giove.

 

Condividi:
Share

Commenta

  • (non verrà pubblicata)