Arsenale Taranto, si rischia il collasso

 

Presentato il piano industriale per il quinquennio 2020/2025: soltanto a Taranto serviranno 861 lavoratori in più per colmare la carenza di personale
pubblicato il 08 Giugno 2020, 20:58
5 mins

È stato presentato il 4 giugno durante un incontro con il Comando Logistico della Marina Militare, il piano industriale per il quinquennio 2020/2025. Il piano descrive le prospettive degli Arsenali di Taranto, La Spezia ed Augusta, rilevandone le criticità ed individuando le soluzioni per impedirne il collasso.

“Il progetto industriale presentato conferma la necessità di conservare ed implementare la capacità manutentiva delle unità navali, tradizionalmente affidata ai tre poli industriale ma la condizione, oltre che alla formazione dei lavoratori verso le nuove tecnologie, alla stabilità dei flussi finanziari destinati alle infrastrutture e alle innovazioni tecnologiche, al ripianamento delle risorse umane, senza le quali – viene precisato – il collasso sarà inevitabile” commentano FP CGIL CISL FP e UIL PA.

Le carenze del personale sono state illustrate sia in termini percentuali che in termini numerici attraverso le esigenze assunzionali.

Per l’Arsenale di Taranto, secondo le tabelle contenute nel piano industriale illustrato dal Comando Logistico della Marina Militare ai sindacati, la carenza di personale raggiungeva al 31 dicembre 2019 il 40%. Al 31 dicembre 2024 il dato sale invece al 55 per cento: aggiungendo l’effetto quota 100, c’è un ulteriore incremento al 70 per cento.

Quindi, per l’Arsenale di Taranto, secondo i calcoli delle organizzazioni sindacali, ci vorrebbero di 861 nuovi lavoratori da inserire in organico, tra il 2020 e il 2025: 445 quest’anno, 47 nel 2021, 98 nel 2022, 105 nel 2023, 142 nel 2024 e 24 nel 2025. 

“In verità il medesimo allarme era stato già evidenziato, sia dalla stessa MM che da FP CGIL CISL FP e UIL PA, davanti alle Commissioni Difesa di Senato e Camera quando è apparso a tutti evidente il fallimento della Legge 244/12 che, attraverso la cancellazione di 10.000 posti di lavoro per dipendenti civili ha, di fatto, finanziato in maniera indiscriminata la spesa per il personale militare impoverendo i territori e pregiudicando la capacità operativa delle FF AA” commentano i sindacati nella loro nota unitaria.

Nel corso del loro intervento FP CGIL CISL FP UIL Pa hanno richiesto se sussistono “connessioni tra la norma prevista nel Decreto Rilancio che, ricordiamo, prevede l’affidamento a soggetti privati di strutture dell’AD (capannoni, bacini, officine, ecc.) ed il piano industriale presentato dalla MM, ma il Comandante Logistico ha precisato che la FA non è stata coinvolta nella definizione della norma e non ne conosce le prospettive di applicazione”.

Le OO.SS. hanno altresì sottolineato “l’incongruenza tra le esigenze assunzionali, rappresentate al netto degli ex militari, e la reale consistenza organica che li ricomprende e che fa escludere al Mef la possibilità di autorizzare la spesa per ulteriori assunzioni, visto che entro il 2024 l’organico dovrà essere di 20.000 unità”. Insomma stanno scoppiando tutte le contraddizioni che FP CGIL CISL FP e UIL PA “hanno, negli anni, evidenziato richiamando invano la responsabilità di tutti i vertici politici che si sono succeduti negli anni che non hanno mai assunto un ruolo di coordinamento di tutte le varie anime del Ministero”.

“In tema di contraddizioni, nel corso della riunione il Comandante Logistico ha sostenuto che il Protocollo Nazionale tra AD e OO.SS. per la prevenzione del contagio non sarebbe stato firmato da SMD e che la FA non lo avrebbe ricevuto né trasmesso alle sue articolazioni inferiori. L’affermazione ha provocato la dura reazione di FP CGIL CISL FP e UIL PA che hanno sottolineato la gravità della circostanza riferita, che rappresenta uno sgarbo istituzionale senza precedenti, e che risulta smentita dalla diretta partecipazione dello SMD al tavolo della delegazione trattante presieduta, ricordiamo, da Persociv”.

Sull’argomento FP CGIL CISL FP e UIL PA hanno infine precisato che “la mancata applicazione o semplicemente il mancato riferimento all’Accordo Nazionale del 15 maggio 2020, impedirà la ripresa di qualsiasi attività lavorativa che renderà necessario l’intervento del vertice politico”.

(leggi tutti gli articoli sull’Arsenale della Marina Militare di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=arsenale&submit=Go)

Condividi:
Share
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)