Ex Ilva, la piattaforma del consiglio di fabbrica

 

In sette punti le rivendicazioni dei sindacati in vista dell'incontro di domani con il MiSE e dello sciopero di 24 ore in tutti gli stabilimenti
pubblicato il 08 Giugno 2020, 18:36
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Consiglio di fabbrica quest’oggi per Fim, Fiom e Uilm, per costruire un percorso di mobilitazioni necessario “a respingere il piano industriale presentato dalla multinazionale con cui, ancora una volta, prova a ridisegnare prospettive differenti rispetto a quanto sottoscritto in sede ministeriale lo scorso 6 settembre 2018″.

“In questi mesi abbiamo assistito a continui annunci del governo in base all’accordo del 4 marzo 2020, tra la gestione commissariale e Arcelor Mittal, in cui il sindacato è stato completamente estromesso – denunciano i sindacati -. Inoltre, il 5 giugno 2020 il governo, inspiegabilmente, ha dato la possibilità ad AMI di presentare un ulteriore piano industriale che rinvia al 2025 le innovazioni tecnologiche insieme al piano di risanamento ambientale. L’unica cosa certa contenuta all’interno del piano industriale sono gli esuberi del personale di Ilva in AS, di AMI, e le pesantissime ricadute sul piano occupazionale nel bacino degli appalti”.

Fim, Fiom e Uilm ritengono “inaccettabile l’atteggiamento del governo che continua a trattare con Arcelor Mittal, una controparte che ha dato dimostrazione di essere un soggetto inaffidabile e che non rispetta gli impegni sottoscritti continuando a rinviare gli investimenti sulle innovazioni tecnologiche e non garantendo la manutenzione degli impianti”.

Il consiglio di fabbrica, dopo un’ampia discussione, ha deciso di costruire una piattaforma con cui caratterizzare le prossime iniziative di mobilitazione, a partire dallo sciopero di 24 ore di domani 9 giugno indetto per tutto il gruppo ex Ilva, compreso il mondo dell’appalto.

“Riteniamo fondamentale illustrare ai lavoratori i punti programmatici per avere chiaro il percorso di mobilitazioni e l’obiettivo da perseguire per il futuro ambientale, occupazionale e produttivo del sito di Taranto.

· Nessun licenziamento. L’accordo del 6 settembre 2018 prevede zero esuberi e la tutela dei lavoratori di ILVA in AS attraverso la clausola di salvaguardia occupazionale. Non intendiamo mettere in discussione quanto sottoscritto in sede ministeriale;

· Integrazione salariale e rotazione equa con la ripartenza delle manutenzioni e degli impianti attualmente fermi;

· Appalto. Ripresa delle attività previste dal piano ambientale e interventi manutentivi necessari a ricollocare gli stessi lavoratori del mondo dell’appalto;

· Innovazione tecnologica e completamento del piano ambientale non possono subire ulteriori slittamenti;

· Introduzione della Valutazione di Impatto Sanitario Preventivo;

· Provvedimento speciale per Taranto. Introduzione di misure specifiche per la tutela dei lavoratori con strumenti idonei affinché nessuno rimanga indietro;

· Maggiore coinvolgimento delle istituzioni locali e delle parte sociali sul fronte degli investimenti previsti dal CIS, necessari a far ripartire un’economia diversificata e che dia nuove possibilità di lavoro in un territorio particolarmente provato dal punto di vista occupazionale”.

Durante l’incontro, previsto per domani, in video conferenza con il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli “ribadiremo la nostra netta contrarietà ad avviare una trattativa con un interlocutore che si è mostrato irrispettoso, oltre che inaffidabile, verso i Lavoratori e la Comunità in spregio agli accordi sottoscritti” affermano ancora i sindacati metalmeccanici di Taranto.

Mercoledì 10 giugno alle ore 8:30, dopo gli esiti che emergeranno dall’incontro ministeriale, sarà convocato il consiglio di fabbrica “per assumere iniziative di mobilitazione affinché sia chiaro al governo che qualora non assumerà una posizione chiara rispetto al futuro di migliaia di lavoratori il Sindacato non resterà a guardare”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/06/08/ex-ilva-ecco-il-piano-industriale-di-arcelormittal/)

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