L’AMIU, l’inceneritore e il numero legale

 

Approvato in Consiglio Comunale il nuovo piano industriale dell’AMIU. Al centro della discussione la riqualificazione dell’inceneritore attualmente fermo. E qualche problema di numeri per la maggioranza.
pubblicato il 05 Giugno 2020, 17:01
8 mins

Riprende la discussione del Consiglio Comunale, che dopo la seduta di ieri aveva lasciato ancora due punti in attesa di votazione: il piano industriale dell’AMIU e la proroga della scadenza della prima rata IMU per i soggetti colpiti dalla crisi economica. Al centro delle attenzioni dei consiglieri per la maggior parte del tempo resta l’inceneritore (o termovalorizzatore, secondo una dicitura più precisa) di proprietà di AMIU.

Che ne sarà dell’inceneritore?

La discussione sul piano industriale AMIU si preannuncia da subito accesa, come sempre accade quando di mezzo ci sono le società in-house del Comune, AMIU, AMAT e Infrataras, che l’Amministrazione Melucci ha da tempo dichiarato di voler riunire sotto l’unica holding Kyma (divisa nei rami Ambiente, Mobilità e Servizi), i cui contorni restano però ancora non ben definiti.

Gli aspetti potenzialmente sul tavolo sarebbero molti. In primo luogo la differenziata, su cui si concentra il consigliere Vietri, che critica i numeri non in linea con l’obiettivo del 65% entro il 2020 e paventa problemi di ordine pratico (specie per quanto riguarda i famosi cassonetti condominiali) che secondo il consigliere di Fratelli d’Italia potrebbero essere replicati con l’estensione della raccolta porta a porta ai rioni Italia-Montegranaro, Salinella, Solito-Corvisea e Tre Carrare-Battisti.

Ci sarebbe, poi, anche la cura del verde urbano, stralciata dal nuovo Piano Industriale, di cui parla la consigliera De Gennaro, non senza aver ribadito anche lei i dubbi già espressi in passato in materia di differenziata, specie sui “cassonetti ingegnerizzati” coperti da brevetto (per cui leggi qui).

E tuttavia, l’attenzione di tutti viene subito focalizzata su un unico punto da un altro consigliere di opposizione, Cosimo Ciraci. Il consigliere ex-Forza Italia, infatti, dichiara «irricevibile» il piano così come presentato e invita il Consiglio a respingerlo al mittente, chiedendo alla società a riscriverlo. Il motivo? L’assenza di significative informazioni sul destino dell’inceneritore di cui l’AMIU è divenuta proprietaria con la ricapitalizzazione operata dal commissario Blonda ai tempi del dissesto finanziario del Comune (per le vicende dell’inceneritore leggi qui). Ancora oggi, sottolinea Ciraci, l’impianto, sebbene pressoché inattivo, costituisce una parte predominante del patrimonio sociale, addirittura l’80% secondo quanto dichiarato in aula. Un valore, però, sottolinea il consigliere, che l’inutilizzo potrebbe drasticamente ridurre, impattando in maniera pesantissima su una società in perenne difficoltà con i conti.

Ai dubbi di Ciraci risponde in prima battuta Gianni Azzaro. Il consigliere del Partito Democratico, non senza un ironico «Se non avessi letto il piano mi sarei quasi fatto convincere dal consigliere Ciraci», ribadisce che, invece, il riferimento all’inceneritore c’è, a pagina 70 del nuovo piano, allorché la società si impegna ad effettuare interventi di revamping. Se non sono state fatte precisazioni ulteriori è perché gli interventi sono subordinati all’approvazione del nuovo Piano Regionale dei rifiuti (e ad un contenzioso, come vedremo). Il consigliere aggiunge, poi, che obiettivo centrale del piano è anche la riqualificazione del personale, con percorsi di formazione e nessun esubero, tanto che tutte le sigle sindacali hanno firmato l’accordo.

A questo punto l’inevitabile polemica quotidiana (con toni ben più soft del solito, però) prende il via allorché il consigliere Marco Nilo (Lista Baldassarri) chiede che a rispondere alle obiezioni dell’opposizione non siano i consiglieri della maggioranza, ma i dirigenti preposti sulla cui presenza in aula si è tanto spesso dibattuto. La replica, sollecitata dal consigliere Di Gregorio, arriva allora per bocca del presidente di AMIU Carloalberto Giusti. Non prima, però, che il capogruppo PD Blé abbia proposto, provocatoriamente, di abolire le commissioni o in alternativa lo streaming (leggi in proposito quanto abbiamo scritto ieri). A suo dire, infatti, le opposizioni ripeterebbero in favore di telecamera a fini propagandistici le domande a cui hanno già ottenuto risposta durante le riunioni di commissione. Una presa di posizione che scatena la dura replica del consigliere Cannone (Fratelli d’Italia), che accusa consiglieri ora di maggioranza, ma all’opposizione nella scorsa consigliatura, di aver fatto altrettanto e di aver cambiato atteggiamento solo per convenienza.

Ma veniamo alle parole del presidente Giusti.

Giusti: «Chiara volontà di riqualificare l’inceneritore»

Il presidente dell’AMIU prende la parola per ribadire come sia espressa chiaramente, non solo nel piano, ma anche nei documenti allegati ai bilanci già a disposizione dei consiglieri, la volontà di procedere al revamping dell’inceneritore, in linea con quanto si fa nei migliori impianti analoghi in giro per l’Europa. Ricorda, poi, che è in corso un contenzioso amministrativo con la Regione Puglia che ha ritenuto non strategico l’impianto tarantino nel suo piano rifiuti (ritirando un finanziamento di 4 milioni di euro), mentre parallelamente il Governo Gentiloni lo dichiarava addirittura di interesse nazionale. Afferma, poi, che fintanto che è valida l’AIA e non intervengono cause che lo rendano inutilizzabile, il valore contabile dell’impianto non ha motivo di essere ridimensionato.

Al momento del voto c’è ancora tempo per qualche piccola scaramuccia fra le file dell’opposizione. Il consigliere Vietri, infatti, dichiarandosi insoddisfatto della replica annuncia che abbandonerà l’aula, e come lui anche il resto della minoranza. Invece, ribadisce che resterà in aula il consigliere Ciraci, già in passato accusato in situazioni analoghe dai colleghi di opposizione di fare da stampella alla maggioranza di centro-sinistra. I numeri della votazione, per cui è necessario un quorum di 17 presenti, dicono 16 favorevoli, 2 contrari e 0 astenuti. I due contrari sono, per l’appunto, il consigliere Ciraci e il consigliere Pulpo del gruppo “Indipendenti per Taranto”, nato da una costola della maggioranza e dichiaratosi, appunto, indipendente, ora appoggiando, ora contrastando l’attività dell’Amministrazione (leggi qui per approfondire la genesi del gruppo). La maggioranza, dunque, da sola non avrebbe avuto i numeri per approvare il punto, come del resto era già accaduto ieri.

Approvato il rinvio della scadenza della prima rata IMU

Dopo la dura discussione di ieri, approvato a fine seduta il rinvio al 16 settembre della scadenza della prima rata IMU, non senza che si sia discusso ancora del numero legale. Stavolta, infatti, le opposizioni restano in aula (rivendicando, ancora con Vietri, il senso di responsabilità nel far approvare il provvedimento benché ritenuto insufficiente). Stavolta, però, i voti a favore sono 17, tanto che a fine seduta anche a microfono spento si sente distintamente il consigliere Blé ringraziare sarcasticamente la responsabilità delle opposizioni per aver garantito un numero legale che, sottolinea, ci sarebbe stato in ogni caso.

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