Volley: Venti anni fa la prima promozione di Taranto in A/1

 

Il ricordo di un'impresa nelle parole dei protagonisti. I derby "caldi" con il Gioia del Colle, l'esodo di trecento tifosi per la gara-promozione a Cutrofiano.
pubblicato il 07 Giugno 2020, 08:50
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Venti anni fa circa, il 2 aprile del 2000, la Taranto del volley festeggiò la prima storica promozione in serie A/1 grazie all’impresa della Magna Grecia, guidata in panchina dal “solito” Vincenzo Di Pinto – specialista in miracoli sportivi – e trascinata in campo da un manipolo di giocatori di grande caratura tecnica ed umana, tra i quali lo schiacciatore serbo Boban Kovac che, qualche mese più tardi, con la Jugoslavia avrebbe conquistato la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Sidney.

Una ricorrenza, questa, che sarebbe passata inosservata se la coppia Bongiovanni-Zelatore non avesse stimolato il lobo temporale del nostro cervello rilevando, qualche settimana fa, il titolo sportivo di serie A/2 della Materdomini Castellana Grotte.

L’anello di congiunzione tra futuro, presente e passato è proprio Antonio Bongiovanni che all’epoca era vice-presidente della Magna Grecia Volley portata nel 1996 da Matera a Taranto dall’imprenditore e presidente Piero Dibattista.

La stagione 1999-2000 ha lasciato negli sportivi tarantini ricordi indelebili alcuni dei quali legati a sfide divenute come quelle con il Gioia del Colle, nel più classico derby tra tarantini e baresi.

Quel campionato, che vide la Magna Grecia ai nastri di partenza inserita tra le favorite per la promozione assieme ad almeno altre tre squadre (Milano, Gioia del Colle e Grottazzolina), cominciò male, con tre sconfitte nelle prime quattro giornate.

Ma un luogo comune, supportato dai fatti, diceva che le squadre allenate da Di Pinto venissero fuori alla distanza; ciò dovuto ad una preparazione fisica impostata per essere pimpanti nella seconda parte di stagione.

La prima vera svolta della stagione avvenne quando la squadra rossoblù andò ad espugnare il parquet dell’Asystel Milano, concorrente per il salto in A/1, con tanto di diretta televisiva su Tele Montecarlo 2 (l’attuale la 7). Lo schiacciatore Kovac giocò una partita strepitosa (22 punti) con la gioia del cuore per la nascita, a Taranto, del suo primogenito Davide, anch’egli in seguito divenuto pallavolista.

Altra svolta fu il derby di andata con il Gioia del Colle, perso 3-2 sul neutro, si fa per dire, di Castellana Grotte, in un clima ostile. Ci furono, infatti, degli incidenti tra le due tifoserie prima e dopo la partita, disputatasi il 19 dicembre 1999. Il Gioia andò avanti di due set, Taranto guidata dalla personalità e carattere del solito Kovac – che durante un time out in piena trance agonistica strappò con le sue mani la maglia da gara indossata – pareggiò il conto dei set (2-2) e portò i padroni di casa al tie- break. Partita fu molto tesa ed equilibrata.

Sul 15 pari accadde che gli arbitri divennero protagonisti negativi del match chiamando prima una doppia all’opposto di Taranto Karabec e poi valutando out una schiacciata dello stesso giocatore, apparsa ai più dentro il campo di diversi centimetri, chiudendo di fatto il match con il 17-15 del Gioia. Tuttò ciò scatenò il putiferio in campo, con i giocatori jonici che persero la testa. Il due metri e sette centimetri Karabec, solitamente freddo come solo uomo dell’est europeo sa essere, si precipitò sotto il seggiolone del primo arbitro e lo scosse in maniera veemente, mentre il focoso centrale ispanico Robles gli mise le mani addosso. La coppia dei direttori di gara lasciò il palazzetto scortata dalle Forze dell’Ordine ed in base al referto compilato, Robles venne inizialmente squalificato per dieci giornate (ridotte a due successivamente) mentre coach Di Pinto prese tre giornate di stop per le proteste piuttosto veementi.

Dopo una gara tiratissima del genere per tollerare quel doppio errore consecutivo bisognava essere passati prima alla scuola di Ghandi” affermò il direttoro sportivo di Taranto, Vito Primavera.

La vendetta sportiva ebbe il suo compimento nella gara di ritorno a Taranto, in un match da dentro o fuori in chiave promozione. Era la penultima di campionato. Chi perdeva avrebbe dovuto sperare nei play-off per salire in A/1. La data del 26 marzo 2000 entrò di diritto nella storia della pallavolo tarantina. Oltre duemila tifosi stipati all’interno del Palafiom (di cui 300 provenienti da Gioia) ed uno spiegamento di Forze dell’Ordine degno di uno stadio di calcio. La squadra di Di Pinto sciorinò la prestazione perfetta (3-0) ed i gioiesi tornarono a casa carichi di meraviglia.

L’urlo del Palafiom al punto della vittoria riecheggia ancora nelle orecchie del Boys Group, il gruppo di ultras rossoblù sempre al fianco della Magna Grecia: “Posso dire che a distanza di venti anni nessuno di noi del gruppo, ormai scioltosi, ha dimenticato le emozioni di quella partita, più di quella successiva che sancì la promozione matematica in A/1. Quella sera fu goduria assoluta: un Palafiom mai sino ad allora così pieno di colori rossoblù e la squadra avversaria surclassata dalla nostra” , ricorda Leo Risimini, uno dei tifosi che formò il gruppo ultras tre anni prima.

Per conquistare la matematica promozione occorreva, però, ancora uno sforzo:un successo esterno, la settimana successiva, in un altro derby, questa volta con i leccesi del Cutrofiano. L’esodo di trecento tarantini nel paesino noto per il commercio delle calzature, accompagnò la Magna Grecia Volley alla vittoria sperata. Il punto decisivo fu messo a segno da quel lungagnone di Karabec. E’ A/1, la classifica finale recitava: Taranto 67, Milano 66, Gioia e Grottazzolina 65. Si scatenò la festa al palazzetto ed in città.

Ad un certo punto mi ritrovai seminudo nel nostro spogliatoio, fui oggetto di gavettoni da parte dei miei giocatori e chiesi al presidente del Cutrofiano di prestarmi qualcosa da indossare“ – ricorda divertito Antonio Bongiovanni “Il 2 aprile del 2000 è stato uno dei giorni più belli della mia vita sportiva. Il coronamento di un lavoro durissimo, portato avanti con grande passione da tutti i protagonisti dell’epoca. Fummo accompagnati in questa impresa dal nostro caloroso e passionale pubblico, una vera torcida rossoblù che rendeva la vita ostica a tutti gli avversari che venivano a giocare al Palafiom”

Fu un’impresa che resta patrimonio di tutta la pallavolo meridionale, all’epoca lontana dai livelli dei grossi dei grossi club del Nord – afferma coach Vincenzo Di Pinto. Si trattò di un successo che fu il completamento di un progetto triennale avviato con l’allora società del presidente Dibattista. Una specie di sfida che raccolsi con il mio solito orgoglio. A Taranto non c’era cultura pallavolistica né l’organizzazione sufficiente per ambire alle mete poi raggiunte. Invece, crescemmo tutti velocemente credendo in un gruppo in cui ognuno ha giocato un ruolo decisivo. Affrontammo un campionato molto competitivo, con tante squadre attrezzate per il salto di categoria. Cominciammo male, era la prima stagione dell’introduzione del rally point system che sostituì il cambio palla. Dopo una sconfitta interna in Coppa Italia contro il Gioia del Colle tenni la squadra oltre due ore nello spogliatoio. Da quel momento cambiammo atteggiamento ed arrivarono le vittorie. Poi ricordo in particolare una vittoria a Latina dopo un durissimo tie-break a tre giornate dalla fine contro un avversario che in squadra aveva gente fortissima come lo slavo Batez ed il cubano Sanchez, gente da serie A/1. Con quella vittoria capimmo che potevamo vincere il campionato e che non ci avrebbe fermato nessuno. Sette giorni dopo battemmo 3-0 in casa il Gioia del Colle al termine di una partita perfetta. Fu un’annata da ricordare. CI tengo a ricordare due persone che non ci sono più: i nostri due consulenti ortopedici, i compianti Raffaele Mangialardi e William Uzzi, due medici che hanno contribuito con la loro professionalità al nostro successo”

Uno dei protagonisti in campo fu il palleggiatore argentino Juan Manuel De Palma (a Taranto anche nella stagione 2006/2007, quella dei play-off scudetto), un vero e proprio gaucho, che via Messanger afferma:”E’ uno dei ricordi più belli della mia carriera. Quel gruppo di giocatori era caratterialmente molto forte. Eravamo tutti o quasi delle teste di c…. ma avevamo in testa un unico obiettivo comune e lottammo duramente per raggiungerlo. Eravamo guerrieri in campo ed amici fuori. La splendida Taranto ci ha dato tutto quello che poteva in quella stagione. Gente innamorata della squadra, in primis l’avvocato Bongiovanni ed Elisabetta Zelatore. Uno staff di prim’ordine. Tifosi che meritavano la vittoria, una città che meritava quella la serie A1”

A volte basta una sola stagione per entrare nella memoria dei tifosi. E’ successo allo schiacciatore Fosco Cicola che a Taranto giocò proprio in quel mirabolante campionato di serie A/2, edizione 1999/2000: Sono ricordi me ravigliosi di una impresa entusiasmante che ha permesso di portare Taranto nella pallavolo che conta. Ricordi che porterò per sempre nella mia mente anche perchè al termine di quella stagione sportiva convolai a nozze. Arrivai a Taranto in punta di piedi e piano piano mi conquistai un posto da protagonista in quella squadra composta da grandissimi campioni come Kovac, De Palma, Robles, De Mori, Bruno. Non scorderò mai il meraviglioso pubblico che affollava il palazzetto ogni domenica, che veniva a tifarci, a incoraggiarci, a supportarci. E una menzione particolare la vorrei fare a tutti quelli che dietro le quinte hanno lavorato per ottenere questo successo: dai presidenti Dibattista e Bongiovanni, al diesse Primavera, all’amministratore delegato Marranzini, a coach Di Pinto ed il suo staff. Tutti assieme abbiamo contribuito ad un successo meraviglioso”.

*foto di G.Leva tratte dal libro “Magna Grecia Taranto, il sogno è realtA'”

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